Mons. Luigi Pedrini: “Il Pontefice è un vero pastore di Cristo”

“Un vero pastore di Cristo”: Mons. Luigi Pedrini, parroco di San Genesio, presenta così Papa Leone XIV, il Pontefice che la Chiesa pavese attende per la visita del prossimo 20 giugno.

La visita di Papa Leone XIV a Pavia arriva a pochi mesi dalla sua elezione. Che significato assume per la Chiesa diocesana e per la città questa scelta di venire nel luogo che custodisce le reliquie di Sant’Agostino?
“Credo che la scelta di Papa Leone XIV di venire in pellegrinaggio in San Pietro in Ciel d’Oro sia occasione per la nostra Chiesa e per la città per ricordare la preziosa eredità cristiana che abbiamo ricevuto. In particolare, la Chiesa pavese è stimolata a riconoscere nelle due figure che maggiormente hanno segnato la sua storia (San Siro modello nella carità, Sant’Agostino modello nel dare le ragioni della fede) le due strade maestre da percorrere per l’evangelizzazione: quella della carità e quella del pensiero. In questo orizzonte la visita di Papa Leone XIV può essere occasione per la città per guardare con gratitudine alle proprie radici cristiane e a convincersi che fede, impegno sociale, lavoro di ricerca possono camminare insieme”.

Pavia è una delle città agostiniane più importanti al mondo. In che modo la presenza di Sant’Agostino può parlare oggi alla Chiesa e alla società contemporanea, anche alla luce del pontificato di Papa Leone XIV?
“Penso che Sant’Agostino sia molto vicino a noi: i tempi che viviamo assomigliano ai suoi. Lui ha assistito alla fine dell’impero romano: crollava quello che rappresentava il mondo di allora. Oggi anche noi assistiamo a un mondo che sta cambiando. Nell’opera “La citta di Dio”, il Santo ricorda che non esiste solo la storia che costruiamo noi, ma anche la storia che Dio costruisce e che si intreccia con la nostra storia. La nostra storia conosce momenti di buio e di crisi; ma Dio è capace di trasfigurare la storia umana e di trasformarla in una storia di salvezza e di amore. Dio non costruisce una storia parallela, ma valorizza la storia umana aprendola a un nuovo cammino. Dall’antico fa germogliare il nuovo. Fedeltà alle origini e apertura al nuovo: mi sembra che Papa Leone XIV sia in questa linea. La lettera dedicata ai decreti conciliari ‘Prebyterorum ordinis’ e ‘Optatam totius’ a sessant’anni dalla loro pubblicazione è intitolata significativamente ‘Una fedeltà che genera futuro’ e la tesi di fondo è che il radicamento nel solco della tradizione apre a nuove prospettive di cammino”.

Come si sta preparando la Diocesi a questo appuntamento? Che clima si respira tra le comunità parrocchiali e quale partecipazione vi aspettate?
“So che la Diocesi ha in cantiere varie proposte per aiutare le comunità a vivere bene questo evento. Personalmente, in occasione della visita alle famiglie per la benedizione delle case, dato che sul biglietto che lascio come ricordo c’è l’immagine di Papa Leone XIV, ho modo di parlare della visita a Pavia e constato che la gente vive questo appuntamento con aspettativa e gratitudine. Percepisco che il Santo Padre è accolto benevolmente un po’ da tutti”.

Lei ha mai avuto occasione di incontrare Papa Leone XIV o di incrociarne il cammino in qualche circostanza? Se sì, c’è un episodio o un tratto della sua personalità che le è rimasto particolarmente impresso e che secondo lei aiuta a capire lo stile del suo pontificato?
“Ho incontrato due volte Papa Leone XIV. Ancora da Cardinale, in occasione di una celebrazione in San Pietro in Ciel d’Oro, e poi nel giugno scorso, per il Giubileo dei sacerdoti. In entrambi le occasioni ho avuto l’impressione di una persona autorevole umanamente e cristianamente: un vero pastore di Cristo”.

di Laura Rossi

[ il Ticino 20 marzo 2026 ]