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Visita del Santo Padre a Pavia: modalità di partecipazione in fase di definizione

In vista della visita del Santo Padre a Pavia, in programma per il prossimo 20 giugno, si registrano numerose richieste di informazioni relative alle modalità di accesso agli eventi e all’eventuale necessità di pass.

A questo proposito, la Diocesi di Pavia informa che le modalità di partecipazione sono attualmente in fase di definizione e che, al momento, non è ancora aperta alcuna procedura di iscrizione né di richiesta pass.

Si precisa inoltre che i pass, qualora previsti, saranno gratuiti e che l’unico canale ufficiale per la richiesta e la distribuzione sarà la Diocesi di Pavia, attraverso gli uffici della Curia Vescovile.

Tutte le informazioni aggiornate e le indicazioni operative verranno comunicate nei prossimi giorni attraverso i canali ufficiali e i siti dedicati all’iniziativa.

Leone XIV a Pavia: ecco il programma

La Prefettura della Casa Pontificia ha reso noto oggi (sabato 25 aprile) il seguente programma della visita di Papa leone XIV a Pavia, prevista per sabato 20 giugno:

ore 13,00 Decollo dall’eliporto del Vaticano

ore 14,45 Atterraggio nel Campo di Rugby CUS di Cravino

Il Santo Padre sarà accolto da:

1. S.E. Mons. Corrado Sanguineti, Vescovo di Pavia

2. On. Attilio Fontana, Presidente della Regione Lombardia

3. Dottoressa Francesca De Carlini, Prefetto di Pavia

4. Dott. Michele Lissia, Sindaco di Pavia

5. Dott. Giovanni Palli, Presidente della Provincia di Pavia

Seguirà immediato trasferimento in auto al Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO)

ore 15.00 All’ingresso del CNAO il Santo Padre è accolto da:

1. Dott. Gianluca Vago, Presidente

2. Dott. Sandro Rossi, Direttore

Il Santo Padre incontra e saluta alcuni Dirigenti, Personale Medico, e alcuni bambini in cura, con i genitori

ore 15.30 Il Santo Padre lascia il CNAO e si trasferisce in auto alla Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro

ore 15.45 Convento dei Padri Agostiniani:

il Santo Padre è accolto da:

1. Padre Joseph L. Farrell, Priore Generale

2. Padre Gabriele Pedicino, Priore Provinciale

3. Padre Gianfranco Casagrande, Priore del Convento

Breve incontro con la Comunità Agostiniana

Nel Chiostro: saluto ai Vescovi della Lombardia e ad alcuni Collaboratori

ore 16,15 In Basilica: sono presenti Vescovi Lombardi, Clero, Consacrati e Diaconi permanenti

– Saluto di S.E. Mons. Corrado Sanguineti

Celebrazione della Parola e venerazione delle Reliquie di S. Agostino

* discorso del Santo Padre

ore 17,00 Il Santo Padre lascia la Basilica e saluta i Fedeli nel Piazzale antistante

Trasferimento in auto a Piazza Duomo

Sul sagrato del Duomo il Santo Padre riceve l’omaggio floreale dei bambini, e saluta i bambini e la Comunità sudamericana presenti in Piazza

Il Santo Padre entra in Cattedrale, accolto dai Membri del Capitolo: adorazione del Santissimo Sacramento e sosta davanti all’altare di San Siro, primo Vescovo e Patrono della Diocesi e della Città

ore 17,15 Il Santo Padre esce dal Duomo, e raggiunge a piedi Piazza Vittoria

ore 17,30 Piazza Vittoria: Incontro con la Cittadinanza

– saluto del Dott. Michele Lissia, Sindaco di Pavia

– saluto di S.E. Mons. Corrado Sanguineti

* discorso del Santo Padre

al termine, il Santo Padre saluta una Rappresentanza di Autorità e di Fedeli

ore 18,30 Il Santo Padre lascia Piazza Vittoria e raggiunge il Campo di Rugby CUS di Cravino, dove si congeda dalle Autorità che Lo hanno accolto all’arrivo

ore 18,45 Decollo da Pavia

(foto Agensir)

Don Giulio Lunati: “La visita del Papa? Segno di speranza e richiamo alla pace”

C’è una gioia sobria, quasi trattenuta, nelle parole di don Giulio Lunati, parroco del Borgo Ticino a Pavia, quando parla dell’attesa per la visita di Papa Leone XIV in programma sabato 20 giugno. Una gioia che non ha bisogno di enfasi, ma che si radica in una stima profonda per il Pontefice e per il suo magistero.
Sono molto contento che il Papa venga a Pavia – afferma – e la mia stima per lui continua a crescere per le sue parole chiare in difesa della pace”. Un tratto, questo, che don Lunati riconosce come uno dei fili conduttori più significativi del pontificato di Leone: la capacità di parlare con semplicità e insieme con fermezza su temi decisivi per il tempo presente ed in un periodo storico non solo caratterizzato da tensioni allarmanti a livello internazionale, ma anche “annerito” dalle parole di ostilità che il presidente americano Donald Trump ha rivolto di recente al Pontefice.
A colpire don Giulio, in particolare, è lo stile personale di Papa Leone XIV: “Mi piace la sua pacatezza riflessiva – osserva – e soprattutto la franchezza e la decisione con la quale richiama alla giustizia e alla pace”. Un equilibrio non scontato, tra mitezza e determinazione, che sembra intercettare il bisogno diffuso di parole credibili, capaci di orientare senza alzare i toni.
Con una nota di umanità, don Giulio aggiunge anche un dettaglio curioso: “Apprezzo che sia laureato in matematica”, dice con un sorriso, quasi a sottolineare un profilo che unisce rigore e profondità, un tratto che lo lega alla sua vita personale, visto che lo stesso don Lunati è laureato in matematica.
Guardando alla visita in sé, il parroco invita però a non caricarla di aspettative improprie: “Mi pare che il focus sarà sant’Agostino più che la Diocesi in sé – spiega – e che la permanenza sarà molto breve”; breve ed essenziale sì, ma non per questo meno significativa e che si inserisce nel solco della tradizione agostiniana così radicata nel territorio pavese.
Per questo, più che su eventi o iniziative particolari, don Lunati sembra orientato a cogliere il senso spirituale dell’appuntamento: “Non saprei cosa aspettarmi oltre a quello che sta donando come Pontefice a tutta la cristianità: tenacia nel bene e speranza in Dio”. Parole che suonano quasi come una sintesi del messaggio che il Papa porta con sé, al di là della durata della visita.
Anche sul piano pastorale, almeno per ora, non sono previsti momenti specifici di preparazione nella parrocchia del Borgo Ticino, ma proprio questa essenzialità sembra rimandare a un’attesa più interiore che organizzativa, fatta meno di eventi e più di disponibilità ad accogliere un segno.
In fondo, è proprio qui che si gioca il valore di una visita come questa: non tanto nella quantità delle occasioni, quanto nella capacità di lasciarsi interpellare da una presenza che richiama tutti, credenti e non, a ciò che conta davvero. La pace, anzitutto, e quella speranza in Dio che – come ricorda don Lunati – resta il cuore più profondo del messaggio cristiano.

Simona Rapparelli

[il Ticino 24 aprile 2026]

“Un Papa che si fa vicino, anche nel poco tempo”: l’attesa di don Fattori per la visita del Pontefice

C’è attesa anche nelle comunità di Landriano e Pairana per la visita del Papa a Pavia del prossimo sabato 20 giugno. A raccontarla è don Antonio Fattori, parroco dei due centri, che offre uno sguardo insieme semplice e profondo sul significato di questo evento.
Qualcuno ha osservato che, visto il tempo limitato, il Papa avrebbe potuto venire in forma privata – spiega don Fattori –. In realtà trovo molto bello che, pur avendo poche ore a disposizione, abbia scelto di incontrare le persone, anche solo per un breve saluto, e di toccare il mondo della sofferenza. È un segno che trovo molto significativo”.
Un gesto che va oltre i ragionamenti in corso sul programma (che è ancora in fase di definizione) e che diventa testimonianza: “Incontrando le persone è come se dicesse: ‘Anche voi siete importanti per me’, persino in un tempo di visita che è breve. Non è solo un Papa che viene a pregare sulla tomba di un santo (Sant’Agostino, Leone XIV è, infatti, agostiniano, ndr.), ma un pastore che vuole considerare la città, la gente, i fedeli. Questo dice a noi che lo aspettiamo che le persone fanno parte della sua vita”.
Secondo don Antonio, è proprio questo stile a colpire: “Non si comporta come un funzionario o soltanto come un capo di Stato, ma come un Pastore. Il suo giungere nella nostra città e salutare le persone dimostra che nessuno gli è estraneo: ogni persona è parte del suo cammino, anche da Papa”. La considerazione di don Antonio prende le mosse anche dal fatto che Robert Prevost non è nuovo alle visite pavesi: quando era Priore Generale degli Agostiniani, era solito recarsi a Pavia proprio per poter pregare davanti alle spoglie di Sant’Agostino nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro e non era raro incontrarlo mentre passeggiava in quelle zone. Ma oggi, da Papa, molte cose sono, giocoforza, differenti: eppure, anche se la visita sarà breve, il saluto alla gente di Pavia unirà non solo idealmente il Pontefice alla città.
Intanto cresce l’attesa tra i fedeli. “Da quando si è diffusa la notizia della visita, diversi parrocchiani mi hanno espresso il desiderio di andare a Pavia, di avvicinarsi per poterlo vedere. Mi ha colpito molto questo entusiasmo sincero”. Una reazione che, ammette, non era scontata: “Papa Francesco ‘bucava lo schermo’ in modo immediato; Papa Leone forse meno. Eppure, il suo arrivo non è passato inosservato: c’è curiosità, c’è il desiderio di incontrarlo dal vivo. Non mi aspettavo una risposta così pronta”.
Guardando alla figura del nuovo Pontefice, don Fattori sottolinea alcuni tratti che ritiene particolarmente significativi: “Mi ha colpito, anche leggendo le recenti polemiche internazionali e gli attacchi giunti dal presidente Trump, come emerga chiaramente che il Papa non è un potente. I suoi richiami a Cristo e al Concilio Vaticano II indicano un cammino: ci aiuta a riscoprire cosa significa essere Chiesa, essere segno”.
Un’attenzione che parte dall’interno della comunità ecclesiale: “È giusto guardare al mondo, ma Leone XIV mi sembra un Papa molto attento anche all’unità e alla comunione nella Chiesa, come segno credibile della fede. Questo lo considero molto positivo”.
Infine, uno sguardo di fede che accompagna questo tempo quantomai tribolato: “Se crediamo nello Spirito Santo, crediamo anche che sia Lui a guidare la Chiesa. Per questo è importante seguire il Papa: perché è la persona che, in questo momento, è posta a servizio della comunione e della centralità di Cristo, secondo il volere di Dio”.

Simona Rapparelli

[il Ticino 24 aprile 2026]

Sant’Egidio: “La visita del Pontefice è apertura al mondo e segno di pace”

Giorgio Musso, responsabile della Comunità di Pavia: “Un invito a non chiudersi e a costruire ponti”

La visita di Papa Leone XIV a Pavia viene letta come un passaggio che supera i confini dell’evento locale e richiama la dimensione universale della Chiesa. A sottolinearlo è Giorgio Musso (nella foto), responsabile della Comunità di Sant’Egidio a Pavia, che invita a cogliere il significato più profondo dell’arrivo del Pontefice in città il prossimo 20 giugno: “La presenza del Papa significa la presenza della Chiesa universale”. Per una realtà come Pavia, di dimensioni contenute ma con una vocazione storica all’apertura, questo evento assume un valore particolare. “Pavia è una città piccola, ma è anche una città che ha un’apertura sul mondo”. Un tratto che si radica nella sua storia, nella presenza di Sant’Agostino e, sul piano civile, nel ruolo della sua Università. “Fin nella parola stessa di Università c’è questo seme di universalità”. In questo senso, la visita del Papa diventa anche un invito a non cedere alla tentazione del ripiegamento: “Una città di provincia può essere tentata dal provincialismo, ma questa visita è un incoraggiamento a rimanere aperti al mondo, alle sue sfide, alle sue domande”. Accanto a questo primo significato, Musso richiama con forza il tema della pace, centrale nel pontificato di Leone XIV: “Accogliere il Papa significa anche stringersi attorno a colui che oggi tiene alta la stella della pace in un mondo sempre più conflittuale”. In un contesto segnato da tensioni e guerre, la sua presenza diventa un segno condiviso. “La pace non è solo una domanda dei cristiani, è una domanda di tutti”. Per questo, la visita assume anche il valore di un gesto pubblico di vicinanza. “Accogliere Papa Leone XIV significa mostrare affetto e solidarietà nei suoi confronti, anche a fronte degli attacchi che ha ricevuto, ma soprattutto significa dire che le sue parole di pace trovano ascolto tra la gente”. Musso sottolinea come questo momento possa diventare un segno concreto per l’intera città. “Stringersi attorno al Papa è il modo più semplice e più forte per testimoniare una volontà diffusa di pace”. Infine, emerge una lettura simbolica legata all’identità stessa di Pavia: “In una città rappresentata da un ponte arriva un pontefice, cioè un costruttore di ponti”. Un’immagine che diventa quasi una consegna. “Il Pontefice nella città del ponte invita Pavia a riscoprire la sua vocazione: essere una città che costruisce legami tra mondi diversi, tra generazioni, tra culture”, In questa prospettiva, la visita del Papa non è soltanto un appuntamento per la comunità ecclesiale, ma un’occasione più ampia per la città. “È una grande opportunità per non chiudersi, ma per restare aperti all’universale.”

Laura Rossi

[il Ticino 24 aprile 2026]

Don Roberto Romani: “La visita del Santo Padre sarà un movimento del cuore, non del rumore”

Il sacerdote guida le parrocchie di Sant’Alessandro e dello Spirto Santo a Pavia ed è guida spirituale per la Polizia di Stato e i Vigili del Fuoco

L’attesa per la visita di Papa Leone XIV, il prossimo 20 giugno a Pavia, è carica di significato anche nelle comunità parrocchiali. Don Roberto Romani (nella foto) ne coglie il valore più profondo, legandolo al senso stesso della vita cristiana. “La visita del Santo Padre è una cosa stupenda!” afferma con immediatezza il sacerdote che guida le parrocchie di Sant’Alessandro e Spirito Santo a Pavia, sottolineando come questo pellegrinaggio del Pontefice non debba essere solo un evento esterno, ma un richiamo interiore. “Nella semplicità di questo suo pellegrinare, il Papa ci aiuta a capire che la nostra vita cristiana è un pellegrinaggio continuo.” Un cammino che non è solo movimento, ma anche memoria. “È un pellegrinaggio capace di memoria, perché ci invita a guardare la vita di chi ha già detto il suo sì al Signore”. In questo senso, la figura di Sant’Agostino diventa centrale. “Scoprendo Sant’Agostino nella nostra vita, diventiamo uomini e donne capaci di memoria”.
Per don Romani, la visita del Papa non sarà tanto un fatto esteriore, quanto un evento che tocca le persone nel profondo. “Sarà un evento non tanto di movimento e di rumore esterno, quanto più di movimento delle anime e del cuore”. Nelle comunità guidate da don Roberto, l’aspettativa per l’arrivo di Papa Leone XIV è già viva e concreta. “C’è grande attesa”, racconta don Romani, facendo riferimento alla realtà pastorale che guida, tra le parrocchie di Sant’Alessandro e dello Spirito Santo, e alle comunità legate alla Polizia di Stato e ai Vigili del Fuoco: “Uomini e donne che saranno coinvolti anche in prima persona per la sicurezza del viaggio del Santo Padre”. La preparazione è già iniziata e si muove su più livelli. “Ci stiamo preparando con la preghiera che il Vescovo ci ha fatto avere”, spiega don Roberto. “È una preghiera che la gente porta a casa e che, possibilmente, viene recitata ogni giorno”. Accanto alla dimensione spirituale, c’è anche un percorso di conoscenza e approfondimento. “Stiamo seguendo le indicazioni della Diocesi, sia dal punto di vista spirituale sia da quello più concreto, cercando di conoscere meglio anche la figura di Sant’Agostino”. Per don Romani, dunque, il significato della visita sta proprio qui: non tanto nella visibilità dell’evento, quanto nella sua capacità di generare un cammino interiore. “Il Papa ci aiuta a riscoprire che la fede è un cammino, un pellegrinaggio che continua nella nostra vita”.

Laura Rossi

[il Ticino 24 aprile 2026]

Due incontri all’Università e al Ghislieri in attesa della visita del Santo Padre

Continua anche la raccolta fondi attraverso il conto corrente dedicato all’arrivo del Pontefice

Continua il cammino che La Diocesi di Pavia ha avviato verso la visita di Papa Leone XIV, in programma sabato 20 giugno. In attesa della diffusione del programma, proseguono le iniziative, anche quelle aperte a tutta la cittadinanza.

In particolare, in calendario ci sono due date che meritano di essere evidenziate: giovedì 23 aprile e martedì 12 maggio.

Il primo incontro si svolgerà nella serata del 23 aprile, alle ore 21, nell’Aula Magna dell’Università di Pavia, si intitolerà “Agostino e il tumulto del cuore” e vi prenderanno parte la filosofa Roberta de Monticelli con il biblista Roberto Rossella.

Il secondo incontro è previsto per martedì 12 maggio, sempre alle ore 21, nell’Aula Magna del Collegio Ghislieri con l’incontro dal titolo “Leone XIV: testimone mite di pace e unità”: un tema particolarmente sentito, soprattutto in questi ultimi giorni, che verrà affrontato dal vaticanista Ignazio Ingrao e dall’agostiniano Giuseppe Pagano.

In vista della prossima visita di Papa Leone XIV alla nostra Diocesi, sentiamo il desiderio di prepararci insieme, come comunità, accogliendo questo evento come un dono di grazia che il Signore ci offre – ha detto don Davide Rustioni, Vicario Episcopale per la Pastorale ed uno dei coordinatori del Comitato istituito per l’organizzazione della visita di Papa Leone a Pavia -. La presenza del Santo Padre in mezzo a noi non è soltanto un momento di gioia e di festa, ma anche un’occasione preziosa per rinnovare la nostra fede, rafforzare i legami di comunione e riscoprire la bellezza del nostro cammino ecclesiale. Per vivere più consapevolmente questo tempo, vengono proposti due incontri che vogliono accompagnarci nella preparazione spirituale e culturale. Essi ci aiuteranno, anzitutto, ad avvicinarci alla figura di sant’Agostino, pastore e maestro della Chiesa, di cui la nostra città custodisce con gratitudine le spoglie mortali: una presenza che continua a parlare al nostro cuore e a illuminare il nostro cammino. Allo stesso tempo, saremo introdotti al magistero di Papa Leone XIV, che fin dall’inizio del suo pontificato ha richiamato con forza il valore dell’unità e il dono della pace, indicando a tutta la Chiesa una strada di fraternità, dialogo e riconciliazione. Questi incontri vogliono essere un semplice ma significativo aiuto per disporre il nostro cuore ad accogliere il Santo Padre, perché la sua visita possa portare frutti abbondanti nella vita di ciascuno e della nostra comunità”.

Il conto corrente per sostenere la visita del Papa
Sempre in vista della visita papale, sono stati attivati anche strumenti concreti per sostenere l’organizzazione dell’evento. Nelle scorse settimane è stata avviata l’apertura di un conto corrente dedicato alla raccolta di offerte, pensato per consentire a fedeli, enti e realtà del territorio di contribuire direttamente alla preparazione dell’accoglienza del Pontefice.
A seguire da vicino questo percorso è l’Ufficio dell’Economato diocesano, guidato da don Gabriele Romanoni.
Per chi desidera contribuire, è possibile effettuare un versamento indicando come causale “Visita di Leone XIV” al seguente IBAN: IT 07 I 05034 11301 000000012193 .
Un piccolo segno di partecipazione che si inserisce nel cammino di preparazione a un appuntamento atteso e significativo per la Chiesa pavese e per l’intero territorio.

Simona Rapparelli

[manifesto degli incontri]

Azione Cattolica di Pavia: un’attesa sobria per il Pontefice, tra pace e responsabilità

Anche l’Azione Cattolica di Pavia si prepara alla visita di Papa Leone XIV con uno sguardo consapevole e misurato. A esprimere questa posizione è Francesco Frigerio, presidente diocesano dell’Azione Cattolica pavese, che invita a vivere l’appuntamento senza caricarlo di aspettative eccessive o di significati impropri. L’arrivo del Pontefice viene riconosciuto come un momento significativo per la città e per la Diocesi, ma più come un gesto simbolico, un’occasione di incontro che richiama il valore dell’appartenenza ecclesiale, che come un evento destinato a produrre effetti immediati. In questo contesto, l’attenzione si concentra soprattutto sul percorso già avviato dal Papa nei primi mesi del suo pontificato. Il fatto che Leone XIV abbia finora pubblicato una sola enciclica, in continuità con un lavoro preparato da Papa Francesco, viene letto come un segnale di coerenza più che di discontinuità. Un magistero che chiede di essere affrontato direttamente, attraverso la lettura dei testi, senza fermarsi alle interpretazioni o ai commenti che spesso ne semplificano o ne deformano il contenuto. Al centro emerge con forza il tema della pace, che appare come uno dei fili conduttori dell’azione del Pontefice. Un impegno che non sempre si manifesta in modo evidente, ma che si muove anche su piani meno visibili, con una concretezza che può sfuggire alla percezione pubblica. In un tempo segnato da tensioni internazionali e da conflitti diffusi, la figura del Papa viene così riconosciuta come un riferimento morale ancora capace di incidere, anche se in forme non sempre immediate. Particolarmente significativa è anche la provenienza del Pontefice, in un momento storico in cui negli Stati Uniti riemergono dinamiche in cui la religione viene talvolta utilizzata per giustificare la violenza. Un fenomeno che può apparire distante, ma che, come spesso accade, tende a influenzare anche altri contesti culturali e sociali, arrivando progressivamente anche in Europa. La visita del Papa si inserisce dunque in un orizzonte più ampio, che chiama i fedeli non solo ad accogliere un momento significativo, ma a interrogarsi sul proprio ruolo nella costruzione di una cultura di pace e di una fede autentica, capace di sottrarsi a strumentalizzazioni e semplificazioni.

Laura Rossi

[il Ticino 17 aprile 2026]

Il Santo Padre a Pavia, don Roberto Belloni: “Sarà un segno concreto di unità”

Un segno grande di speranza, uno stimolo a riscoprire l’autenticità della fede in un tempo non facile. Don Roberto Belloni, parroco dell’Unità di Belgioioso, Filighera e Torre de’ Negri, vede in questa ottica comunitaria la visita che Papa Leone XIV farà a Pavia sabato 20 giugno. Un momento molto atteso che rilancia anche percorsi di spiritualità nel segno di Sant’Agostino.

Quale significato assume per la vostra Unità-Comunità la visita del Pontefice a Pavia?
La visita del Santo Padre rappresenta per la nostra Unità pastorale un evento di grazia e di profonda comunione ecclesiale. È un’occasione per sentirci parte viva della Chiesa universale e per rinnovare il nostro legame con il Successore di Pietro. In un tempo spesso segnato da frammentazione e incertezze, la presenza del Papa diventa un segno concreto di unità, speranza e vicinanza. Assume un significato ancora più particolare anche alla luce del legame con Sant’Agostino: la tradizione agostiniana, con il suo invito a cercare Dio nel profondo del cuore e a costruire comunità fondate sulla carità e sulla comunione, offre una chiave preziosa per vivere questo momento. Per noi è uno stimolo a riscoprire una fede autentica, capace di unire interiorità e vita comunitaria”.

In che modo vi state preparando per coinvolgere fedeli, giovani e famiglie?
Sono in programma momenti di preghiera, adorazione e catechesi, per aiutare tutti a vivere questa visita non solo come un evento, ma come un’esperienza di fede; saranno condivisi i momenti di preparazione proposti dalla Diocesi. Sicuramente prenderemo spunto dalla spiritualità agostiniana, come il tema della comunità e dell’amicizia in Cristo. Cercheremo di coinvolgere i diversi gruppi della comunità, con l’intento di far sentire ciascuno parte di questo cammino”.

Quale messaggio ti auguri che la visita del Papa possa lasciare alla vostra comunità e più in generale al territorio di Belgioioso?
Mi auguro che questa visita lasci anzitutto un rinnovato senso di speranza e fiducia nel futuro. Che il Papa possa incoraggiarci a essere una comunità accogliente, capace di prendersi cura delle fragilità e di costruire relazioni autentiche. Alla luce della sua esperienza agostiniana, spero anche in un forte richiamo all’interiorità e alla ricerca della verità, secondo l’insegnamento di Sant’Agostino, ma sempre vissuto dentro una comunità concreta, solidale e sinodale. Per il territorio di Belgioioso, Filighera e Torre de’ Negri, mi auguro resti un messaggio di unità e di responsabilità condivisa, capace di superare divisioni e indifferenze. E soprattutto, che ciascuno possa sentirsi chiamato a essere protagonista del bene comune, portando nel quotidiano un segno concreto di Vangelo vissuto”.

Simona Rapparelli

[il Ticino 17 aprile 2026]

“Tardi t’amai”: un canto che attraversa il tempo tra Agostino, padre Baldoni e l’attesa del Papa

C’è una linea discreta ma continua che collega il pensiero di Sant’Agostino, una melodia nata quasi per intuizione e l’attesa per la visita di Papa Leone XIV a Pavia. È il filo di “Tardi t’amai”, il canto agostiniano che, a distanza di oltre quarant’anni, continua a essere eseguito e riconosciuto come uno dei segni più vivi di quella tradizione. A dare forma musicale a uno dei passaggi più intensi delle “Confessioni” è stato padre Antonio Baldoni. All’inizio degli anni ottanta, durante il periodo di studio a Roma, il religioso trasforma le parole di Agostino in una composizione essenziale, nata non da un progetto accademico ma da un gesto spontaneo, quasi necessario. Da lì, il brano ha iniziato a circolare nelle comunità agostiniane, diffondendosi ben oltre il contesto originario. Oggi quel canto è entrato stabilmente nella pratica liturgica e nella devozione, tradotto in diverse lingue e cantato in molte parti del mondo. Una diffusione che, come lo stesso Baldoni suggerisce, non è casuale. “Mi sembrava allora, come adesso, che il pensiero di Agostino dovesse essere reso più accessibile”, spiega. Non solo con questo brano, ma con un percorso più ampio: “Ne ho fatti diversi, sui testi di Agostino, perché mi pareva importante che quelle parole arrivassero”. Alla base c’è anche un’intuizione semplice: la musica come memoria. “Quando ero giovane facevo fatica anch’io a leggere Agostino, è vissuto secoli fa… Però mi è capitato di capire che tutto quello che viene messo in musica, per un prodigio particolare, si imprime nella memoria”. È questo il punto che trasforma un testo complesso in qualcosa di condivisibile, capace di restare. Non è un caso che padre Baldoni richiami un episodio preciso: “Durante un anniversario agostiniano, tra incontri e libri, una cosa che è rimasta davvero è stato un canto”. Da qui la convinzione: “Mi sono detto che era una buona cosa, un buon medium, continuare su questa strada”. Accanto a “Tardi t’amai”, padre Antonio ha proseguito nel tempo questo lavoro, arrivando anche a composizioni più recenti. “L’ultima si intitola ‘L’amore è tutto’”, racconta, richiamando uno dei nuclei più profondi del pensiero agostiniano: “Quando correggi, correggi per amore, quando parli, parli per amore, quando stai zitto, stai zitto per amore”. In questo contesto si inserisce l’attesa per la visita del Papa, prevista nei prossimi mesi proprio a Pavia. Un evento che riporta al centro Agostino, ma anche le forme attraverso cui il suo pensiero continua a circolare. E mentre cresce l’attenzione per l’arrivo del Pontefice, lo stesso Baldoni mantiene uno sguardo sobrio: “Non sta a me decidere… però il luogo, l’occasione, l’ambiente sembrano quelli giusti per far risuonare questo canto”. Così, senza enfasi, “Tardi t’amai” continua il suo percorso. Una traccia concreta della tradizione agostiniana, capace ancora oggi di tenere insieme voci diverse attorno a una stessa domanda.

Laura Rossi

[il Ticino 17 aprile 2026]