“La visita del Papa non resti un ricordo: ora la Diocesi riparta da Cristo”

Come è consuetudine del settimanale diocesano “il Ticino”, ogni anno, prima della pausa estiva, riportiamo un’ampia intervista al Vescovo di Pavia. Monsignor Corrado Sanguineti presenta, infatti, il nuovo Anno Pastorale il cui filo conduttore si può riassumere così: “al centro la trasmissione della fede e il rinnovamento dell’iniziazione cristiana”. E guardando all’estate invita a un riposo che non dimentichi chi soffre e chi resta solo, raccomandando a chi può andare in vacanza di vivere un tempo che accresca anche il cuore.

Eccellenza, quale ispirazione guiderà il nuovo Anno Pastorale della Diocesi di Pavia?

“La visita di Papa Leone XIV è stata un autentico evento di grazia. Non possiamo lasciare che rimanga soltanto un ricordo bello e intenso: desideriamo che diventi un punto di partenza per il cammino della nostra Chiesa. Per questo la nuova Lettera Pastorale (nella foto a pagina 7) riprende proprio un’espressione utilizzata durante la visita del Santo Padre: ‘Il centro è Cristo’; aggiungo poi il titolo ‘Una Comunità cristiana centrata sull’essenziale’. Il Papa, nei suoi interventi in San Pietro in Ciel d’Oro e in Cattedrale, ha richiamato con forza quelle priorità che la Chiesa italiana ha individuato al termine del Cammino sinodale. Sono indicazioni preziose, che vogliamo assumere come bussola anche per la nostra Diocesi”.

Quali sono queste priorità?

“Anzitutto riportare al centro il dono della fede, una fede vissuta, celebrata e trasmessa. È questa la questione decisiva per il presente e il futuro delle nostre comunità. La seconda priorità è la vita fraterna: la fede non si vive da soli, ma dentro una comunità che ascolta la Parola, celebra i sacramenti e testimonia la carità. Poi c’è il tema della corresponsabilità, perché tutti i battezzati sono chiamati a partecipare alla missione della Chiesa, valorizzando anche organismi come i Consigli pastorali, che devono diventare sempre più luoghi di discernimento condiviso. Infine, siamo invitati a verificare le nostre strutture, affinché siano realmente al servizio della missione e non diventino un ostacolo”.

Quale sarà allora il cuore dell’Anno Pastorale 2026-2027?

“Il tema della trasmissione della fede. Papa Leone XIV ci ha ricordato che oggi molte persone sembrano aver perso il gusto spirituale o non trovano più attraente la proposta cristiana. Per questo siamo chiamati ad annunciare il Vangelo con gioia, mostrando la bellezza dell’incontro con Cristo. Una comunità cristiana vive se genera nuovi credenti, se accompagna bambini, giovani e adulti a fare esperienza della fede attraverso la Parola di Dio, la preghiera, i sacramenti e la testimonianza della carità”.

Quali iniziative concrete accompagneranno questo percorso?

“Vorrei anzitutto rilanciare i Gruppi del Vangelo, un’esperienza già presente in diverse comunità ma che desideriamo rafforzare. Quest’anno il percorso sarà dedicato alla Prima Lettera di Giovanni, un testo bellissimo che conduce al cuore della fede cristiana e mette al centro Cristo e il comandamento della carità. Accanto a questo, tutte le comunità saranno coinvolte in un lavoro condiviso sul rinnovamento dell’iniziazione cristiana, un tema che oggi interpella profondamente tutta la Chiesa”.

Perché è necessario ripensare l’iniziazione cristiana?

“Perché ci rendiamo conto che il modello attuale, pur custodendo tanti aspetti positivi, suscita anche interrogativi. Molte famiglie continuano a scegliere il cammino catechistico per i figli, e questo rappresenta ancora una preziosa occasione di incontro con loro. Tuttavia, dobbiamo chiederci se il percorso che proponiamo sia davvero capace di generare la fede. Papa Leone XIV ha ricordato che l’iniziazione cristiana non può ridursi a una preparazione ai sacramenti: è il grembo nel quale una comunità educa alla vita cristiana, introduce alla comunione con Cristo e alla fraternità ecclesiale. Per questo coinvolgeremo non soltanto i catechisti, ma tutti coloro che hanno responsabilità nella vita delle comunità, perché la trasmissione della fede riguarda l’intero popolo di Dio”.

Ci saranno anche alcuni appuntamenti significativi all’inizio del nuovo anno?

“Sì. L’apertura dell’Anno Pastorale sarà accompagnata da un evento significativo: il 28 settembre si svolgerà in Cattedrale l’istituzione dei nuovi ministeri di lettori, accoliti e catechisti per quei laici che hanno concluso il loro cammino di formazione. Appena prima, il 26 settembre, vivremo insieme l’ordinazione diaconale del seminarista Alessandro Zaliani. Anche questi eventi condivisi e comunitari esprimono concretamente quella corresponsabilità che desideriamo far crescere nelle nostre comunità”.

L’estate invita al riposo, ma il mondo continua a essere attraversato da guerre e sofferenze. Come vivere serenamente questo tempo?

“Il riposo è giusto e necessario. Abbiamo bisogno di distensione, di stare con la famiglia e con gli amici, di recuperare energie. Però credo che il riposo autentico non debba mai diventare una fuga dalla realtà. Viviamo in un tempo segnato da conflitti drammatici, da tante sofferenze spesso dimenticate, da popoli che continuano a vivere nella guerra e nella miseria. Tutto questo non può lasciarci indifferenti. Anche durante le vacanze possiamo portare queste situazioni nella preghiera, informarci, sostenere chi opera per alleviare il dolore. Un riposo vero non cancella il mondo: lo porta nel cuore”.

Quale messaggio desidera affidare ai lettori del “Ticino” prima della pausa estiva?

“Vorrei invitare tutti a vivere un’estate ricca di umanità. Il tempo libero non sia un tempo vuoto, ma un’occasione per leggere, pregare, contemplare la bellezza del creato, coltivare relazioni autentiche. E soprattutto ricordiamoci di chi resta in città, degli anziani, delle persone sole, di chi non può permettersi una vacanza. A volte basta una visita, una telefonata, un piccolo gesto di vicinanza per fare la differenza. Anche questo è un modo concreto di testimoniare il Vangelo. Auguro a tutti un’estate serena, capace di rigenerare il cuore e di prepararci a riprendere il cammino con rinnovato entusiasmo”.

S.R.

(Intervista pubblicata su “il Ticino” di venerdì 31 luglio)