Firmare per la Chiesa Cattolica è realizzare carità

Il gettito dell’8xmille: quanto si raccoglie, come e per chi viene speso

Intervista a don Vincenzo Migliavacca, presidente dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero, responsabile dell’Ufficio Diocesano del Servizio per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa Cattolica.

Con la raccolta dell’8 per mille gli italiani quanto donano alla Chiesa Cattolica?

L’8xmille a favore della Chiesa cattolica per il 2019 risulta pari a 1.133.074.425,15 euro, in risalita rispetto ai 997.973.199,26 euro del 2018. I dati sono stati comunicati al termine della 73^ Assemblea Generale della CEI tenutasi a Roma dal 20 al 23 maggio. Questi soldi verranno usati in primo luogo per le opere di carità, ma anche per le esigenze di culto, per il sostegno economico ai sacerdoti, per i beni culturali (chiese, monasteri, basiliche ecc). La somma dell’otto per mille sarà suddivisa per le 226 Diocesi italiane proporzionalmente al numero degli abitanti. Sono previsti anche interventi di ristrutturazione o di edificazione. Infatti, a volte, capita che passando accanto ad una chiesa attorniata da impalcature o ad un Oratorio in costruzione, si possa leggere su un voluminoso
manifesto che l’intervento in atto è sostenuto anche fondi attinti dell’8 per mille.

Negli spot pubblicitari diffusi dai mezzi di comunicazione vengono presentate alcune realizzazioni caritative sparse sul territorio nazionale. Per esempio nella nostra Diocesi di Pavia quanti soldi giungono per la carità?

Attualmente giungono ogni anno nella Diocesi di Pavia per la carità quasi € 600.000. Una cifra che viene poi distribuita per sostentare alcune opere caritative in atto come: la Casa della Carità, la Casa della Vita di Belgioioso, le Carceri, la Mensa del Fratello e la Mensa del Povero, la Caritas diocesana, le parrocchie che accolgono i parenti degli ammalati che giungono da lontano e altre micro realizzazioni in questo settore.

Quali sono le indicazione che la CEI dà alle Diocesi per la gestione dei fondi dell’8xmille? 

La prima e fondamentale sollecitazione è quella della trasparenza. Pertanto i dati della distribuzione dei fondi dell’8xmille sono pubblici e trovano spazio sugli organi di comunicazione e anche sui vari siti web delle Diocesi. In ogni famiglia
nascente una delle prinicpali regole è quella di mettere tutto in comune così che le spese che si devono affrontare per il buon andamento della medesima siano sostenute tenendo presente quanto entra in casa con gli stipendi di chi lavora. La trasparenza economica in famiglia è punto cardine per gestire bene questo fondamentale aspetto, soprattutto per la crescita e il domani dei figli. Tali principi di azione devono essere anche quelli che sostengono la gestione dei fondi dell’8xmille, a tal punto che sinteticamente si dice: “Nella Chiesa i fondi ricevuti devono essere gestiti con la saggezza e la diligenza di un buon padre di famiglia”.

Come funziona lo stipendio mensile che viene dato ai sacerdoti?

Come già ricordavo parte dell’8xmille copre la cifra che viene spesa per il sostentamento del clero. I sacerdoti ricevono uno stipendio mensile così distribuito: una parte viene versata a loro dall’ente o dalla parrocchia che servono, l’altra giunge dall’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero che ha sede a Roma. Con l’introduzione dell’8xmille e con il nuovo sistema di sostegno economico
del clero ogni sacerdote riceve mensilmente una quota che si aggira attorno ai 1.000 euro: piccole varianti si registrano in base all’età. Per esempio se una parrocchia deve consegnare al proprio parroco 200 euro mensili in base a calcoli che vengono applicati in tutta Italia, gli altri necessari per coprire la differenza negativa e cioè 800 euro, giungono direttamente al sacerdote dalla sede dell’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero. Questa cifra viene prelevata dai fondi dell’8xmille. Prendendo ad esempio il dato complessivo della nostra Diocesi di Pavia per i sacerdoti inseriti nel sistema di sostentamento il costo annuale per gli stipendi è di 1.500.000 euro. Gli enti coprono il 26% di questa spesa mentre il 7% è coperto dagli introiti dei beni amministrati dall’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero. Ne consegue che il restante 67% viene prelevato dai fondi dell’8xmille.

Come si provvede ai sacerdoti anziani e ammalati?

L’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero da anni ha stipulato con la “Cattolica Assicurazioni” un contratto attraverso il quale si riesce a far fronte alle numerose esigenze dei sacerdoti anziani e ammalati presenti sul territorio nazionale. Quando un sacerdote non è più in grado di offrire un adeguato servizio pastorale ad enti o a parrocchie viene steso dal Vescovo il Decreto di Inabilità e così il sacerdote passa dal fondo economico dell’Istituto Centrale all’area dell’Assicurazione stipulata.