Con la conclusione delle attività estive negli Oratori della Diocesi di Pavia è tempo di bilanci. Un’estate intensa, segnata dalla partecipazione di migliaia di bambini, ragazzi e adolescenti e impreziosita dalla visita di Papa Leone XIV a Pavia, che ha incontrato gli Oratori diocesani in piazza Duomo. Ne abbiamo parlato con Luca Gregorelli, direttore del Servizio di Pastorale Giovanile della Diocesi di Pavia.
Luca, che bilancio si può tracciare del Grest 2026?
“È stato un Grest molto positivo. Confermiamo il trend degli ultimi anni, con una partecipazione elevata. Grazie al censimento realizzato in occasione dell’incontro con il Papa disponiamo anche di dati piuttosto precisi: hanno partecipato circa 6.000 ragazzi, affiancati da 1.500 animatori, distribuiti in una quarantina di Grest presenti sul territorio della Diocesi. I numeri, da soli, non raccontano tutto, ma indicano che le famiglie continuano a guardare con fiducia alla proposta degli Oratori. È un segnale importante, perché significa che riconoscono nel Grest un ambiente educativo affidabile e di valore. Anche il tema di quest’anno, dedicato a san Francesco, è stato accolto con entusiasmo: la figura del Poverello di Assisi parla ancora oggi ai più giovani e il messaggio della fraternità è arrivato con immediatezza”.
Oggi molte realtà organizzano attività estive per bambini e ragazzi. Che cosa rende diverso il Grest degli Oratori?
“Ci sono almeno due elementi che lo caratterizzano. Il primo sono gli animatori adolescenti, che considero davvero l’anima del Grest. Per i bambini rappresentano un punto di riferimento vicino, credibile, capace di trasmettere entusiasmo con una forza che spesso un adulto non riesce ad avere. Il loro esempio vale tantissimo: decidono di rinunciare a una parte delle vacanze estive per mettersi al servizio degli altri, affrontando giornate impegnative e responsabilità non indifferenti. Per questo dico sempre che il lavoro educativo più importante del Grest lo facciamo proprio con gli adolescenti: mentre accompagnano i più piccoli, crescono anche loro. Il secondo elemento è la comunità. Il Grest non è un luogo dove semplicemente si lasciano i figli durante l’estate. È un’esperienza che coinvolge l’intera comunità cristiana: volontari, famiglie, educatori, persone che sostengono il cammino anche con la preghiera. In quei giorni si sperimenta concretamente il Vangelo vissuto insieme, una comunità che cammina unita e si prende cura dei più giovani”.
Dietro quelle settimane estive c’è però un lavoro che dura molto più a lungo…
“Assolutamente sì. Gli animatori non si improvvisano. Il loro percorso inizia già nel mese di ottobre, con incontri di formazione che accompagnano tutto l’anno. Solo nella primavera la preparazione si concentra maggiormente sul Grest, ma il nostro obiettivo non è reclutare adolescenti perché ci servono durante l’estate. Il primo interesse è la loro crescita umana e cristiana. Il Grest è il frutto di un cammino educativo che prosegue durante tutto l’anno e coinvolge le singole parrocchie e le loro comunità”.
Lei di Grest ne ha vissuti davvero tanti. C’è un’immagine che le resta nel cuore?
“Facendo due conti mi sono accorto che, sommando tutti i Grest della mia vita, è come se avessi trascorso quasi tre anni interi facendo Grest ogni giorno. E quello che continua a colpirmi è sempre la stessa cosa: vedere gli animatori arrivare ogni mattina con il sorriso, nonostante la fatica, e i bambini felici di essere lì. Quando vedi questo entusiasmo capisci che vale la pena ricominciare ogni estate. Se però devo scegliere un momento speciale, penso subito al 20 giugno, alla visita di Papa Leone XIV. Sentire migliaia di ragazzi accoglierlo cantando l’inno del Grest è stata un’emozione difficile da descrivere. Mi sono trovato a sperare di riuscire semplicemente a dirgli le poche parole che avevo preparato, tanta era l’emozione. Ma soprattutto porto nel cuore ciò che il Papa ci ha lasciato: ha ringraziato gli animatori, riconoscendo il valore del loro servizio, e ha ricordato a tutti quale sia il senso più profondo del Grest, incontrarsi davvero, guardarsi negli occhi, vivere relazioni autentiche e non filtrate da uno schermo. In un tempo in cui tanti adolescenti sperimentano anche forme di isolamento sociale, questo messaggio acquista ancora più forza. Solo vivendo la comunità possiamo incontrare davvero il Signore”.
Un invito che sembra indicare anche la strada per il futuro degli Oratori.
“Sì, perché il Papa ci ha incoraggiati a valorizzare ciò che già appartiene alla nostra storia: gli Oratori. Non possiamo considerarli qualcosa di legato al passato, ma laboratori educativi vivi, capaci di parlare ai giovani di oggi. È anche la direzione verso cui stiamo andando con il progetto delle équipe educative: una comunità che si assume insieme la responsabilità dell’educazione delle nuove generazioni. L’Oratorio non è soltanto il parroco o il sacerdote; è tutta la comunità cristiana che si mette al servizio dei ragazzi, li accompagna e li aiuta a trovare domande, senso e speranza”.
Tra pochi giorni partirà anche un’altra esperienza significativa: il Cammino di Santiago.
“È un progetto che avevamo nel cuore già dal 2020, ma la pandemia ci aveva costretto a rinviarlo. Finalmente quest’anno, dall’1 al 9 agosto, partiranno 43 pellegrini, tra giovani e alcuni adulti. L’esperienza del cammino, che avevamo già sperimentato nel 2018 lungo un tratto della Via Francigena, ha un grande valore pastorale: offre tempo per il silenzio, per l’ascolto della Parola di Dio e di se stessi. Il gruppo è molto motivato e comprende ragazzi delle parrocchie, studenti universitari e persino una ragazza diciottenne di Biella che ci ha trovati su Internet e ha deciso di unirsi a noi. Il viaggio inizierà con una tappa a Lourdes, proseguirà lungo gli ultimi cento chilometri del Cammino francese, da Sarria a Santiago, e si concluderà con la partecipazione alla Messa del pellegrino. Anche questa sarà un’occasione preziosa per continuare quel percorso di crescita e di fede che il Grest contribuisce ogni estate a costruire”.
S.R.
(Intervista pubblicata su “il Ticino” di venerdì 31 luglio)







