C’è un misto di emozione e responsabilità nelle parole di don Gianluigi Corti. Mentre Pavia si prepara alla storica visita di Papa Leone XIV, prevista per sabato 20 giugno, il parroco di San Teodoro e presidente del Comitato “Pavia Città di Sant’Agostino” si ritrova a essere uno dei ponti tra un passato di stima reciproca e un futuro di grazia. Il suo incarico alla guida del Comitato, che sarebbe dovuto scadere a settembre, è stato prorogato anche per accompagnare la Diocesi fino a questo appuntamento: quasi un segno del destino per chi, il Papa, lo ha conosciuto quando ancora non portava l’anello piscatorio.
Una conoscenza “nata tra i chiostri”
“L’ho incontrato spesso a San Pietro in Ciel d’Oro”, ricorda don Corti. “Quando era Priore Generale degli Agostiniani, non mancava quasi mai all’appuntamento del 28 agosto. Ci siamo conosciuti lì, e poi durante i miei anni di insegnamento al noviziato agostiniano”. Il ritratto che don Gianluigi ne fa è lontano dai formalismi: un uomo di estrema umiltà e gentilezza, dotato di una memoria sorprendente: “Mi ha impressionato la sua attenzione alle persone. Dopo anni, si ricordava ancora di me. E poi non dimentico una dimensione di umiltà che mi ha particolarmente colpito: al termine del suo mandato, mi ero informato presso i suoi confratelli per sapere dove era stato destinato e avevo scoperto che aveva scelto di andare in missione in Perù, rinunciando a ruoli di prestigio ed a percorsi che di solito si seguono dopo incarichi di rilievo; aveva invece scelto la missione”.
Il Comitato: un’opera scientifica per il Papa
Don Corti sta coordinando una macchina complessa che vede coinvolte le eccellenze accademiche del territorio: l’Università di Pavia, ma anche gli Atenei Cattolica e dell’Insubria. L’obiettivo è presentare a Leone XIV il frutto di un lavoro che lui stesso, da Priore, aveva caldeggiato: “Vogliamo dimostrare al Santo Padre che il suo desiderio di vedere Pavia come centro di studi agostiniani è più vivo che mai”, spiega don Gianluigi. E proprio per questo, in dono al Pontefice arriveranno due volumi di altissimo profilo scientifico: gli atti del convegno per il XIII centenario dell’arrivo a Pavia delle spoglie di Sant’Agostino (recentemente presentati a Roma con il Cardinale Ravasi) e il tomo sul convegno “Le reliquie e il potere”. Non mancheranno omaggi artistici e un pensiero speciale da Cava Manara, la cui parrocchia è legata a un miracolo del Santo rappresentato anche sulla celebre Arca marmorea in San Pietro in Ciel d’Oro.
Pavia, città del cuore
Per il Papa, tornare a Pavia significa pregare davanti a quella tomba che ha custodito e onorato per dodici anni da Generale dell’ordine. Don Gianluigi Corti, con la sua consueta pacatezza, sta tessendo le fila di un’accoglienza che non vuole essere solo istituzionale, ma anche profondamente spirituale. Sabato 20 giugno, Pavia non accoglierà solo un Papa, ma un antico amico di Agostino e della città, che torna finalmente a casa.
Simona Rapparelli










