Don Giovanni Lodigiani: “Pavia attende il Vicario di Cristo, non una star”

L’attesa di Pavia per la visita di Papa Leone XIV non può essere vissuta come quella per un personaggio celebre o per un grande evento pubblico. A sottolinearlo è don Giovanni Angelo Lodigiani, che invita a leggere l’arrivo del Pontefice in una prospettiva profondamente spirituale, ben diversa da quella della semplice curiosità o dell’emozione collettiva. “Pavia sta attendendo la visita del Santo Padre Leone XIV ed è adeguato che si prepari con un’attesa che non si può paragonare all’attesa di una star o di un personaggio illustre, famoso. Il popolo di Dio in Pavia sta attendendo il Vicario di Cristo, colui che manifesta il suo essere in mezzo al popolo come il pastore che conduce il popolo alla pienezza della verità”. Per don Lodigiani è proprio questo il punto decisivo: la visita del Papa non va ridotta a una manifestazione di massa, ma compresa come un incontro che tocca in profondità la vita delle persone. Non soltanto dei credenti più vicini alla Chiesa, ma, in un certo senso, di tutta la città. “È un momento da cuore a cuore, non un evento di massa. È un incontro nel quale il Pontefice incontra il cuore di tutti i fedeli, anche dei non fedeli, dei credenti cristiani, e di ogni uomo che vive nella città di Pavia”. In questa chiave, l’attesa diventa già un modo di prepararsi. Non si tratta semplicemente di aspettare una data sul calendario, ma di disporsi interiormente a cogliere il significato della presenza del Papa, riconoscendo in lui il successore di Pietro e il segno di una guida per il popolo cristiano. Don Lodigiani suggerisce anche un percorso concreto e accessibile a tutti per accompagnare questo cammino di preparazione: conoscere meglio il magistero di Leone XIV, i suoi discorsi, le sue parole, le linee che stanno emergendo nel suo pontificato. “Per prepararci con consapevolezza a questo incontro, tutti possono fare una cosa molto semplice: cercare e leggere qualche discorso, qualche intervento che ha fatto Leone XIV dal maggio dello scorso anno, quando è stato eletto, fino ad ora”. Secondo il sacerdote, questo può aiutare a comprendere meglio non solo il profilo del Pontefice, ma anche ciò che egli oggi porta nel cuore per la Chiesa e per il mondo. “Si possono cogliere quali sono le sue aspettative, i suoi desideri in ordine alla crescita della fede, quali sono anche le sue preoccupazioni”. Tra queste, emerge con particolare forza il tema della pace, che attraversa il presente della Chiesa e del mondo e che interpella direttamente anche il senso della visita a Pavia. “Oggi il mondo sta attraversando un periodo tale per cui il Sommo Pontefice, insieme a tutto il popolo di Dio, versa in uno stato di costante preghiera, di costante richiesta del dono della pace del Signore, che giunge al popolo grazie al dono dello Spirito”.

Laura Rossi

[il Ticino 17 aprile 2026]