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La felicità della comunità agostiniana per l’arrivo del Santo Padre

Padre Baldoni e padre Casagrande: “Un ritorno a casa da Sant’Agostino”

La notizia della visita di Papa Leone XIV a Pavia ha suscitato grande emozione e felicità nella comunità agostiniana e tra i religiosi della basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, custode delle reliquie di Sant’Agostino. Tra attesa spirituale e riflessione storica, le parole di padre Antonio Baldoni e del priore padre Gianfranco Casagrande restituiscono il clima che accompagna l’avvicinarsi dell’evento. Padre Baldoni sottolinea anzitutto il significato ecclesiale e simbolico della visita: “Non è una cosa completamente nuova, si sapeva abbastanza di sicuro che sarebbe venuto. Non conoscevamo i tempi, e i tempi di un Papa non si definiscono molto velocemente”. Secondo padre Baldoni, il viaggio rappresenta la naturale prosecuzione di un percorso personale del Pontefice: “Lui mette in pratica questo desiderio di visitare la tomba di Sant’Agostino, dove è già stato come superiore generale e poi come Cardinale. Ora torna come Papa. È quasi un susseguirsi di visite, e ogni volta cresce il significato”. L’arrivo del Papa viene percepito come un momento prima di tutto spirituale. “Penso che sia soprattutto un momento per lui e per chi sarà qui – afferma padre Baldoni –. È un ritorno a una casa comune, da Sant’Agostino”. Una visita che arriva all’inizio del pontificato e che assume quindi un valore particolare: “Siamo contenti che abbia deciso di farlo all’inizio del suo ministero. Sant’Agostino è una figura che ha citato molto e che porta nel cuore”. Padre Baldoni evidenzia anche gli effetti già visibili sulla città e sui pellegrini: l’annuncio della visita sta producendo “un incremento delle visite e della vicinanza a Sant’Agostino”, segno di un rinnovato interesse verso un Santo spesso percepito, in passato, come “troppo culturale per il popolo”. Oggi, invece, osserva, “con un Papa agostiniano la gente si avvicina più facilmente alla sua figura”. Anche padre Casagrande legge l’annuncio della prossima visita di Papa Leone XIV come il compimento di un’attesa condivisa. “L’attesa ha ricevuto la risposta e questo è molto bello”, racconta il priore. Il suo rapporto con il Pontefice nasce da un incontro precedente, quando l’attuale Papa era superiore generale dell’Ordine agostiniano. “È una persona con cui si parla benissimo – ricorda –, capace di ascoltare davvero. È molto attento alle problematiche che gli vengono presentate e prima di dare una risposta riflette molto”. Le aspettative restano sobrie e concentrate sull’essenziale: “Sarà una visita breve – osserva padre Casagrande – e quindi saranno soprattutto momenti di preghiera. Al momento non conosciamo ancora il programma dettagliato: la notizia è arrivata da poco e stiamo iniziando ora a prepararci”.
La visita si inserisce inoltre in una storia lunga secoli. Le fonti ricordano che già nel 743 Papa Zaccaria celebrò solennemente a Pavia la festa di San Pietro nel monastero che custodiva le reliquie agostiniane, mentre nell’878 Papa Giovanni VIII tenne in città un importante sinodo durante il viaggio di ritorno dalla Francia. Dopo un lungo intervallo storico, tra il XX e il XXI secolo due Pontefici hanno reso omaggio alla basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI; a loro si aggiungerà Papa Leone XIV. Quattro dei cinque Papi giunti nella storia della nostra città avranno sostato davanti alla tomba del Vescovo di Ippona.

di Simona Rapparelli

[ il Ticino 27 febbraio 2026 ]

Verso il 20 giugno: Mons. Poma legge la visita del Papa alla luce di Sant’Agostino

Dal “Rientra in te stesso” all'appello rivolto a Pavia di tornare a sentirsi e a fare comunità

Un grande dono spirituale, ma anche un forte richiamo alla responsabilità: così Monsignor Gianfranco Poma guarda alla visita di Papa Francesco a Pavia, prevista per sabato 20 giugno. Nelle sue parole l’evento non è soltanto un appuntamento storico o ecclesiale, ma un’occasione per riscoprire il cuore stesso della fede cristiana e il ruolo della città nelle sue scelte, il tutto profondamente legato alla figura di Sant’Agostino.
Io penso che sia un grande dono – afferma Mons. Poma –. Il Papa viene a Pavia chiaramente per Sant’Agostino, e secondo me è agostiniano nel profondo, proprio per l’esperienza interiore di Dio che vive e testimonia”. Un legame che, secondo il sacerdote, va oltre le appartenenze storiche agli ordini religiosi: “Gli agostiniani sono nati molti secoli dopo Agostino, ma la vera eredità agostiniana non è solo istituzionale, è spirituale. Perché Agostino diventi il tuo riferimento devi farne esperienza”. Al centro del pensiero agostiniano – e, secondo Mons. Poma, anche del magistero di Papa Leone XIV – c’è l’interiorità come luogo dell’incontro con Dio: “Sant’Agostino dice: ‘Rientra in te stesso’. Se ritorni dentro di te, trovi l’umano, ma trovi un umano pieno di Dio. Dio è più intimo a me di me stesso”. Da qui nasce una fede vissuta direttamente e che rimette l’uomo al centro di tutto, senza allontanare, come accadeva con la cultura greca, Dio da ogni persona: “La sua esperienza, come agostiniano, non è prima di tutto ideologica, ma diretta e, appunto, esperienziale. Il Dio dentro il tuo cuore fa sì che anche Leone, come Francesco, sappia che Dio l’ha scelto in quanto lui stesso, con i suoi pregi, i suoi difetti, i suoi doni. E che Dio è dentro di lui”.
Secondo Mons. Poma, proprio questo messaggio rende la visita particolarmente significativa per il nostro tempo: “Sant’Agostino è molto più vicino alla mentalità moderna di quanto non lo sia certa inculturazione della fede del passato. Oggi l’uomo non cerca Dio fuori da sé, ma dentro la propria esperienza: è l’esigenza di questo secolo, la Chiesa ha la risposta alle domande di spiritualità che condizionano l’uomo (e i giovani!) di oggi”.
Per questo la presenza del Papa a Pavia può diventare un richiamo potente: “Il dono che porta è ricordarci che siamo di Dio perché Lui abita in noi. Noi gli apriamo il cuore e Lui entra. Questa è l’esperienza agostiniana”. Un messaggio che riguarda in modo speciale una città universitaria come Pavia e le nuove generazioni: “Molti giovani sono lontani dalla Chiesa, ma non dal bisogno di Dio. Sono lontani da un certo modo di presentare la fede. Se la Chiesa dicesse a un giovane: ‘Tu porti Dio dentro di te’, sarebbe un messaggio straordinario. Li renderebbe protagonisti della loro vita e della società”.
Proprio per questo Mons. Poma parla non solo di dono, ma anche di responsabilità: “Per Pavia, città di Sant’Agostino e città universitaria, è un grande richiamo. Non possiamo limitarci a dire: che bello, è venuto il Papa. Se viviamo davvero questo momento, può diventare una svolta; altrimenti passerà come una festa in più. La svolta risiede nell’idea di sentirci tutti parte di una comunità, quella pavese, che opera insieme e di concerto: non tante iniziative isolate, ma un canto condiviso che ci unisca, che crei una comunità che si sente parte di un tutto”. Il suo auspicio finale è che la visita non resti, quindi, un evento isolato, ma apra un cammino: “È un’occasione perché la spiritualità agostiniana diventi una voce forte nella Chiesa e nella città. Non qualcosa di appartato, ma vivo, capace di parlare all’uomo di oggi”. La venuta del Pontefice, conclude Mons. Poma, interpella dunque tutta la comunità pavese: “Un grande dono – sì – ma anche una grande responsabilità. Non sprechiamolo”.

di Simona Rapparelli

[il Ticino 27 febbraio 2026]

Il Papa atteso a Pavia durante i Grest estivi: “Un’occasione per educare alla fede”

Don Davide Rustioni, Vicario Episcopale per la Pastorale, racconta il coinvolgimento delle parrocchie

La notizia della visita del Santo Padre a Pavia ha suscitato gioia e attese anche negli uffici di Curia. A esprimere il sentimento diffuso è don Davide Rustioni, Vicario Episcopale per la Pastorale della diocesi, che sottolinea anzitutto il legame profondo tra il Pontefice e Sant’Agostino, le cui reliquie sono custodite nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro.
Ovviamente siamo tutti felicissimi – spiega –. In un certo senso ce lo si aspettava, perché si pensava che il Papa avesse nel cuore Sant’Agostino come suo figlio spirituale. Già in passato è stato più volte qui a pregare davanti al Santo, per prendere decisioni importanti, e probabilmente vorrà tornare ancora per chiedere luce nelle scelte che riguardano tutta la Chiesa”.
Proprio la figura del grande Padre della Chiesa, intimamente legata alla storia di Pavia, sarà con ogni probabilità al centro del messaggio che il Pontefice consegnerà alla Diocesi. “Penso che ci inviterà a valorizzare Sant’Agostino – prosegue don Rustioni –. È una ricchezza immensa che abbiamo nella nostra città, e sicuramente ci chiederà di avere uno sguardo attento verso questo grande maestro della fede”.
Sul piano organizzativo, tuttavia, è ancora presto per definire iniziative precise. “Come uffici di Curia non sappiamo ancora esattamente cosa faremo – precisa il vicario episcopale –, perché molto dipenderà dal programma ufficiale (che al momento della stampa de “il Ticino”, mercoledì 25 febbraio, non è ancora stato reso noto, ndr). Però è già emerso il desiderio comune di aiutare tutte le persone a prepararsi a questo evento non solo emotivamente, ma anche spiritualmente”. Tra le ipotesi allo studio vi è la predisposizione di sussidi e strumenti di accompagnamento per le comunità, affinché l’accoglienza del Papa diventi un vero cammino di fede condiviso.
Un ruolo fondamentale sarà naturalmente quello delle parrocchie: “Ogni comunità – osserva don Rustioni – si preparerà nella preghiera e nella vita pastorale, un po’ come accadde in occasione della visita di Benedetto XVI. C’era allora un grande desiderio di ascoltare la parola del Papa, e penso che sarà così anche questa volta: una parola che ci aiuterà nel nostro cammino”.
Particolare attenzione sarà rivolta anche ai più giovani. La visita, infatti, è fissata per sabato 20 giugno, durante le settimane dei Grest estivi parrocchiali. “Non abbiamo ancora pensato a iniziative specifiche – precisa il responsabile della pastorale – ma cercheremo certamente di coinvolgere i ragazzi, aiutandoli a comprendere l’importanza dell’evento. Non è una cosa da poco che il Papa venga in mezzo a noi: viene a confermarci nella fede”.
Per le nuove generazioni, infatti, la figura del Pontefice non è sempre immediatamente comprensibile. “I ragazzi sanno chi è il Papa – conclude don Rustioni –, ma non è così scontato che conoscano davvero il suo ruolo e il significato della sua presenza nel cammino della Chiesa. Anche per questo la visita rappresenta un’occasione preziosa di catechesi e di crescita”.

di Simona Rapparelli

[il Ticino 27 febbraio 2026]

Il Vescovo Corrado: “Sarà un dono di pace e speranza”

Il 20 giugno l’attesa visita di Papa Leone XIV. Mons. Sanguineti: “Prepariamoci ad accoglierlo come si attende un amico”

Sarà un pomeriggio intenso, breve ma carico di significato, quello che il prossimo 20 giugno vedrà la visita di Papa Leone XIV a Pavia. Un evento atteso con gioia dalla Chiesa locale e dall’intera città, come sottolinea il Vescovo Mons. Corrado Sanguineti, che ha espresso “contentezza e gratitudine per il Santo Padre, che ha scelto di mettere Pavia nel suo itinerario del mese di giugno”. La Diocesi pavese sarà la prima in Lombardia ad accogliere il nuovo pontefice, un segno di particolare attenzione che il presule invita a vivere anzitutto come dono spirituale.
La ragione profonda della visita è legata alla presenza delle reliquie di Sant’Agostino, custodite nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro. “Il Papa è molto legato ad Agostino – osserva Sanguineti – non solo perché è agostiniano, ma perché si sente e si vede che è un figlio di Agostino: non c’è quasi discorso in cui non lo citi”. Il pontefice, al secolo Robert Prevost, visiterà dunque un luogo simbolo per il suo cammino spirituale e per l’ordine agostiniano, incontrando anche la comunità dei religiosi che vi risiedono.
La permanenza in città dovrebbe durare circa quattro ore, con arrivo previsto tra le 14.30 e le 15 e partenza intorno alle 18.30. Il programma è ancora in via di definizione e potrebbe articolarsi in due o tre momenti distinti, tra cui un possibile incontro aperto ai fedeli. “Certamente il Papa viene anche a visitare la nostra comunità ecclesiale e cittadina – afferma il Vescovo – perché possa incontrarne il volto concreto e portarci il dono della sua presenza e della sua Parola”. Una Parola che per i credenti è quella di Pietro, ma che, sottolinea Sanguineti, rappresenta per tutti “un segno autorevole nel mondo in questo momento”.
La macchina organizzativa è già in movimento, con contatti tra la Diocesi, la Prefettura Pontificia guidata da Mons. Leonardo Sapienza e le autorità civili, tra cui il sindaco Michele Lissia e il prefetto Francesca De Carlini. Per quanto riguarda il programma, nel momento in cui “il Ticino” va in stampa (mercoledì 25 febbraio), rimane confermata la tappa alla Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro.
Al di là degli aspetti organizzativi, il Vescovo invita a vivere l’attesa come un cammino interiore: “Desidero che questi mesi siano di preparazione del cuore, come si attende un amico”, afferma, indicando nella preghiera e nella liturgia, in particolare nel tempo di Quaresima, la via privilegiata per prepararsi all’incontro. Non a caso richiama le parole pronunciate dal Papa il giorno della sua elezione: “La pace sia con voi”, le stesse del Risorto ai discepoli. “Una pace non generica – conclude Sanguineti – ma che nasce da Cristo risorto e che il Papa ci donerà nuovamente quando giungerà tra noi”.
Pavia si prepara dunque ad accogliere non solo il Pontefice, ma anche un pastore che viene come pellegrino sulle orme di Agostino, come segno di unità e speranza.

di Simona Rapparelli

[il Ticino 27 febbraio 2026]