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La gioia di don Carluccio Rossetti per la visita del Pontefice: “Un segno di attenzione verso Pavia e la sua Chiesa”

La visita di Papa Leone XIV a Pavia, prevista per sabato 20 giugno, è attesa con grande partecipazione anche dal clero locale. Tra le voci che hanno commentato l’annuncio c’è quella di don Carluccio Rossetti, parroco di San Michele Maggiore a Pavia, che ha espresso un sentimento di gioia semplice e profonda per l’arrivo del Pontefice nella città che custodisce le reliquie di Sant’Agostino. “Come sacerdote, sono contento che il Papa venga a trovarmi e a trovarci. Penso che per Pavia sia un momento di onore”. Don Rossetti sottolinea così il valore simbolico e spirituale della visita. L’arrivo del Santo Padre, infatti, si inserisce in una stagione in cui la città ha già accolto altri Papi, segno di una particolare attenzione della Chiesa universale verso questo territorio. “In poco tempo tre Papi ci hanno fatto visita, questo vuol dire che c’è anche una spiccate sensibilità dei Pontefici e della Chiesa nei nostri confronti. Penso che questo sia un aspetto molto significativo”. Un’attenzione che non riguarda soltanto la figura di Agostino, ma l’intera comunità ecclesiale e civile pavese. “Sappiamo che il Papa viene per Sant’Agostino, ma viene anche per visitare una comunità locale, e quindi vuol dire che apprezza anche la nostra città, la nostra Diocesi, la nostra storia, le nostre tradizioni, la nostra cultura”.
Proprio la figura del Vescovo di Ippona rappresenta uno dei fili conduttori della visita di Papa Leone XIV. Per don Rossetti, la presenza di un Pontefice legato alla spiritualità agostiniana può diventare un’occasione preziosa per riscoprirne il messaggio. “Io sono convinto che Papa Leone ci aiuterà anche a riscoprire la grande figura di Sant’Agostino e, quindi, diventerà per tutti noi un motivo per dire: conosciamo sempre di più questo grande Santo, facciamolo conoscere agli altri, soprattutto ai giovani. Abbiamo bisogno di imparare ad essere Chiesa come Agostino l’ha realizzata nella sua comunità e l’ha proposta al mondo”.
Il sacerdote pavese ricorda anche un incontro avvenuto anni fa con l’attuale Pontefice, quando Prevost era ancora Superiore dell’ordine agostiniano. “Lo ricordo qui a Pavia come Priore degli Agostiniani: in quelle occasioni, però, ci fu soltanto un saluto”. Il ricordo lascia spazio anche a un giudizio personale maturato nel tempo: “L’ho sempre apprezzato come persona molto semplice, ma anche molto seria e molto attenta. In questi mesi di Pontificato posso dire che abbiamo la fortuna di essere guidati da un grande Papa. Anche come prete lo sento molto vicino, per quello che sta dicendo ai sacerdoti, le sue lettere, le sue riflessioni: veramente mi tocca nel cuore”.
Conclude don Rossetti: “Ritrovo serenità, pace e, soprattutto, un grande entusiasmo: di questo abbiamo bisogno tutti. Ci sta aiutando a riscoprire il grande dono che abbiamo ricevuto come sacerdoti: un dono che va sempre portato avanti e consegnato anche agli altri”.

di Laura Rossi

[ il Ticino 13 marzo 2026 ]

La visita di Papa Leone XIV, un dono che interpella la Chiesa pavese

Mons. Daniele Baldi, vicario generale della Diocesi di Pavia: “Gioia grande, ma anche responsabilità. Tre Papi in città in pochi anni sono una grazia che ci chiama a ravvivare la fede”

La visita di Papa Leone XIV, attesa a Pavia sabato 20 giugno, è già motivo di grande fermento nella diocesi. Mentre si attendono dal Vaticano indicazioni più precise sul programma della giornata, la Chiesa pavese ha già avviato il percorso di preparazione. Ne parliamo con il vicario generale, mons. Daniele Baldi.

Monsignor Baldi, quale significato ha per la Chiesa pavese la visita del Santo Padre?
La prima cosa che mi viene da dire è che si tratta di un grande dono che lo Spirito Santo fa alla nostra comunità. È un dono che ci interpella e ci invita a guardare con più attenzione a una presenza che a volte rischiamo quasi di dare per scontata: quella di Sant’Agostino nella nostra città e nella nostra Diocesi. La sua figura è un punto di riferimento importante per la nostra storia e per la nostra fede”.

Gli aspetti organizzativi non saranno semplici. Come procede la situazione?
Una visita del Papa comporta inevitabilmente molti aspetti organizzativi: capire che cosa farà, dove andrà, quali saranno i momenti principali. Su questo siamo ancora in attesa di indicazioni precise da Roma e un minimo di preoccupazione, normale in questi casi, si fa sentire. Tuttavia, la gioia di accogliere il Santo Padre è decisamente più grande della preoccupazione. Inoltre, possiamo contare su un grande supporto da parte delle autorità civili e delle istituzioni cittadine, che stanno mostrando disponibilità e collaborazione”.

Che valore assume personalmente per lei, anche come sacerdote, questo evento?
Mi dà una grande gioia. Penso anche a un fatto che non è secondario: Pavia negli ultimi anni è stata visitata da tre Papi. Prima Giovanni Paolo II, poi Benedetto XVI, e ora Papa Leone XIV. Questo ci dice che siamo una diocesi fortunata, ma allo stesso tempo una Chiesa che deve lasciarsi interrogare e scuotere da questa grazia. Tre Pontefici che scelgono di venire qui non sono soltanto un onore: sono anche una responsabilità”.

Quale frutto spirituale può lasciare questa visita?

Credo che possa essere innanzitutto un dono di grazia per tutti. La presenza del Papa può aiutare a ravvivare la fede, a rafforzare le scelte cristiane e a rinnovare l’impegno comune nel portare il Vangelo a tutti. Mi aspetto che il Santo Padre porti il fervore dell’annuncio e l’invito a non avere paura di essere Chiesa oggi, nelle diverse dimensioni della vita”.

La diocesi sta già pensando a un percorso di preparazione?
Sì, ci stiamo muovendo già da tempo. Indipendentemente dal programma della giornata del 20 giugno, abbiamo avviato alcune iniziative di preparazione spirituale, pastorale, culturale e storica in diverse comunità parrocchiali. È stato attivato un tavolo di lavoro e stiamo pensando anche a momenti di preghiera, perché l’arrivo del Papa ci trovi preparati e motivati”.

Sarà un evento che coinvolgerà tutta la città?
Questo è proprio il nostro desiderio. La visita del Santo Padre è certamente un evento ecclesiale, ma è anche la visita di un Capo di Stato e quindi pensiamo che debba coinvolgere tutta la comunità cittadina. Per questo stiamo immaginando alcuni momenti che possano interessare non solo il mondo cattolico, ma anche quello laico. Anche su questo stiamo riscontrando molta disponibilità e collaborazione”.

Qual è dunque il sentimento prevalente in questo momento?
Direi che c’è un’attesa fatta di più elementi: la gioia, innanzitutto, perché accogliere il Santo Padre è sempre motivo di grande contentezza e anche di fierezza per la nostra Diocesi. C’è poi la responsabilità di preparare bene questo momento. Ma sono convinto che la Chiesa, insieme a tutte le realtà del territorio, saprà rispondere in modo adeguato e consapevole a questo appuntamento così denso di significati per tutti noi”.

di Simona Rapparelli

[il Ticino 13 marzo 2026]

La preghiera scritta dal Vescovo Corrado

Pavia si prepara ad accogliere Papa Leone XIV, che sarà in visita nella città e nella Diocesi sabato 20 giugno. In attesa dell’appuntamento con il Santo Padre, la Chiesa pavese avvia un percorso di preparazione spirituale che coinvolgerà tutte le comunità parrocchiali.

Il primo segno di questo cammino è stato domenica 15 marzo alle ore 12, quando le campane di tutte le chiese della Diocesi hanno suonato a festa, dal centro storico alle parrocchie più periferiche e non solo cittadine. Un gesto simbolico e corale che ha segnato ufficialmente l’inizio della preparazione alla visita del Pontefice.

L’iniziativa è stata annunciata dal Vescovo di Pavia, Mons. Corrado Sanguineti, attraverso una comunicazione inviata ai sacerdoti per mano del Vicario episcopale per la Pastorale, don Davide Rustioni. Nel messaggio il Vescovo invita a vivere l’attesa come un tempo di preparazione spirituale, affinché l’incontro con il Santo Padre diventi per tutti i fedeli “un’occasione di autentico rinnovamento della vita cristiana e della testimonianza del Vangelo”.

Per accompagnare questo percorso, la Diocesi ha predisposto alcuni strumenti di preghiera e di sensibilizzazione: un’immaginetta con la preghiera composta dal Vescovo, che sarà distribuita nelle parrocchie; una specifica intenzione nella preghiera dei fedeli durante le celebrazioni domenicali; una locandina esposta alle porte delle chiese, segno visibile dell’attesa della comunità pavese per la visita del Papa.

Per quanto riguarda la giornata del 20 giugno, il programma dettagliato sarà reso noto nelle prossime settimane, dopo il sopralluogo tecnico della Prefettura della Casa Pontificia.

La Diocesi di Pavia vive così l’attesa della visita del Santo Padre come un momento di grazia e di rinnovata comunione ecclesiale, affidando questo cammino alla protezione della Beata Vergine Maria e dei patroni San Siro e Sant’Agostino.

Ecco il testo della preghiera scritta dal Vescovo, Mons. Corrado Sanguineti:

PREGHIERA PER LA VISITA A PAVIA DEL SANTO PADRE LEONE XIV

Signore Gesù, buon Pastore,
desideriamo preparare i nostri cuori
al dono della visita del Santo Padre.
Lo accogliamo come Successore di Pietro,
che viene per confermarci nella fede
e per ridestare in noi la passione
e il coraggio della testimonianza.
Ti chiediamo di benedire
e accompagnare i suoi passi
in mezzo alle nostre case e alle nostre strade.
Lo accogliamo come figlio e discepolo
di Sant’Agostino, grande santo,
dono prezioso per la Chiesa e la città di Pavia.
Lo accogliamo come testimone del Vangelo
della pace, con lui invochiamo
il dono della pace per le nostre famiglie,
le nostre comunità e per il mondo,
con lui vogliamo essere operatori di pace.
Rendi fecondo di bene e di grazia
il ministero del nostro Papa Leone XIV,
il suo passaggio tra noi,
la parola che ci donerà.
Aiutaci a essere sempre di più una Chiesa di pietre vive,
unita
e fondata in Te,
pietra angolare
senza la quale non possiamo costruire
un futuro di vita e di speranza.
Amen

+ Corrado Vescovo

Don Franco Tassone: “La visita di Papa Leone XIV a Pavia, un dono per la città di Sant’Agostino”

Intervista su il Ticino del 6 marzo 2026

L’attesa per la visita di Papa Leone XIV a Pavia cresce di giorno in giorno. Un appuntamento che non rappresenta soltanto un evento ecclesiale, ma un passaggio dal forte valore spirituale e civile per una città che custodisce da secoli le reliquie di Sant’Agostino nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro. A commentare il significato della presenza del Pontefice è don Franco Tassone, parroco del Ss. Salvatore di Pavia e direttore della Caritas diocesana che legge l’arrivo del Papa alla luce della tradizione agostiniana e delle sfide contemporanee. “Un Papa agostiniano è sempre un grande dono per Pavia che conserva il corpo di Sant’Agostino”, afferma don Franco. Il legame tra la città e il pensiero del Vescovo di Ippona torna così al centro della riflessione ecclesiale. Don Tassone ricorda come già Benedetto XVI avesse indicato Agostino come guida spirituale capace di parlare all’uomo contemporaneo, soffermandosi sulle sue tre conversioni e sulla forza della ricerca interiore. Oggi, con Papa Leone XIV, quel patrimonio torna ad essere attuale in modo nuovo. “La dottrina sociale della Chiesa e l’impegno dei cattolici possono trovare nuovo vigore”, spiega, sottolineando come la visita papale possa rafforzare il tessuto comunitario. In un tempo segnato da conflitti, disuguaglianze e crisi globali, l’insegnamento agostiniano diventa infatti una chiave per rileggere la società. “Di fronte alle tante guerre, alle distruzioni e a un sistema economico che spesso schiaccia i poveri ed emargina le persone, possiamo riscoprire la responsabilità di costruire la città degli uomini alla luce della città di Dio”, osserva. Il cuore della riflessione di don Tassone si concentra però sul lavoro, tema che attraversa profondamente il presente. “Il lavoro è il grande nodo del nostro tempo”, afferma. La trasformazione in atto non ha precedenti storici: se per secoli l’agricoltura ha mantenuto forme quasi immutate e la rivoluzione industriale ha ridisegnato la società nell’arco di pochi secoli, oggi la rivoluzione tecnologica procede a una velocità senza paragoni. Per don Tassone il punto centrale resta la dignità della persona. “Il lavoro dà dignità, ma la dà dentro una relazione: non solo con la macchina, ma con le persone”. È qui che la visita di Papa Leone XIV assume un valore profetico: ricordare che progresso tecnologico e giustizia sociale devono camminare insieme, senza perdere di vista l’uomo.

di Laura Rossi

[il Ticino 6 marzo 2026]

Il Santo Padre a Pavia, don Luca Roveda: “Un evento che inserisce la città in un cammino spirituale più ampio”

Intervista su il Ticino del 6 marzo 2026

La visita di Papa Leone XIV a Pavia viene accolta con entusiasmo e profonda partecipazione dalla comunità diocesana. Don Luca Roveda, parroco alla guida dell’Unità Pastorale di Inverno, Monteleone, Gerenzago e Villanterio, invita però a leggere questo appuntamento non soltanto come un evento straordinario, ma come un passaggio inserito in un disegno spirituale più ampio, capace di parlare alla Chiesa e alla società contemporanea. “La prima reazione è certamente la gioia, perché il Papa viene in mezzo a noi”, spiega. Accanto all’emozione immediata emerge però una consapevolezza più profonda: Pavia custodisce un patrimonio unico. “La nostra città, con il corpo di Sant’Agostino, possiede un tesoro spirituale enorme”. La visita papale diventa così occasione per riscoprire una ricchezza che non appartiene solo alla storia, ma continua a vivere nel presente. Secondo don Roveda, l’arrivo di Papa Leone XIV si colloca sulla scia della visita di Benedetto XVI, rafforzando il legame tra la città e la tradizione agostiniana. “C’è certamente emozione, ma anche un orgoglio storico e spirituale: sapere di custodire questo tesoro così importante ci responsabilizza”. Non si tratta solo di accogliere un Pontefice, ma di riconoscere che Pavia è già, da secoli, luogo di riferimento per la spiritualità agostiniana. “Abbiamo qualcosa di eccezionale che in realtà è sempre in mezzo a noi: i resti di Sant’Agostino”. Don Roveda sottolinea inoltre come il viaggio del Papa in Italia segua un itinerario preciso e carico di significati. Le tappe di Pompei, Napoli, Acerra, Assisi e Pavia non appaiono casuali, ma delineano un percorso spirituale e pastorale coerente. “Non è soltanto la visita alla città: Pavia è coinvolta dentro un cammino simbolico molto forte”. Pompei richiama la dimensione mariana, Napoli e Acerra le questioni sociali, Assisi la radicalità evangelica, mentre Pavia rappresenta il cuore agostiniano legato anche alla vocazione religiosa del Pontefice. “L’impatto immediato è la felicità, questo è evidente, ma la visita va compresa dentro un disegno più grande”, osserva. La presenza del Papa diventa così segno di una Chiesa che custodisce la memoria per parlare al presente. “La nostra Chiesa è custode di un patrimonio che appartiene a un orizzonte più ampio”. Non manca infine un richiamo personale alla visita di Benedetto XVI, quando don Roveda accompagnò il Papa nella cripta della basilica indicando anche le reliquie di Severino Boezio, il grande filosofo definito “una cerniera tra il mondo classico e il Medioevo”. Un gesto che oggi assume il valore della continuità storica e spirituale. La visita di Papa Leone XIV appare dunque non solo come un evento solenne, ma come un invito rivolto alla città a riscoprire la propria identità spirituale. Un passaggio che, conclude don Roveda, “parla agli uomini del nostro tempo come ha parlato agli uomini di ogni epoca”.

di Laura Rossi

[il Ticino 6 marzo 2026]

La felicità della comunità agostiniana per l’arrivo del Santo Padre

Padre Baldoni e padre Casagrande: “Un ritorno a casa da Sant’Agostino”

La notizia della visita di Papa Leone XIV a Pavia ha suscitato grande emozione e felicità nella comunità agostiniana e tra i religiosi della basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, custode delle reliquie di Sant’Agostino. Tra attesa spirituale e riflessione storica, le parole di padre Antonio Baldoni e del priore padre Gianfranco Casagrande restituiscono il clima che accompagna l’avvicinarsi dell’evento. Padre Baldoni sottolinea anzitutto il significato ecclesiale e simbolico della visita: “Non è una cosa completamente nuova, si sapeva abbastanza di sicuro che sarebbe venuto. Non conoscevamo i tempi, e i tempi di un Papa non si definiscono molto velocemente”. Secondo padre Baldoni, il viaggio rappresenta la naturale prosecuzione di un percorso personale del Pontefice: “Lui mette in pratica questo desiderio di visitare la tomba di Sant’Agostino, dove è già stato come superiore generale e poi come Cardinale. Ora torna come Papa. È quasi un susseguirsi di visite, e ogni volta cresce il significato”. L’arrivo del Papa viene percepito come un momento prima di tutto spirituale. “Penso che sia soprattutto un momento per lui e per chi sarà qui – afferma padre Baldoni –. È un ritorno a una casa comune, da Sant’Agostino”. Una visita che arriva all’inizio del pontificato e che assume quindi un valore particolare: “Siamo contenti che abbia deciso di farlo all’inizio del suo ministero. Sant’Agostino è una figura che ha citato molto e che porta nel cuore”. Padre Baldoni evidenzia anche gli effetti già visibili sulla città e sui pellegrini: l’annuncio della visita sta producendo “un incremento delle visite e della vicinanza a Sant’Agostino”, segno di un rinnovato interesse verso un Santo spesso percepito, in passato, come “troppo culturale per il popolo”. Oggi, invece, osserva, “con un Papa agostiniano la gente si avvicina più facilmente alla sua figura”. Anche padre Casagrande legge l’annuncio della prossima visita di Papa Leone XIV come il compimento di un’attesa condivisa. “L’attesa ha ricevuto la risposta e questo è molto bello”, racconta il priore. Il suo rapporto con il Pontefice nasce da un incontro precedente, quando l’attuale Papa era superiore generale dell’Ordine agostiniano. “È una persona con cui si parla benissimo – ricorda –, capace di ascoltare davvero. È molto attento alle problematiche che gli vengono presentate e prima di dare una risposta riflette molto”. Le aspettative restano sobrie e concentrate sull’essenziale: “Sarà una visita breve – osserva padre Casagrande – e quindi saranno soprattutto momenti di preghiera. Al momento non conosciamo ancora il programma dettagliato: la notizia è arrivata da poco e stiamo iniziando ora a prepararci”.
La visita si inserisce inoltre in una storia lunga secoli. Le fonti ricordano che già nel 743 Papa Zaccaria celebrò solennemente a Pavia la festa di San Pietro nel monastero che custodiva le reliquie agostiniane, mentre nell’878 Papa Giovanni VIII tenne in città un importante sinodo durante il viaggio di ritorno dalla Francia. Dopo un lungo intervallo storico, tra il XX e il XXI secolo due Pontefici hanno reso omaggio alla basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI; a loro si aggiungerà Papa Leone XIV. Quattro dei cinque Papi giunti nella storia della nostra città avranno sostato davanti alla tomba del Vescovo di Ippona.

di Simona Rapparelli

[ il Ticino 27 febbraio 2026 ]

Verso il 20 giugno: Mons. Poma legge la visita del Papa alla luce di Sant’Agostino

Dal “Rientra in te stesso” all'appello rivolto a Pavia di tornare a sentirsi e a fare comunità

Un grande dono spirituale, ma anche un forte richiamo alla responsabilità: così Monsignor Gianfranco Poma guarda alla visita di Papa Francesco a Pavia, prevista per sabato 20 giugno. Nelle sue parole l’evento non è soltanto un appuntamento storico o ecclesiale, ma un’occasione per riscoprire il cuore stesso della fede cristiana e il ruolo della città nelle sue scelte, il tutto profondamente legato alla figura di Sant’Agostino.
Io penso che sia un grande dono – afferma Mons. Poma –. Il Papa viene a Pavia chiaramente per Sant’Agostino, e secondo me è agostiniano nel profondo, proprio per l’esperienza interiore di Dio che vive e testimonia”. Un legame che, secondo il sacerdote, va oltre le appartenenze storiche agli ordini religiosi: “Gli agostiniani sono nati molti secoli dopo Agostino, ma la vera eredità agostiniana non è solo istituzionale, è spirituale. Perché Agostino diventi il tuo riferimento devi farne esperienza”. Al centro del pensiero agostiniano – e, secondo Mons. Poma, anche del magistero di Papa Leone XIV – c’è l’interiorità come luogo dell’incontro con Dio: “Sant’Agostino dice: ‘Rientra in te stesso’. Se ritorni dentro di te, trovi l’umano, ma trovi un umano pieno di Dio. Dio è più intimo a me di me stesso”. Da qui nasce una fede vissuta direttamente e che rimette l’uomo al centro di tutto, senza allontanare, come accadeva con la cultura greca, Dio da ogni persona: “La sua esperienza, come agostiniano, non è prima di tutto ideologica, ma diretta e, appunto, esperienziale. Il Dio dentro il tuo cuore fa sì che anche Leone, come Francesco, sappia che Dio l’ha scelto in quanto lui stesso, con i suoi pregi, i suoi difetti, i suoi doni. E che Dio è dentro di lui”.
Secondo Mons. Poma, proprio questo messaggio rende la visita particolarmente significativa per il nostro tempo: “Sant’Agostino è molto più vicino alla mentalità moderna di quanto non lo sia certa inculturazione della fede del passato. Oggi l’uomo non cerca Dio fuori da sé, ma dentro la propria esperienza: è l’esigenza di questo secolo, la Chiesa ha la risposta alle domande di spiritualità che condizionano l’uomo (e i giovani!) di oggi”.
Per questo la presenza del Papa a Pavia può diventare un richiamo potente: “Il dono che porta è ricordarci che siamo di Dio perché Lui abita in noi. Noi gli apriamo il cuore e Lui entra. Questa è l’esperienza agostiniana”. Un messaggio che riguarda in modo speciale una città universitaria come Pavia e le nuove generazioni: “Molti giovani sono lontani dalla Chiesa, ma non dal bisogno di Dio. Sono lontani da un certo modo di presentare la fede. Se la Chiesa dicesse a un giovane: ‘Tu porti Dio dentro di te’, sarebbe un messaggio straordinario. Li renderebbe protagonisti della loro vita e della società”.
Proprio per questo Mons. Poma parla non solo di dono, ma anche di responsabilità: “Per Pavia, città di Sant’Agostino e città universitaria, è un grande richiamo. Non possiamo limitarci a dire: che bello, è venuto il Papa. Se viviamo davvero questo momento, può diventare una svolta; altrimenti passerà come una festa in più. La svolta risiede nell’idea di sentirci tutti parte di una comunità, quella pavese, che opera insieme e di concerto: non tante iniziative isolate, ma un canto condiviso che ci unisca, che crei una comunità che si sente parte di un tutto”. Il suo auspicio finale è che la visita non resti, quindi, un evento isolato, ma apra un cammino: “È un’occasione perché la spiritualità agostiniana diventi una voce forte nella Chiesa e nella città. Non qualcosa di appartato, ma vivo, capace di parlare all’uomo di oggi”. La venuta del Pontefice, conclude Mons. Poma, interpella dunque tutta la comunità pavese: “Un grande dono – sì – ma anche una grande responsabilità. Non sprechiamolo”.

di Simona Rapparelli

[il Ticino 27 febbraio 2026]

Il Papa atteso a Pavia durante i Grest estivi: “Un’occasione per educare alla fede”

Don Davide Rustioni, Vicario Episcopale per la Pastorale, racconta il coinvolgimento delle parrocchie

La notizia della visita del Santo Padre a Pavia ha suscitato gioia e attese anche negli uffici di Curia. A esprimere il sentimento diffuso è don Davide Rustioni, Vicario Episcopale per la Pastorale della diocesi, che sottolinea anzitutto il legame profondo tra il Pontefice e Sant’Agostino, le cui reliquie sono custodite nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro.
Ovviamente siamo tutti felicissimi – spiega –. In un certo senso ce lo si aspettava, perché si pensava che il Papa avesse nel cuore Sant’Agostino come suo figlio spirituale. Già in passato è stato più volte qui a pregare davanti al Santo, per prendere decisioni importanti, e probabilmente vorrà tornare ancora per chiedere luce nelle scelte che riguardano tutta la Chiesa”.
Proprio la figura del grande Padre della Chiesa, intimamente legata alla storia di Pavia, sarà con ogni probabilità al centro del messaggio che il Pontefice consegnerà alla Diocesi. “Penso che ci inviterà a valorizzare Sant’Agostino – prosegue don Rustioni –. È una ricchezza immensa che abbiamo nella nostra città, e sicuramente ci chiederà di avere uno sguardo attento verso questo grande maestro della fede”.
Sul piano organizzativo, tuttavia, è ancora presto per definire iniziative precise. “Come uffici di Curia non sappiamo ancora esattamente cosa faremo – precisa il vicario episcopale –, perché molto dipenderà dal programma ufficiale (che al momento della stampa de “il Ticino”, mercoledì 25 febbraio, non è ancora stato reso noto, ndr). Però è già emerso il desiderio comune di aiutare tutte le persone a prepararsi a questo evento non solo emotivamente, ma anche spiritualmente”. Tra le ipotesi allo studio vi è la predisposizione di sussidi e strumenti di accompagnamento per le comunità, affinché l’accoglienza del Papa diventi un vero cammino di fede condiviso.
Un ruolo fondamentale sarà naturalmente quello delle parrocchie: “Ogni comunità – osserva don Rustioni – si preparerà nella preghiera e nella vita pastorale, un po’ come accadde in occasione della visita di Benedetto XVI. C’era allora un grande desiderio di ascoltare la parola del Papa, e penso che sarà così anche questa volta: una parola che ci aiuterà nel nostro cammino”.
Particolare attenzione sarà rivolta anche ai più giovani. La visita, infatti, è fissata per sabato 20 giugno, durante le settimane dei Grest estivi parrocchiali. “Non abbiamo ancora pensato a iniziative specifiche – precisa il responsabile della pastorale – ma cercheremo certamente di coinvolgere i ragazzi, aiutandoli a comprendere l’importanza dell’evento. Non è una cosa da poco che il Papa venga in mezzo a noi: viene a confermarci nella fede”.
Per le nuove generazioni, infatti, la figura del Pontefice non è sempre immediatamente comprensibile. “I ragazzi sanno chi è il Papa – conclude don Rustioni –, ma non è così scontato che conoscano davvero il suo ruolo e il significato della sua presenza nel cammino della Chiesa. Anche per questo la visita rappresenta un’occasione preziosa di catechesi e di crescita”.

di Simona Rapparelli

[il Ticino 27 febbraio 2026]

Il Vescovo Corrado: “Sarà un dono di pace e speranza”

Il 20 giugno l’attesa visita di Papa Leone XIV. Mons. Sanguineti: “Prepariamoci ad accoglierlo come si attende un amico”

Sarà un pomeriggio intenso, breve ma carico di significato, quello che il prossimo 20 giugno vedrà la visita di Papa Leone XIV a Pavia. Un evento atteso con gioia dalla Chiesa locale e dall’intera città, come sottolinea il Vescovo Mons. Corrado Sanguineti, che ha espresso “contentezza e gratitudine per il Santo Padre, che ha scelto di mettere Pavia nel suo itinerario del mese di giugno”. La Diocesi pavese sarà la prima in Lombardia ad accogliere il nuovo pontefice, un segno di particolare attenzione che il presule invita a vivere anzitutto come dono spirituale.
La ragione profonda della visita è legata alla presenza delle reliquie di Sant’Agostino, custodite nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro. “Il Papa è molto legato ad Agostino – osserva Sanguineti – non solo perché è agostiniano, ma perché si sente e si vede che è un figlio di Agostino: non c’è quasi discorso in cui non lo citi”. Il pontefice, al secolo Robert Prevost, visiterà dunque un luogo simbolo per il suo cammino spirituale e per l’ordine agostiniano, incontrando anche la comunità dei religiosi che vi risiedono.
La permanenza in città dovrebbe durare circa quattro ore, con arrivo previsto tra le 14.30 e le 15 e partenza intorno alle 18.30. Il programma è ancora in via di definizione e potrebbe articolarsi in due o tre momenti distinti, tra cui un possibile incontro aperto ai fedeli. “Certamente il Papa viene anche a visitare la nostra comunità ecclesiale e cittadina – afferma il Vescovo – perché possa incontrarne il volto concreto e portarci il dono della sua presenza e della sua Parola”. Una Parola che per i credenti è quella di Pietro, ma che, sottolinea Sanguineti, rappresenta per tutti “un segno autorevole nel mondo in questo momento”.
La macchina organizzativa è già in movimento, con contatti tra la Diocesi, la Prefettura Pontificia guidata da Mons. Leonardo Sapienza e le autorità civili, tra cui il sindaco Michele Lissia e il prefetto Francesca De Carlini. Per quanto riguarda il programma, nel momento in cui “il Ticino” va in stampa (mercoledì 25 febbraio), rimane confermata la tappa alla Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro.
Al di là degli aspetti organizzativi, il Vescovo invita a vivere l’attesa come un cammino interiore: “Desidero che questi mesi siano di preparazione del cuore, come si attende un amico”, afferma, indicando nella preghiera e nella liturgia, in particolare nel tempo di Quaresima, la via privilegiata per prepararsi all’incontro. Non a caso richiama le parole pronunciate dal Papa il giorno della sua elezione: “La pace sia con voi”, le stesse del Risorto ai discepoli. “Una pace non generica – conclude Sanguineti – ma che nasce da Cristo risorto e che il Papa ci donerà nuovamente quando giungerà tra noi”.
Pavia si prepara dunque ad accogliere non solo il Pontefice, ma anche un pastore che viene come pellegrino sulle orme di Agostino, come segno di unità e speranza.

di Simona Rapparelli

[il Ticino 27 febbraio 2026]

Sabato 20 giugno il Papa a Pavia: il comunicato ufficiale del Vescovo, Mons. Corrado Sanguineti

Carissimi fratelli e sorelle nel Signore,

Con grande gioia abbiamo accolto la comunicazione della Santa Sede riguardante la visita che il Santo Padre Leone XIV compirà nella nostra città di Pavia sabato 20 giugno p.v.

Nelle prossime settimane sarà comunicato il programma, già sostanzialmente definito: certamente il Papa viene a Pavia per venerare Sant’Agostino, di cui egli si sente figlio e discepolo, per incontrare la comunità dei padri agostiniani che custodiscono nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro le preziose reliquie del Santo, viene per incontrare la nostra Chiesa, per confermarla nella fede e nella testimonianza a Cristo, e la nostra città, ricca di una storia illustre e antica, una città universitaria, culturalmente vivace, caratterizzata dalla cura della salute in differenti poli sanitari di eccellenza e di comprovato valore.

A nome dell’intera comunità diocesana, esprimo fin da ora un vivo e sentito ringraziamento al Santo Padre che ci fa dono della sua presenza: lo attendiamo con animo grato e lieto, come figli e come discepoli, e nelle prossime settimane cercheremo di prepararci, soprattutto con la preghiera e con l’ascolto della Parola di Dio, a vivere la grazia dell’incontro con il Successore di Pietro, guida e pastore di tutta la Chiesa, presenza autorevole come testimone di pace nel nostro tempo, così drammaticamente segnato da violenze e guerre.

«Benedetto colui che viene nel nome del Signore»: con l’acclamazione festosa con cui Gesù fu accolto dalle folle dei discepoli a Gerusalemme, vogliamo accogliere il Papa, disporre il nostro cuore all’incontro con lui e all’ascolto della sua parola.

Il tempo della Quaresima, appena iniziato, ci spinge a vivere un cammino di vera conversione e a volgere lo sguardo a Cristo Signore e Redentore: è questo il modo più vero e più fruttuoso di preparare la visita del Santo Padre, ospite atteso e desiderato nella città che ha il dono di custodire la presenza e la memoria viva del grande padre Sant’Agostino.

Pavia, 19 febbraio 2026

(+ Corrado Sanguineti) 

Vescovo di Pavia

(Foto Vatican Media – SIR)