Il periodo quaresimale, quale tempo liturgico forte per riflettere con maggior attenzione sulla nostra fede e sul nostro rapporto con Gesù, offre alcuni strumenti per vivere in maniera autentica e credibile la vita cristiana.
Si tratta di gesti, atteggiamenti, momenti liturgici o caritativi che nella loro semplicità permettono di interiorizzare meglio la Parola di Dio facendo così comprendere che la Quaresima non è momento triste o un cammino di afflizione, ma occasione favorevole per far posto nella nostra vita a Dio e agli altri. A questo proposito anche l’unità pastorale Sant’Agostino e Beato Michele Pio da Zerbo ha realizzato, in linea con le altre parrocchie della Diocesi, alcune iniziative particolarmente significative per aiutare i fedeli a vivere al meglio l’incontro col Signore nella loro quotidianità.
Questi momenti, alcuni liturgici, altri ludici, hanno coinvolto bambini, famiglie, anziani, adolescenti che, insieme, hanno ascoltato la Parola di Dio, contribuito con gesti di carità ai bisogni dell’unità pastorale e della Diocesi, vissuto esperienze forti. Parliamo, ad esempio, del sentito pellegrinaggio ad Assisi in occasione dell’ostensione delle spoglie di San Francesco come invito a riflettere sull’eredità spirituale del Santo, delle settimanali via Crucis e dei centri d’ascolto della Parola di Dio, ma anche delle cene a pane e pastasciutta con le famiglie, momenti di convivialità che aiutano a sentirsi parte della nostra comunità.
Non sono mancati, poi, i laboratori pomeridiani e le consuete “pizzate” in Oratorio con la presenza di un buon numero di fanciulli e genitori che hanno realizzato lavoretti pasquali, si sono divertiti, hanno giocato trascorrendo nella semplicità e nella condivisione alcuni pomeriggi. Coinvolgente è stata anche la Festa della Gioia, quando il Vescovo in Cattedrale a Pavia ha incontrato i bambini e i loro accompagnatori.
Con costanza ed entusiasmo andiamo avanti a seminare il seme buono del Vangelo anche se a volte dobbiamo confrontarci con scarsi risultati. Occorre, però, non perdere mai la speranza, ma vivere con quella semplicità di cuore che permette di accorgerci della presenza di Dio e dei suoi innumerevoli doni in mezzo a noi.
(Articolo pubblicato su “il Ticino” di venerdì 27 marzo 2026)






