A Pavia cresce l’attesa per la visita di Papa Leone XIV, prevista per sabato 20 giugno. Un’attesa che, nelle parole di don Gian Pietro Maggi, parroco della Cattedrale, si intreccia con il ricordo ancora vivo di un altro momento storico per la Chiesa pavese: la visita di Papa Benedetto XVI nell’aprile del 2007, in occasione delle celebrazioni per Sant’Agostino. “Ci sono delle comunanze oggettive – osserva don Gian Pietro Maggi –: tutti e due, per esempio, vengono per pregare Sant’Agostino”. E così, mentre la città si prepara ad accogliere il nuovo Pontefice, riaffiora la memoria di quei giorni vissuti “in una armonia di ascolto e collaborazione”, in cui istituzioni civili, forze dell’ordine e comunità ecclesiale lavorarono insieme per preparare un evento che segnò profondamente Pavia. Il parroco del Duomo ricorda con emozione l’atmosfera che accompagnò la visita di Benedetto XVI: “Par di vedere ancora tutto quel bel clima che si era venuto a creare tra la dimensione sociale e civile della città”, un ricordo nel quale trova spazio anche la figura del prefetto Cosimo Vincenzo Macrì, scomparso proprio nei mesi della preparazione della visita papale: “Era una presenza bella che ha agevolato diversi elementi nei dialoghi con il Vescovo Giudici, con Mons. Adriano Migliavacca e con il sindaco Piera Capitelli e il Questore di allora Vincenzo Montemagno”. Don Gian Pietro Maggi ripercorre poi alcuni momenti che resero speciale quella visita: l’arrivo in Piazza Duomo, il passaggio al Policlinico, gli Orti Borromaici, l’Università, l’ingresso in San Pietro in Ciel d’Oro e soprattutto quel gesto inatteso di Benedetto XVI che, prima di ripartire, scese dalla papamobile per salutare i bambini: “Quel gesto ed in generale quei due giorni di visita a Pavia furono per chi li ha vissuti densi di emozione e carichi di spiritualità”, racconta il parroco, convinto che anche la visita di Papa Leone XIV possa “riconsolidare” quello spirito di unità e partecipazione. Per don Gian Pietro Maggi, il significato più profondo dell’arrivo del Pontefice sta proprio nel suo ministero di successore di Pietro: “Sappiamo che viene per confermarci nella fede e per rendere omaggio a Sant’Agostino, della cui famiglia fa parte”. Nelle sue riflessioni il parroco richiama anche alcune parole pronunciate da Papa Leone XIV all’inizio del pontificato: “Vengo a voi come un fratello che vuole farsi servo della vostra fede e della vostra gioia”. Un messaggio che don Gian Pietro sintetizza in due parole chiave: “amore” e “unità”. Il parroco del Duomo collega, inoltre, la visita papale al cammino della diocesi di Pavia, che il vescovo Corrado Sanguineti ha affidato all’immagine delle “pietre vive” chiamate a edificare “l’unico tempio spirituale”. In questo orizzonte, la presenza del Papa diventa un invito a rinnovare la missione della Chiesa, evitando – come ricordava lo stesso Leone XIV in un suo intervento agli Agostiniani – il rischio dell’indifferenza e dell’abitudine nella fede. Ma c’è anche un ricordo personale che rende ancora più significativa questa visita. Don Gian Pietro Maggi racconta infatti che l’allora cardinale Robert Francis Prevost, nel febbraio di due anni fa, visitò il Duomo di Pavia in modo molto semplice e discreto, durante le celebrazioni per i 1300 anni dell’arrivo delle reliquie di Sant’Agostino a Pavia: “Entrò un po’ alla chetichella in Duomo, ci si parlò e ci si salutò in maniera molto informale”, ricorda il parroco. E conclude con un’immagine che racchiude il senso dell’attesa di queste settimane: “Adesso ritorna in Cattedrale da Papa, non più quasi di nascosto come allora, ma passando dalla porta principale”. Un segno che, per don Gian Pietro Maggi, richiama tutti a vivere con semplicità e fiducia la missione affidata ad ognuno di noi dal Signore.
Simona Rapparelli

