Carissimi fratelli e sorelle nel Signore,
A pochi giorni dall’evento della visita del Santo Padre alla nostra Chiesa e città di Pavia, abbiamo gli occhi pieni di ciò che abbiamo visto e ascoltato, di un fatto che, per quanto atteso e immaginato, preparato con dedizione da tante persone che vi hanno speso impegno e tempo, e alle quali rinnovo il mio ringraziamento, nel suo accadere ha avuto una nota d’eccezionalità e di bellezza che ha toccato il cuore di molti. Nelle ore intense che il Papa ci ha donato, nel suo sguardo, nella sua voce, nella sua attenzione a ogni incontro e a ogni momento, è come se lo sguardo di Cristo si fosse reso di nuovo presente: abbiamo rinnovato l’esperienza che facevano i discepoli, quando guardavano parlare e agire il Maestro, e le folle che lo circondavano e chiedevano una benedizione per i malati. Davvero l’ombra di Pietro, che ha camminato tra noi, ha lambito la nostra vita, ha riacceso una speranza.
Ringrazio con voi il Signore: è stato commovente vedere un popolo intorno al Papa, di bambini, di ragazzi, di giovani – quanti giovani volontari nei quali traspariva la gioia di esserci e di testimoniare il volto accogliente della nostra città e della nostra Chiesa – di adulti e anziani, di famiglie e comunità, di uomini e donne attirati dalla presenza del Santo Padre.
Porto nel cuore l’incontro del Papa con i piccoli in cura al CNAO, con i loro genitori, il suo ascolto partecipe del racconto dei medici che li seguono e di chi opera in questa struttura che unisce la ricerca al servizio della vita, il calore “di famiglia” della comunità agostiniana, il clima raccolto della preghiera a San Pietro in Ciel d’Oro, il saluto del Papa a ogni malato, disabile, a ogni persona fragile, uscendo dalla basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, la festa per le strade e le piazze in cui è passato – quanti bambini gli sono stati avvicinati per una benedizione! – l’entusiasmo espresso nei cori e nei canti dei bambini e dei ragazzi, in Piazza del Duomo, insieme alla comunità latinoamericana, la sosta orante del Papa sotto le volte della nostra bellissima cattedrale, e, infine, l’incontro con la città, in Piazza della Vittoria, sotto lo sguardo della “Madonna di Piazza Grande”.
Molti tra noi custodiscono nel cuore la memoria di uno sguardo, di una risonanza vissuta, di un incontro che, in modi differenti, ci ha raggiunti: è giusto farne memoria e non disperdere al vento la ricchezza e la grazia di ciò che ci è stato donato.
Il Papa, pur in un tempo limitato, ha toccato luoghi significativi della città, ha reso onore ai Santi che proteggono la nostra Chiesa, Sant’Agostino, di cui si sente figlio, e San Siro, patrono della città e della diocesi intera. Ha affidato Pavia alla custodia materna di Maria, nel segno dell’immagine della “Madonna di Piazza Grande” che veglia da secoli su tutti noi.
Ha parlato con il linguaggio dei gesti, con la testimonianza della sua persona, mite e amabile, serena e presente in ogni istante della visita, raccolta nella preghiera davanti alle reliquie di Sant’Agostino, tesa a salutare e a rispondere alle persone e alla gente che gli facevano corona, capace di trasmettere e di diffondere, intorno a sé, speranza e coraggio.
Prima d’entrare in duomo, ha sostato presso la “Culla della vita” che, per iniziativa del Centro di Aiuto alla Vita e del Movimento per la Vita, nei prossimi mesi sarà attiva a Pavia, vicino alla parrocchia di Sant’Alessandro Sauli, e l’ha benedetta, come segno di una cultura che accoglie e promuove la vita nascente.
Ci ha donato parole che dovremmo riprendere e far fruttificare: sia nei brevi saluti “improvvisati” – in particolare quello rivolto ai ragazzi e ai giovani, con l’invito a essere costruttori di pace, iniziando dai piccoli gesti e a coltivare vere amicizie, “in presenza” e non solo attraverso uno schermo -, sia nell’omelia in San Pietro in Ciel d’Oro e nel discorso alla città in Piazza della Vittoria.
Avremo modo di ritornare sulle parole sapienti del Santo Padre: ha indicato un cammino chiaro per la nostra Chiesa, che metta al centro Cristo e l’edificazione di comunità aperte, vive, capaci di scelte anche coraggiose, per essere sempre più testimoni dell’essenziale, del Vangelo.
Certamente il cammino della diocesi sarà guidato e orientato da ciò che il Papa ci ha consegnato, incoraggiandoci a proseguire un percorso avviato, per essere davvero comunità cristiana presente sul territorio, che sappia ridestare l’attrattiva a Cristo nel cuore di molte persone, di ogni età.
Anche le parole rivolte alla città saranno da riprendere e possono illuminare coloro che hanno a cuore la nostra amata Pavia: l’invito a riscoprire il senso e la missione dell’essere “civitas”, facendo tesoro nell’oggi di una storia e di un’eredità grande; l’appello a prenderci a cuore il suo presente e il suo futuro – quante volte ha ripetuto «m’interessa», riecheggiando la famosa espressione di Don Milani «I care» -; il richiamo a sviluppare un positivo rapporto tra la fede e la ragione, così prezioso per Pavia, città universitaria, città di ricerca e di cultura. Sono sollecitazioni vere e appropriate da mettere a frutto, da non lasciar cadere.
Chiediamo al Signore di fare tesoro della grazia ricevuta e, mentre rinnoviamo al Santo Padre il nostro corale “grazie” per il dono che ci ha fatto, vogliamo continuare ad accompagnarlo con il nostro affetto, la nostra preghiera e sostenendo la sua concreta vicinanza a quanti nel mondo vivono situazioni di emergenza a causa della povertà, della violenza e delle variazioni climatiche che alterano la stessa vita.
Domenica 28 giugno, vigilia della solennità dei Santi Pietro e Paolo Apostoli, partecipiamo dunque con speciale generosità alla Giornata della Carità del Papa. Questa stessa generosità sia segno di rinnovata gratitudine a Papa Leone che è stato in mezzo a noi e condivisione fraterna per la sua sollecitudine a chi si trova nel bisogno.
Pavia, 24 giugno 2026
Natività di San Giovanni Battista
+ Corrado Sanguineti
Vescovo di Pavia







