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Il messaggio del Vescovo Corrado dopo la visita di Papa Leone XIV a Pavia

Carissimi fratelli e sorelle nel Signore,

A pochi giorni dall’evento della visita del Santo Padre alla nostra Chiesa e città di Pavia, abbiamo gli occhi pieni di ciò che abbiamo visto e ascoltato, di un fatto che, per quanto atteso e immaginato, preparato con dedizione da tante persone che vi hanno speso impegno e tempo, e alle quali rinnovo il mio ringraziamento, nel suo accadere ha avuto una nota d’eccezionalità e di bellezza che ha toccato il cuore di molti. Nelle ore intense che il Papa ci ha donato, nel suo sguardo, nella sua voce, nella sua attenzione a ogni incontro e a ogni momento, è come se lo sguardo di Cristo si fosse reso di nuovo presente: abbiamo rinnovato l’esperienza che facevano i discepoli, quando guardavano parlare e agire il Maestro, e le folle che lo circondavano e chiedevano una benedizione per i malati. Davvero l’ombra di Pietro, che ha camminato tra noi, ha lambito la nostra vita, ha riacceso una speranza.

Ringrazio con voi il Signore: è stato commovente vedere un popolo intorno al Papa, di bambini, di ragazzi, di giovani – quanti giovani volontari nei quali traspariva la gioia di esserci e di testimoniare il volto accogliente della nostra città e della nostra Chiesa – di adulti e anziani, di famiglie e comunità, di uomini e donne attirati dalla presenza del Santo Padre.

Porto nel cuore l’incontro del Papa con i piccoli in cura al CNAO, con i loro genitori, il suo ascolto partecipe del racconto dei medici che li seguono e di chi opera in questa struttura che unisce la ricerca al servizio della vita, il calore “di famiglia” della comunità agostiniana, il clima raccolto della preghiera a San Pietro in Ciel d’Oro, il saluto del Papa a ogni malato, disabile, a ogni persona fragile, uscendo dalla basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, la festa per le strade e le piazze in cui è passato – quanti bambini gli sono stati avvicinati per una benedizione! – l’entusiasmo espresso nei cori e nei canti dei bambini e dei ragazzi, in Piazza del Duomo, insieme alla comunità latinoamericana, la sosta orante del Papa sotto le volte della nostra bellissima cattedrale, e, infine, l’incontro con la città, in Piazza della Vittoria, sotto lo sguardo della “Madonna di Piazza Grande”.

Molti tra noi custodiscono nel cuore la memoria di uno sguardo, di una risonanza vissuta, di un incontro che, in modi differenti, ci ha raggiunti: è giusto farne memoria e non disperdere al vento la ricchezza e la grazia di ciò che ci è stato donato.

Il Papa, pur in un tempo limitato, ha toccato luoghi significativi della città, ha reso onore ai Santi che proteggono la nostra Chiesa, Sant’Agostino, di cui si sente figlio, e San Siro, patrono della città e della diocesi intera. Ha affidato Pavia alla custodia materna di Maria, nel segno dell’immagine della “Madonna di Piazza Grande” che veglia da secoli su tutti noi.

Ha parlato con il linguaggio dei gesti, con la testimonianza della sua persona, mite e amabile, serena e presente in ogni istante della visita, raccolta nella preghiera davanti alle reliquie di Sant’Agostino, tesa a salutare e a rispondere alle persone e alla gente che gli facevano corona, capace di trasmettere e di diffondere, intorno a sé, speranza e coraggio.

Prima d’entrare in duomo, ha sostato presso la “Culla della vita” che, per iniziativa del Centro di Aiuto alla Vita e del Movimento per la Vita, nei prossimi mesi sarà attiva a Pavia, vicino alla parrocchia di Sant’Alessandro Sauli, e l’ha benedetta, come segno di una cultura che accoglie e promuove la vita nascente.

Ci ha donato parole che dovremmo riprendere e far fruttificare: sia nei brevi saluti “improvvisati” – in particolare quello rivolto ai ragazzi e ai giovani, con l’invito a essere costruttori di pace, iniziando dai piccoli gesti e a coltivare vere amicizie, “in presenza” e non solo attraverso uno schermo -, sia nell’omelia in San Pietro in Ciel d’Oro e nel discorso alla città in Piazza della Vittoria.

Avremo modo di ritornare sulle parole sapienti del Santo Padre: ha indicato un cammino chiaro per la nostra Chiesa, che metta al centro Cristo e l’edificazione di comunità aperte, vive, capaci di scelte anche coraggiose, per essere sempre più testimoni dell’essenziale, del Vangelo.

Certamente il cammino della diocesi sarà guidato e orientato da ciò che il Papa ci ha consegnato, incoraggiandoci a proseguire un percorso avviato, per essere davvero comunità cristiana presente sul territorio, che sappia ridestare l’attrattiva a Cristo nel cuore di molte persone, di ogni età.

Anche le parole rivolte alla città saranno da riprendere e possono illuminare coloro che hanno a cuore la nostra amata Pavia: l’invito a riscoprire il senso e la missione dell’essere “civitas”, facendo tesoro nell’oggi di una storia e di un’eredità grande; l’appello a prenderci a cuore il suo presente e il suo futuro – quante volte ha ripetuto «m’interessa», riecheggiando la famosa espressione di Don Milani «I care» -; il richiamo a sviluppare un positivo rapporto tra la fede e la ragione, così prezioso per Pavia, città universitaria, città di ricerca e di cultura. Sono sollecitazioni vere e appropriate da mettere a frutto, da non lasciar cadere.

Chiediamo al Signore di fare tesoro della grazia ricevuta e, mentre rinnoviamo al Santo Padre il nostro corale “grazie” per il dono che ci ha fatto, vogliamo continuare ad accompagnarlo con il nostro affetto, la nostra preghiera e sostenendo la sua concreta vicinanza a quanti nel mondo vivono situazioni di emergenza a causa della povertà, della violenza e delle variazioni climatiche che alterano la stessa vita.

Domenica 28 giugno, vigilia della solennità dei Santi Pietro e Paolo Apostoli, partecipiamo dunque con speciale generosità alla Giornata della Carità del Papa. Questa stessa generosità sia segno di rinnovata gratitudine a Papa Leone che è stato in mezzo a noi e condivisione fraterna per la sua sollecitudine a chi si trova nel bisogno.

Pavia, 24 giugno 2026

Natività di San Giovanni Battista

+ Corrado Sanguineti

Vescovo di Pavia

Il ringraziamento del Vescovo Corrado Sanguineti per la visita del Santo Padre a Pavia

A tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione della visita del Santo Padre, che abbiamo vissuto con grande gioia sabato 20 giugno, desidero far giungere il mio più sentito ringraziamento.

L’attenzione di chi opera nella Curia Vescovile

Ho visto molti di voi all’opera nelle settimane precedenti la visita e, in modo ancora più intenso, nei giorni immediatamente vicini all’evento, così come nel pomeriggio del 20 giugno. Molti altri hanno svolto servizi più nascosti e meno visibili. Da parte di tutti è giunta una bella testimonianza di cura, dedizione e serietà nell’affrontare ogni particolare della visita. Mi è sembrato inoltre di cogliere tra voi un clima di famiglia, di intesa e di grande collaborazione, che ha reso più sereno e fruttuoso un lavoro davvero complesso e articolato.

Con questo ringraziamento vorrei raggiungere e abbracciare tutti voi, ciascuno e ciascuna nel proprio ambito di competenza, per il tempo e l’impegno profusi senza risparmio: da chi ha curato l’allestimento delle piazze, con gli impianti audio, i maxischermi, il palco, gli addobbi e il verde, a quanti hanno seguito i rapporti con la Prefettura, il Comune, la Questura, la Prefettura della Casa Pontificia e la Gendarmeria Vaticana; da coloro che si sono occupati delle comunicazioni sociali, della sala stampa e dei rapporti con giornalisti e inviati a chi ha organizzato l’accoglienza in Vescovado, predisponendo i servizi di ristoro; da quanti hanno curato l’assegnazione e la distribuzione dei pass e l’organizzazione dei posti nelle piazze interessate dagli eventi a coloro che hanno seguito la liturgia, la musica sacra e l’animazione musicale all’aperto; da chi ha coordinato e accompagnato il prezioso servizio dei volontari a quanti hanno lavorato alla pianificazione delle spese e alle attività di raccolta fondi.

L’aiuto di chi ha voluto sostenere e la dedizione dei sacerdoti coinvolti nell’organizzazione

Posso aver dimenticato qualche altro settore di impegno e, in tal caso, me ne scuso; vorrei però che tutti si sentissero raggiunti da questo mio ringraziamento, in particolare quanti, come enti pubblici e privati o come singole persone, hanno contribuito con offerte libere alla copertura delle spese.

Permettetemi di rivolgere un particolare ringraziamento a Mons. Daniele Baldi, Vicario Generale; a don Davide Rustioni, Vicario episcopale per la pastorale; a don Gabriele Romanoni, Economo diocesano; a don Gian Pietro Maggi, parroco del Duomo; a don Nicolas Sacchi, cerimoniere vescovile; a don Riccardo Santagostino Baldi e ai membri della Cappella Musicale del Duomo; e a tutti i dipendenti della Curia e del Vescovado che hanno collaborato con grande generosità e disponibilità.

Un grazie sentito anche ai numerosi studenti universitari che hanno offerto volontariamente il loro supporto per questo grande evento.

La mia gratitudine va anche al Servizio diocesano di Pastorale Giovanile diretto da Luca Gregorelli per l’evento con i ragazzi degli Oratori svoltosi in piazza Duomo e alla festosa Comunità Latinoamericana di Pavia, per la gioia con cui ha accolto il Pontefice.

L’impegno delle istituzioni pavesi

Rivolgo naturalmente un sentito ringraziamento alle istituzioni e agli enti che hanno svolto un ruolo essenziale nella realizzazione della visita: anzitutto la Prefettura, nella persona di Sua Eccellenza il Prefetto, dott.ssa Francesca De Carlini; il Comune di Pavia, nella persona del Sindaco, dott. Michele Lissia; la Questura, nella persona del Questore, dott. Luigi Di Clemente; tutte le Forze dell’Ordine; le associazioni e le realtà che hanno assicurato l’assistenza sanitaria e che hanno permesso la presenza di numerose persone in condizioni di fragilità nella piazza di San Pietro in Ciel d’Oro.

Un grazie particolare va alla Polizia di Stato, all’Arma dei Carabinieri, alla Guardia di Finanza, alla Polizia Penitenziaria, ai Vigili del Fuoco, alla Polizia Locale di Pavia, alla Polizia Provinciale, alla Protezione Civile Provinciale e al mondo del volontariato, al Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta, alle Associazioni d’Arma e combattentistiche, all’Agesci e alle numerose associazioni cattoliche, oltre al qualificato sistema di soccorso sanitario coordinato da 118-Areu Pavia.

La visita del Santo Padre è stata un momento bello e gioioso per la Diocesi e per la città di Pavia. Tutto si è svolto con ordine e serenità, con una grande partecipazione di persone di ogni età, famiglie, gruppi e associazioni. La Prefettura della Casa Pontificia ha espresso apprezzamento per l’accoglienza riservata al Santo Padre e per lo svolgimento della visita. Pur nel breve tempo trascorso tra noi, Papa Leone XIV ha potuto incontrare il volto vivo della nostra Chiesa e della nostra città.

Di tutto questo rendiamo grazie al Signore e chiediamo a Lui che la presenza, i gesti e le parole del Santo Padre possano lasciare una traccia profonda nei cuori e portare frutti abbondanti per il cammino della nostra comunità ecclesiale e civile.

Pavia, 22 giugno 2026

+ Corrado Sanguineti
Vescovo di Pavia

La visita di Papa Leone XIV a Pavia: l’omelia del Santo Padre nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro

Eminenza,
Eccellenze, cari fratelli nell’Episcopato,
cari presbiteri e diaconi,
cari religiosi, religiose e seminaristi,
miei confratelli agostiniani,
fratelli e sorelle,

sono felice di trovarmi qui in mezzo a voi e ringrazio il Vescovo, Mons. Corrado Sanguineti, e Padre Joseph Farrell, Priore Generale dell’Ordine di Sant’Agostino, per le parole di benvenuto che mi hanno rivolto. Sono contento di quanto ho sentito su questa Chiesa che è in Pavia: una Comunità di antica tradizione che rimane viva e presente nella città e nel territorio, attenta ai segni di questo tempo e alle sue sfide, senza lasciarsi scoraggiare dalle fatiche, dal contesto secolarizzato e dalle difficoltà nella trasmissione della fede.

Per non scoraggiarsi serve uno sguardo animato dallo spirito della fede, che aiuti a leggere la realtà in modo più profondo rispetto a ciò che appare a prima vista, e a non scivolare in un atteggiamento negativo, pessimista, incapace di generare vita nuova. Lo sguardo che ci è richiesto – e che lo Spirito Santo ci dona – è invece quello di Gesù. In mezzo alle difficoltà e alle incomprensioni, Egli vede la mano provvidente del Padre nei gigli dei campi, negli uccelli del cielo (cfr Mt 6,28-29), nutre la speranza nel piccolo seme che cresce (cfr Mc 4,30-33) e invita ad alzare i nostri occhi e guardare i campi che già biondeggiano per la mietitura (cfr Gv 4,35). Nell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium Papa Francesco ci ha spronato a questa lettura spirituale della realtà, dicendo: «Lo sguardo di fede è capace di riconoscere la luce che sempre lo Spirito Santo diffonde in mezzo all’oscurità […]. La nostra fede è sfidata a intravedere il vino in cui l’acqua può essere trasformata, e a scoprire il grano che cresce in mezzo alla zizzania» (n. 84).

Illuminati dalla speranza del Vangelo e prendendo spunto da quanto ci ha detto nella Lettura l’Apostolo Pietro (cfr 1Pt 2,4-10), che chiama “pietre vive” i discepoli del Signore, chiediamoci: come possiamo oggi, qui a Pavia, essere una Chiesa viva?

La prima indicazione dell’Apostolo è essenziale: stare uniti a Cristo, pietra viva, scartata dagli uomini ma scelta da Dio. Cristo è il fondamento dell’edificio spirituale, è la pietra angolare posta come base del nostro cammino ecclesiale, dell’agire pastorale e dell’evangelizzazione (cfr vv. 4-5).

Questo essere costruiti e costruire in Cristo ci preserva dal rischio di disperderci e affaticarci in cose secondarie, magari buone, ma che non vanno all’essenziale. Naturalmente siamo chiamati a essere realisti, e sappiamo che nelle comunità parrocchiali e nella vita di una diocesi ci sono tante urgenze e tanti impegni che richiedono presenza e molteplici attività. Si tratta però di ricondurre tutto al centro, di costruire sempre a partire dalla pietra angolare, di impedire che le nostre azioni risultino dispersive, centrate unicamente su noi stessi e sui nostri sforzi. Poiché il centro è Cristo, tutti attingiamo da quest’unica fonte e sottoponiamo il nostro impegno al discernimento che proviene dalla sua luce e dalla sua Parola. Allora facciamo crescere una Chiesa in cui si cammina insieme, capace di rinnovarsi senza dividersi, in cui tutti si riconoscono fratelli e lavorano con gioia al servizio del Regno di Dio.

Questo implica quanto all’inizio diceva il vostro Vescovo: dobbiamo imparare ad essere comunità cristiane centrate sull’essenziale, anche se ciò dovesse comportare la rinuncia a qualche struttura e a qualche sicurezza del passato. L’essenziale è vivere con Cristo, e diffondere il suo Vangelo è ciò che ci deve stare a cuore. Lo raccomando anzitutto ai presbiteri, che talvolta possono soffrire il senso di dispersione interiore, di stanchezza per le molteplici incombenze: ritornate sempre al centro, unificate tutto nella relazione con il Signore, e in Lui scoprite la gioia della fraternità presbiterale e il comune lavoro pastorale con i laici. E lo raccomando anche alle religiose e ai religiosi, che conoscono spesso la fatica di attualizzare il carisma a cui appartengono, ma che hanno sempre bisogno di ripartire da Cristo e di mettere in comune i talenti ricevuti sia con altre comunità religiose sia con l’insieme della Chiesa diocesana.

Aderire a Cristo, pietra angolare, ci permette anche di affrontare le problematiche odierne che riguardano la trasmissione della fede e la pratica religiosa. In un tempo nel quale molte persone sembrano aver perduto il gusto spirituale o, per diverse ragioni, non riescono più ad avvertire come attraente la proposta della fede cristiana per la loro vita, siamo chiamati anzitutto a portare l’annuncio del Vangelo, un annuncio gioioso e liberante di Gesù Cristo, che faccia emergere la bellezza della fede per la nostra vita e per la nostra società. C’è sempre più bisogno, oggi, di accompagnare le persone alla scoperta o alla riscoperta della fede. Perciò, bisogna annunciare il nucleo del Vangelo, cioè Gesù, che nella sua incarnazione, morte e risurrezione ci rivela il mistero di Dio e al tempo stesso il mistero che siamo noi stessi. «Una pastorale in chiave missionaria […] si concentra sull’essenziale, su ciò che è più bello, più grande, più attraente e allo stesso tempo più necessario» (Evangelii gaudium, 35).

In questo contesto, la figura di Sant’Agostino brilla di luce preziosa. Il suo pensiero, la storia della sua conversione, la sua spiritualità ci ricordano il valore e il primato dell’interiorità: «Non uscire fuori di te, ritorna in te stesso: la verità abita nell’uomo interiore» (De vera religione, XXXIX, 72). Il bisogno di rientrare in sé stessi, di non disperdersi nella frammentazione esteriore, di cercare e trovare un senso che orienti la nostra vita e animi le nostre relazioni, è un’esigenza comune a tutti: oggi esso riaffiora in modi diversi anche nella fretta e nella dispersione del vivere quotidiano, soprattutto negli interrogativi dei più giovani.

Quando la nostra testimonianza di fede è coerente e appassionata, noi stessi diventiamo “pietre vive” che compongono l’edificio spirituale che è la Chiesa. Lo stile di vita dei cristiani, che era nuovo e stupefacente agli inizi, nel confronto con il mondo giudaico e con quello pagano, deve esserlo tutt’ora, nel mondo di oggi. Uniti a Cristo possiamo infatti esprimere il nostro sacerdozio santo, offrendo ogni giorno sacrifici spirituali (cfr 1Pt 2,5). Intessuto di preghiera e di servizio al prossimo, questo culto trasforma la nostra vita in segno del Vangelo attraverso le scelte, le azioni e le relazioni.

Carissimi, come pietre vive, siamo chiamati a essere Chiesa ben radicata nel territorio, Chiesa che cammina in mezzo alle fatiche e alle speranze della gente, esperta nell’arte di ascoltare e di accompagnare, curando le relazioni con le famiglie, con coloro che si preparano a ricevere i Sacramenti e anche con chi si affaccia saltuariamente o è lontano dalla vita di fede.

So che siete già animati da questa passione pastorale e vi invito a coltivarla senza scoraggiarvi, cercando di raggiungere tutti con la gioia del Vangelo, valorizzando il meglio della vostra storia – pensiamo agli oratori – e sperimentando nuove possibilità di incontro. Particolare cura merita l’impegno di rendere organiche le reti di piccole comunità che si incontrano nelle case intorno al Vangelo, aperte al servizio della comunità parrocchiale o pastorale. L’ascolto della Parola genera vivacità spirituale, stimola la testimonianza negli ambienti di vita, anche attraverso i movimenti e le associazioni, spinge a farsi prossimi dei poveri. E, specialmente qui a Pavia, sottolineo l’importanza della pastorale universitaria e del dialogo con la cultura. Lo studio e l’elaborazione scientifica spronano i credenti a pensare una proposta di fede capace di illuminare la ricerca di verità, di giustizia e di bellezza che muove l’animo umano. So che avete iniziato a compiere passi significativi per assumere uno stile sinodale nella vita comunitaria, integrando il cammino tradizionale delle parrocchie con nuove iniziative di evangelizzazione. Vi invito perciò a proseguire su questa strada, imparando sempre più a camminare insieme, nel comune discernimento ed elaborando progetti condivisi, coltivando la fraternità e promuovendo la corresponsabilità.

Cari fratelli e sorelle, Maria Santissima, Madre della Chiesa, vi ottenga il desiderio ardente di vivere e testimoniare il Vangelo, nella carità fraterna che ci rende unico popolo in cammino verso Dio. Venerando le reliquie del santo padre Agostino, chiedo che egli, insieme al vostro Patrono San Siro, interceda sempre per questa Chiesa e per la città di Pavia. Grazie!

Papa Leone XIV

(Foto Claudia Trentani)

Visita del Papa: il saluto del Vescovo Corrado al Papa in piazza Vittoria

Beatissimo Padre,
Le rinnovo il mio saluto e il mio benvenuto: dopo la sosta al CNAO e la preghiera nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, ora la accogliamo qui, nel cuore della nostra bella città, sotto lo sguardo della Madonna di Piazza Grande, come si chiamava anticamente la piazza.
In piazza Duomo sono stati i bambini e i ragazzi, insieme alla comunità latinoamericana a farle festa, ora, dopo la sosta in duomo e la preghiera davanti a San Siro, primo vescovo, patrono della città e della diocesi, in questa piazza, per secoli cuore della vita civile ed economica della città, è tutta Pavia che esprime gioia e gratitudine di averla tra noi, come pastore e come punto di riferimento autorevole per tutti, credenti e non credenti, uomini e donne di differenti appartenenze religiose e ideali.
Dietro di noi sorge il palazzo del Broletto, prima sede del vescovo, poi del comune e ora sede dello IUSS, Istituto Universitario di Studi Superiori, una delle espressioni più significative di Pavia, come città di formazione, di studio e di cultura, con la sua antica Università, fondata nel 1361, erede della scuola di retorica per i funzionari del regno, istituita nell’825 dall’imperatore Lotario. Accanto al polo universitario, Pavia ha visto crescere un polo sanitario impegnato nella cura e nella ricerca, attraverso istituti clinici e ospedalieri.
Padre Santo, la città di Pavia che oggi l’accoglie ha una grande storia, segnata dalla presenza della Chiesa e dall’influsso del cristianesimo nel pensiero, nell’arte, nella pittura, nell’architettura delle sue splendide chiese, nelle opere educative e di carità: un tempo ricca di monasteri, all’interno e all’esterno delle mura. Una città che ha conosciuto, nell’epoca moderna e contemporanea la presenza di correnti di pensiero di matrice più laica e illuminista e che, attraverso gli sviluppi della ricerca scientifica e medica, ha dato un apporto di grande rilievo ai progressi della scienza e della medicina.
Al presente, la città conosce una fase, con segni di speranza e con problemi antichi e nuovi: si prospettano interventi urbanistici rilevanti e la sua parola, Padre Santo, può essere uno stimolo forte a fare rete tra enti pubblici e realtà private, tra fondazioni bancarie e imprenditori, tra servizi amministrativi del Comune, della Provincia e della Regione e le espressioni della vitalità sociale che nascono dalla libera aggregazione dei cittadini, dei gruppi e delle famiglie.
In vari campi della vita sociale da tempo esiste una buona collaborazione tra la Chiesa di Pavia, – attraverso la Caritas diocesana e le Caritas parrocchiali, forme di volontariato che coinvolgono anziani, adulti e giovani, attraverso la pastorale sociale – e il Comune, la Provincia, la Regione, e altre realtà significative che s’impegnano a rispondere ai bisogni del  territorio, a sostenere iniziative promosse da soggetti responsabili e attivi nel campo del sociale. Credo che questa buona alleanza tra la comunità civile e quella ecclesiale possa contribuire a far crescere una città a misura d’uomo, e la sua presenza tra noi sono un aiuto e un incoraggiamento ad andare avanti su questa strada.
In fondo, i due Santi che custodiscono il cammino della Chiesa e della città di Pavia rappresentano, due dimensioni essenziali che chiedono d’essere coltivate dalla comunità civile e da quella ecclesiale.
San Siro, identificato da una tardiva tradizione leggendaria nel ragazzo che avrebbe offerto i cinque pani e i due pesci a Gesù, per sfamare la folla, nel segno del pane condiviso, rimanda alla carità, all’attenzione prioritaria a chi è debole e fragile, dal bimbo concepito nel grembo della madre, all’uomo che affronta il momento terminale della sua esistenza terrena. Sant’Agostino, nella genialità del suo pensiero, nel dialogo tra la fede e la ragione, esprime il valore della carità intellettuale, della formazione e della cultura, come espressioni di un umanesimo aperto alla trascendenza e a Dio.
Che dal cielo i nostri Santi benedicano la nostra amata città e rendano fruttuosa e feconda di bene la sua presenza tra noi. Che la Madonna di Piazza Grande, a cui affideremo oggi la nostra città, vegli su tutti noi e ci aiuti a essere operatori e testimoni di pace e di unità.

Il Papa a Pavia: le parole del Vescovo Corrado in San Pietro in Ciel d’Oro

Beatissimo Padre,
È con profonda gioia che la saluto a nome di tutta la Chiesa di Pavia, qui rappresentata dai suoi sacerdoti e diaconi, dai membri della vita consacrata, da alcuni fedeli laici, più attivamente coinvolti nella vita della diocesi: i membri del Consiglio Pastorale Diocesano e della Consulta delle aggregazioni laicali.
Siamo davvero grati al Signore e a Lei, Padre Santo, per il dono grande e bello della sua visita che, come Chiesa pavese, qui condividiamo con i membri della famiglia agostiniana, in questa basilica che, da più di milletrecento anni, custodisce le reliquie di Sant’Agostino. Lei ben conosce questo luogo e questa comunità di confratelli dell’Ordine Agostiniano: più volte, nella sua veste di priore generale dell’Ordine, venne qui a pregare il santo padre Agostino, qui accolse nel 2007, insieme al mio compianto predecessore, Mons. Giovanni Giudici, Papa Benedetto XVI, pellegrino dal suo amato Agostino; qui, il 25 febbraio 2024, come Prefetto del Dicastero per i vescovi, presiedette la solenne concelebrazione alla fine dell’anno agostiniano, dedicato alla memoria del 1300° anniversario della traslazione del corpo di Sant’Agostino dalla Sardegna a Pavia. Qui Lei è di casa e si sente a casa, e desideriamo che si senta a casa, ospite atteso e amato, anche nella nostra comunità diocesana, che Lei oggi visita. La accogliamo come successore di San Pietro, che viene a confermarci nella fede e a incoraggiarci nella missione, come «figlio di Sant’Agostino» che si fa pellegrino di pace e viene a deporre nelle mani e nel cuore del grande santo pastore il ministero che il Signore le ha affidato, a servizio della Chiesa  universale, della pace e del bene dell’intera famiglia umana.
La Chiesa di Pavia, affidata alle mie cure, è una Chiesa antica, ricca di storia: il suo primo vescovo San Siro si colloca nel IV secolo, e prima di lui esisteva già una comunità cristiana in questa antica città di fondazione romana, Castrum Ticinum, tanto che, secondo la vita di San Martino di Tours, scritta da San Sulpicio Severo, il giovane Martino iniziò qui il suo catecumenato.
Chiesa antica, le cui vicende si sono intrecciate con la storia della città. Ma, soprattutto, è una Chiesa viva, presente nel tessuto cittadino e nel territorio diocesano, dove i sacerdoti vivono il loro ministero a contatto con la gente. A questo ci sentiamo chiamati dall’esperienza del Cammino Sinodale che ha coinvolto le nostre comunità, ci ha insegnato uno stile e un modo d’essere Chiesa, di praticare il discernimento, di vivere, noi pastori, il nostro ministero di guida, che sappia valorizzare e far crescere la piena corresponsabilità dei laici. Ci sentiamo una Chiesa in cammino, dove sta crescendo la comunione tra le comunità religiose presenti e il loro inserimento attivo e ricco dei propri carismi nel tessuto della vita diocesana, dove c’è una vivace presenza di associazioni e movimenti, che si sentono parte di una stessa Chiesa, dove sono in atto percorsi di pastorale che cercano di abitare e di entrare in contatto con il vissuto delle persone e del territorio: nel mondo sociale e del lavoro, nel mondo della cura e della salute, nella vita delle famiglie e delle giovani coppie, nell’ambiente cruciale della scuola e dell’università, nelle comunità dei migranti in crescita, nei mondi della povertà e dell’emarginazione, nel carcere.
Avvertiamo anche quanto sia decisiva una presenza originale e viva dei laici cristiani, sia come soggetti che realizzano la loro missione di testimonianza e di giudizio negli ambienti del lavoro, della professione, della scuola e dell’università, della ricerca e della cultura, sia come membri che assumono responsabilità e servizi nella vita delle parrocchie, delle unità pastorali, delle associazioni e movimenti ecclesiali. Oggi più che mai è il tempo della testimonianza, dove la fede si può
comunicare da persona a persona, attraverso presenze umanamente vive e affascinanti di adulti e di giovani che sperimentano la gioia e la bellezza d’essere cristiani e sanno destare curiosità e attrattiva nel cuore delle persone che incrociano nel loro quotidiano.
Ci sono germogli belli nella pastorale giovanile e universitaria, ci sono giovani che hanno desiderio di essere  accompagnati e sostenuti in un’autentica esperienza spirituale, che hanno domande e interrogativi grandi sul presente e sul futuro della loro esistenza e del mondo: la speranza è che, attraverso percorsi autentici di vita cristiana, dove si fa  esperienza di amicizia nel Signore e di forme varie di servizio e di carità, dove ci si appassiona a stare come cristiani nei  propri ambiti di studio e di lavoro, crescano cristiani adulti, capaci di una presenza e di un giudizio originale, e possano nascere nuove e vere vocazioni – di cui abbiamo così bisogno – al sacerdozio, alla vita consacrata missionaria, e possano formarsi nuove famiglie che vivono e trasmettono il respiro della fede.
Ecco, Padre Santo, questa è la Chiesa che oggi ha davanti a Lei e che attende da Lei una parola che la confermi nella fede in Cristo, una parola che la incoraggi a vivere con fiducia e passione il cammino che ci sta davanti, una parola che le indichi l’orizzonte ampio della missione e dell’annuncio dell’unico Vangelo di salvezza, capace di riempire l’attesa, spesso inconsapevole e confusa, di qualcosa che possa rispondere alla sete di vita e di verità, inscritta nel cuore di ogni uomo.
Padre Santo, l’ascoltiamo ora con cuore di figli: ci benedica e ci aiuti a «prendere il largo».

COMUNICATO STAMPA DEL COMUNE DI PAVIA

Programma, viabilità, parcheggi e informazioni utili per la cittadinanza

Pavia si prepara ad accogliere Sua Santità Papa Leone XIV, che sarà in città sabato 20 giugno 2026 per una visita pastorale di grande rilievo religioso, istituzionale e civile.

La visita coinvolgerà alcuni dei luoghi più significativi della città: il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica – CNAO, la Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, Piazza Duomo e Piazza della Vittoria. Il Comune di Pavia ha concesso il proprio patrocinio all’iniziativa e garantirà supporto logistico-organizzativo, in raccordo con Diocesi, Prefettura, Questura, Forze dell’Ordine, Polizia Locale, Protezione Civile, AREU-AAT 118 Pavia e gli altri soggetti coinvolti nell’organizzazione.

Il Santo Padre arriverà a Pavia intorno alle ore 14.45, atterrando in elicottero presso il campo rugby del CUS in località Cravino. Alle ore 15.00 è prevista la prima tappa al CNAO. Successivamente, alle ore 15.45 circa, Papa Leone XIV raggiungerà la Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, dove sarà accolto dai Padri Agostiniani e dai Vescovi lombardi e venererà le reliquie di Sant’Agostino. Dopo il saluto ai fedeli radunati nell’area esterna, il Pontefice si sposterà verso il centro storico, con una breve sosta in Piazza Duomo e il successivo arrivo in Piazza della Vittoria, dove è previsto il saluto alla cittadinanza.

Per consentire lo svolgimento della visita in condizioni di sicurezza, saranno adottate modifiche temporanee alla viabilità, alla sosta e all’occupazione del suolo pubblico. Il Comune invita cittadini, residenti, attività economiche e visitatori a prestare la massima attenzione alla segnaletica temporanea, a programmare con anticipo i propri spostamenti e a seguire le indicazioni delle Forze dell’Ordine e della Polizia Locale.

Percorso della visita

Il percorso interesserà in particolare le seguenti aree e direttrici: via Torquato Taramelli, via Erminio Borloni, Tangenziale Ovest, viale Repubblica, rondò Vittorio Necchi, viale XI Febbraio, via Liutprando, piazza San Pietro in Ciel d’Oro, via Giacomo Griziotti, viale Giacomo Matteotti, piazza Dante Alighieri, piazza Francesco Petrarca, via XX Settembre, via Jacopo Bossolaro, piazza Duomo, piazza della Vittoria, corso Cavour, corso Strada Nuova, con successivo rientro verso viale Matteotti, viale XI Febbraio, viale Repubblica e Tangenziale Ovest.

Divieti di sosta con rimozione forzata

Saranno istituiti divieti di sosta con rimozione coatta nelle strade e piazze interessate dal percorso e dalle misure di sicurezza.

Dalle ore 00.01 di giovedì 18 giugno alle ore 20.00 di sabato 20 giugno il divieto riguarderà: via Torquato Taramelli, nel tratto da strada Campeggi a via Erminio Borloni; piazza Volontari del Sangue; via Erminio Borloni; viale Repubblica; via Liutprando; piazza San Pietro in Ciel d’Oro; via Giacomo Griziotti; corso Strada Nuova.

Dalle ore 00.01 di venerdì 19 giugno alle ore 20.00 di sabato 20 giugno il divieto riguarderà: viale XI Febbraio; viale Giacomo Matteotti; piazza Francesco Petrarca; via XX Settembre; piazza Italia; via Luigi Malaspina, nel tratto da piazza Luigi Guicciardi a corso Strada Nuova; piazza Luigi Guicciardi; via Cesare Ferreri.

Dalle ore 19.00 di venerdì 19 giugno alle ore 20.00 di sabato 20 giugno il divieto riguarderà: via Teodolinda; via Giuseppe Frank; via Jacopo Menocchio; via Damiano Chiesa; via Cardinal Agostino Riboldi; via Trieste, nel tratto da via Damiano Chiesa a via Indipendenza; via Indipendenza; viale Camillo Golgi, dal civico 27/a a via Torquato Taramelli; via Torquato Taramelli.

Parcheggi riservati e aree dedicate ai pellegrini

Nella giornata di sabato 20 giugno, dalle ore 00.01 alle ore 20.00, alcune aree di sosta saranno riservate ai fedeli, ai bus e ai soggetti autorizzati.

Sono previste aree dedicate in piazza Stefano Ciceri, parcheggio Oberdan 12-14, parcheggio di via Indipendenza 11, piazzale Edgardo Verzoni per i bus dei fedeli, piazza 9 Novembre 1989 e viale Nazario Sauro – ex Area Cattaneo, quest’ultima riservata ai disabili muniti di Pass Vescovile rilasciato dalla Curia.

Tra le aree individuate per l’accoglienza dei pellegrini figurano inoltre lo stadio Fortunati, piazzale Verzoni, il parcheggio dell’area spettacoli viaggianti, piazza Oberdan, viale Gorizia – Mura Spagnole, viale Indipendenza, il parcheggio di Palazzo Esposizioni e il parcheggio di via Stafforini, secondo le indicazioni organizzative definite per l’evento.

Chiusura temporanea delle strade

Sabato 20 giugno, dalle ore 13.00 alle ore 20.00, o comunque fino alla riapertura disposta dalla Questura di Pavia, sarà sospesa la circolazione veicolare lungo il percorso e nelle aree interessate dalla visita.

La chiusura riguarderà: via Torquato Taramelli, nel tratto da strada Campeggi a via Erminio Borloni; via Erminio Borloni; strada Campeggi; viale Repubblica; rondò Vittorio Necchi; viale XI Febbraio; via Liutprando; piazza San Pietro in Ciel d’Oro; via Giacomo Griziotti; viale Giacomo Matteotti; piazza Dante Alighieri, semicarreggiata est; piazza Francesco Petrarca; via XX Settembre; via Jacopo Bossolaro; piazza Duomo; via Omodeo; piazza della Vittoria; corso Cavour; corso Strada Nuova.

Saranno consentiti gli accessi esclusivamente ai mezzi delle Forze dell’Ordine, ai mezzi di emergenza, ai veicoli dell’organizzazione e ai veicoli espressamente autorizzati.

Accessi per necessità lavorative nelle zone contingentate

Chi, per necessità lavorative, deve accedere o essere presente nelle zone contingentate nella giornata di sabato 20 giugno dovrà comunicare preventivamente alla Questura di Pavia i propri dati, indicando i relativi motivi, all’indirizzo PEC:

dipps165.00f0@pecps.poliziadistato.it

La comunicazione dovrà riportare, a titolo esemplificativo, la seguente dicitura:

“L’impresa XXXXX, operante in XXXXX, comunica i nominativi degli addetti presenti presso l’esercizio in data 20/06/2026”.

Alla comunicazione dovranno essere allegate le carte d’identità degli addetti indicati. Al momento dell’accesso, gli interessati dovranno esibire la comunicazione trasmessa alla Questura.

Trasporto pubblico locale

In base alle esigenze di sicurezza e alla gestione del percorso, potranno essere disposte deviazioni su percorsi alternativi o sospensioni temporanee del servizio di trasporto pubblico locale. Gli aggiornamenti saranno comunicati attraverso i canali dedicati del gestore e del Comune.

Rimozione di dehor, pedane e arredi urbani

Per motivi di pubblica sicurezza, i dehor, le pedane e gli arredi urbani collocati lungo le vie interessate dal passaggio del corteo papale dovranno essere temporaneamente rimossi.

Dalle ore 00.01 di giovedì 18 giugno fino allo sgombero della piazza, previsto per domenica 21 giugno, la rimozione riguarderà piazza della Vittoria, sul selciato della piazza, comprese le pedane, e piazza Duomo.

Dalle ore 00.01 di venerdì 19 giugno alle ore 20.00 di sabato 20 giugno la rimozione riguarderà viale XI Febbraio, viale Giacomo Matteotti, piazza Francesco Petrarca, via XX Settembre, piazza Italia, via Luigi Malaspina nel tratto da piazza Luigi Guicciardi a corso Strada Nuova, piazza Luigi Guicciardi, via Cesare Ferreri, via Teodolinda, via Trieste nel tratto da via Damiano Chiesa a via Indipendenza, viale Camillo Golgi dal civico 27/a a via Torquato Taramelli.

Dalle ore 00.01 di sabato 20 giugno fino allo sgombero della piazza, previsto per domenica 21 giugno, la rimozione riguarderà inoltre piazza della Vittoria sotto i porticati, corso Cavour e corso Strada Nuova.

Mercati e attività commerciali

Per evitare interferenze con lo svolgimento della visita e garantire la sicurezza dell’evento, il Comune provvederà con apposita ordinanza alla chiusura del mercato ipogeo e al divieto di svolgimento dei mercati nelle aree interessate.

Per gli esercizi commerciali collocati nelle aree coinvolte, il Comune metterà a disposizione il cortile di Palazzo Broletto per lo stoccaggio temporaneo, con accesso tramite pass da piazza della Vittoria ed eventualmente da piazza Duomo, dalle ore 6.00 di giovedì 18 giugno alle ore 20.00 di domenica 21 giugno.

Maxischermo e accoglienza del pubblico

Per consentire a un numero più ampio di persone di seguire l’evento, sarà disponibile l’area del Castello Visconteo per la visione tramite maxischermo messo a disposizione dalla Diocesi, con i relativi presidi logistici e di sicurezza.

Saranno inoltre predisposti presidi sanitari e punti di primo intervento, in raccordo con AREU-AAT 118 Pavia. Il locale Infopoint di Piazza della Vittoria sarà messo a disposizione per le necessità sanitarie connesse all’organizzazione dell’evento.

Il Comune invita la cittadinanza a consultare i canali istituzionali per eventuali aggiornamenti, a programmare per tempo gli spostamenti e a rispettare le indicazioni operative che saranno fornite nei giorni precedenti e durante la visita.

VISITA DI SUA SANTITÀ PAPA LEONE XIV A PAVIA: indicazioni organizzative e informazioni utili per i fedeli e la cittadinanza

In vista della visita di Sua Santità Papa Leone XIV a Pavia, in programma sabato 20 giugno, la Diocesi di Pavia desidera fornire alcune indicazioni utili ai fedeli e a tutti coloro che prenderanno parte all’evento.

A partire dalla mattinata di sabato 20 giugno, nelle aree interessate dalla visita del Santo Padre, saranno presenti dispositivi di filtraggio e controllo coordinati dall’Autorità di Pubblica Sicurezza, per garantire il sereno svolgimento della visita e la tutela di tutti i partecipanti.

I fedeli in possesso del pass di accesso a Piazza San Pietro in Ciel d’Oro, Piazza Duomo e Piazza Vittoria, sono invitati a raggiungere con adeguato anticipo le zone interessate dalla visita del Santo Padre, così da consentire il regolare svolgimento delle procedure dedicate di identificazione e dei controlli di sicurezza.

La Diocesi rivolge il proprio grazie agli esercenti e ai titolari delle attività commerciali, in particolare a quelli situati nelle piazze e nelle vie coinvolte dalla visita papale, che con le proprie attività rappresentano un prezioso supporto per tutti i presenti, offrendo punti di ristoro, bevande e la possibilità di usufruire dei servizi igienici.

La Diocesi rammenta inoltre l’opportunità di salutare il Santo Padre lungo il percorso che Papa Leone XIV compirà dalla Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro a Piazza del Duomo, segnalando anche la presenza di un maxischermo presso i giardini del Castello Visconteo per coloro che si trovassero in quel luogo. Si invitano pertanto i fedeli a disporsi ordinatamente lungo il tragitto, seguendo le indicazioni fornite dal personale in servizio presente in loco.

Si informa infine che, in occasione della visita del Santo Padre, le Messe prefestive previste nelle chiese della Diocesi nella giornata di sabato 20 giugno saranno sospese, per consentire alla comunità ecclesiale di partecipare a questo importante momento di fede e di comunione.

Ulteriori informazioni organizzative saranno comunicate nei prossimi giorni attraverso i canali ufficiali della Diocesi di Pavia.

Si invitano inoltre i fedeli e i presenti a evitare spostamenti tra le diverse piazze del centro cittadino per consentire un ordinato svolgimento dei diversi momenti della visita pastorale e per permettere a tutti i presenti di godere in tranquillità di questo momento di vicinanza al Santo Padre.

“Prevost entrò in Duomo da Cardinale, ora ritorna da Papa”: l’attesa del Santo Padre nelle parole di don Gian Pietro Maggi

A Pavia cresce l’attesa per la visita di Papa Leone XIV, prevista per sabato 20 giugno. Un’attesa che, nelle parole di don Gian Pietro Maggi, parroco della Cattedrale, si intreccia con il ricordo ancora vivo di un altro momento storico per la Chiesa pavese: la visita di Papa Benedetto XVI nell’aprile del 2007, in occasione delle celebrazioni per Sant’Agostino. “Ci sono delle comunanze oggettive – osserva don Gian Pietro Maggi –: tutti e due, per esempio, vengono per pregare Sant’Agostino”. E così, mentre la città si prepara ad accogliere il nuovo Pontefice, riaffiora la memoria di quei giorni vissuti “in una armonia di ascolto e collaborazione”, in cui istituzioni civili, forze dell’ordine e comunità ecclesiale lavorarono insieme per preparare un evento che segnò profondamente Pavia. Il parroco del Duomo ricorda con emozione l’atmosfera che accompagnò la visita di Benedetto XVI: “Par di vedere ancora tutto quel bel clima che si era venuto a creare tra la dimensione sociale e civile della città”, un ricordo nel quale trova spazio anche la figura del prefetto Cosimo Vincenzo Macrì, scomparso proprio nei mesi della preparazione della visita papale: “Era una presenza bella che ha agevolato diversi elementi nei dialoghi con il Vescovo Giudici, con Mons. Adriano Migliavacca e con il sindaco Piera Capitelli e il Questore di allora Vincenzo Montemagno”. Don Gian Pietro Maggi ripercorre poi alcuni momenti che resero speciale quella visita: l’arrivo in Piazza Duomo, il passaggio al Policlinico, gli Orti Borromaici, l’Università, l’ingresso in San Pietro in Ciel d’Oro e soprattutto quel gesto inatteso di Benedetto XVI che, prima di ripartire, scese dalla papamobile per salutare i bambini: “Quel gesto ed in generale quei due giorni di visita a Pavia furono per chi li ha vissuti densi di emozione e carichi di spiritualità”, racconta il parroco, convinto che anche la visita di Papa Leone XIV possa “riconsolidare” quello spirito di unità e partecipazione. Per don Gian Pietro Maggi, il significato più profondo dell’arrivo del Pontefice sta proprio nel suo ministero di successore di Pietro: “Sappiamo che viene per confermarci nella fede e per rendere omaggio a Sant’Agostino, della cui famiglia fa parte”. Nelle sue riflessioni il parroco richiama anche alcune parole pronunciate da Papa Leone XIV all’inizio del pontificato: “Vengo a voi come un fratello che vuole farsi servo della vostra fede e della vostra gioia”. Un messaggio che don Gian Pietro sintetizza in due parole chiave: “amore” e “unità”. Il parroco del Duomo collega, inoltre, la visita papale al cammino della diocesi di Pavia, che il vescovo Corrado Sanguineti ha affidato all’immagine delle “pietre vive” chiamate a edificare “l’unico tempio spirituale”. In questo orizzonte, la presenza del Papa diventa un invito a rinnovare la missione della Chiesa, evitando – come ricordava lo stesso Leone XIV in un suo intervento agli Agostiniani – il rischio dell’indifferenza e dell’abitudine nella fede. Ma c’è anche un ricordo personale che rende ancora più significativa questa visita. Don Gian Pietro Maggi racconta infatti che l’allora cardinale Robert Francis Prevost, nel febbraio di due anni fa, visitò il Duomo di Pavia in modo molto semplice e discreto, durante le celebrazioni per i 1300 anni dell’arrivo delle reliquie di Sant’Agostino a Pavia: “Entrò un po’ alla chetichella in Duomo, ci si parlò e ci si salutò in maniera molto informale”, ricorda il parroco. E conclude con un’immagine che racchiude il senso dell’attesa di queste settimane: “Adesso ritorna in Cattedrale da Papa, non più quasi di nascosto come allora, ma passando dalla porta principale”. Un segno che, per don Gian Pietro Maggi, richiama tutti a vivere con semplicità e fiducia la missione affidata ad ognuno di noi dal Signore.

Simona Rapparelli

[il Ticino 15 maggio 2026]

Fra Giambattista Delpozzo: “Il Papa a Pavia come Gesù tra gli amici, pastore in cammino”

La visita di Papa Leone XIV nella nostra città può anche essere letta come un gesto semplice e profondamente evangelico. A sottolinearlo è fra Giambattista Delpozzo (nella foto), coordinatore e responsabile dei frati minori di Canepanova, che interpreta l’arrivo del Pontefice alla luce di un’immagine familiare e immediata. “Il Papa che viene a visitare il corpo di Sant’Agostino, custodito nella nostra città, è un segno molto importante per Pavia”. Un segno che, secondo il frate, racconta il modo stesso di essere del Papa, chiamato a vivere il proprio ministero come un cammino tra le persone. “Credo che sia un segno bello del suo essere pastore fino in fondo, a immagine di Gesù”. Da qui nasce il paragone con il Vangelo: “Gesù andava a casa degli amici, come da Lazzaro, Marta e Maria a Betania. E nel suo andare incontrava tante persone lungo la strada”. È proprio questa dinamica che Delpozzo vede riflessa nella visita del Papa. “È come se dicesse: vado a trovare un amico che è Agostino, ma nel frattempo non smetto di essere pastore”. Una presenza che non si esaurisce quindi in un gesto formale, ma che si costruisce negli incontri, nei volti, nelle relazioni. “Nel suo andare e nel suo ritornare incontra le persone, e questo rende viva la vita di chi incontra e anche la sua”. Il senso profondo della visita, per il religioso, sta proprio in questo intreccio di vite. “Quando vai a trovare qualcuno, gli racconti la tua vita, gli racconti gli incontri fatti lungo la strada. È così che la vita si intreccia”. E in questo intreccio si inserisce anche la figura di Agostino. “La vita del Papa desidera intrecciarsi con la nostra e con quella di Agostino”. Un’immagine che rimanda direttamente al significato del termine pontefice. “Il Papa è colui che costruisce ponti, che intreccia la vita del popolo con la vita di Dio”. Un compito che passa anche attraverso la testimonianza dei Santi: “Questo avviene anche attraverso l’intercessione di Agostino”. Fra Delpozzo restituisce così una lettura essenziale e concreta della visita, lontana da interpretazioni astratte. “È bello pensare a questo intreccio di vite, senza fare grandi discorsi teologici”. Un’immagine semplice, ma capace di raccontare il significato più profondo dell’arrivo del Papa: un pastore che cammina, incontra, ascolta e tiene insieme, come un ponte, la vita delle persone e il loro desiderio di Dio.

Laura Rossi

[il Ticino 1 maggio 2026]

Leone XIV a Pavia: ecco il programma

La Prefettura della Casa Pontificia ha reso noto oggi (sabato 25 aprile) il seguente programma della visita di Papa leone XIV a Pavia, prevista per sabato 20 giugno:

ore 13,00 Decollo dall’eliporto del Vaticano

ore 14,45 Atterraggio nel Campo di Rugby CUS di Cravino

Il Santo Padre sarà accolto da:

1. S.E. Mons. Corrado Sanguineti, Vescovo di Pavia

2. On. Attilio Fontana, Presidente della Regione Lombardia

3. Dottoressa Francesca De Carlini, Prefetto di Pavia

4. Dott. Michele Lissia, Sindaco di Pavia

5. Dott. Giovanni Palli, Presidente della Provincia di Pavia

Seguirà immediato trasferimento in auto al Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO)

ore 15.00 All’ingresso del CNAO il Santo Padre è accolto da:

1. Dott. Gianluca Vago, Presidente

2. Dott. Sandro Rossi, Direttore

Il Santo Padre incontra e saluta alcuni Dirigenti, Personale Medico, e alcuni bambini in cura, con i genitori

ore 15.30 Il Santo Padre lascia il CNAO e si trasferisce in auto alla Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro

ore 15.45 Convento dei Padri Agostiniani:

il Santo Padre è accolto da:

1. Padre Joseph L. Farrell, Priore Generale

2. Padre Gabriele Pedicino, Priore Provinciale

3. Padre Gianfranco Casagrande, Priore del Convento

Breve incontro con la Comunità Agostiniana

Nel Chiostro: saluto ai Vescovi della Lombardia e ad alcuni Collaboratori

ore 16,15 In Basilica: sono presenti Vescovi Lombardi, Clero, Consacrati e Diaconi permanenti

– Saluto di S.E. Mons. Corrado Sanguineti

Celebrazione della Parola e venerazione delle Reliquie di S. Agostino

* discorso del Santo Padre

ore 17,00 Il Santo Padre lascia la Basilica e saluta i Fedeli nel Piazzale antistante

Trasferimento in auto a Piazza Duomo

Sul sagrato del Duomo il Santo Padre riceve l’omaggio floreale dei bambini, e saluta i bambini e la Comunità sudamericana presenti in Piazza

Il Santo Padre entra in Cattedrale, accolto dai Membri del Capitolo: adorazione del Santissimo Sacramento e sosta davanti all’altare di San Siro, primo Vescovo e Patrono della Diocesi e della Città

ore 17,15 Il Santo Padre esce dal Duomo, e raggiunge a piedi Piazza Vittoria

ore 17,30 Piazza Vittoria: Incontro con la Cittadinanza

– saluto del Dott. Michele Lissia, Sindaco di Pavia

– saluto di S.E. Mons. Corrado Sanguineti

* discorso del Santo Padre

al termine, il Santo Padre saluta una Rappresentanza di Autorità e di Fedeli

ore 18,30 Il Santo Padre lascia Piazza Vittoria e raggiunge il Campo di Rugby CUS di Cravino, dove si congeda dalle Autorità che Lo hanno accolto all’arrivo

ore 18,45 Decollo da Pavia

(foto Agensir)