La gioia di don Carluccio Rossetti per la visita del Pontefice: “Un segno di attenzione verso Pavia e la sua Chiesa”

La visita di Papa Leone XIV a Pavia, prevista per sabato 20 giugno, è attesa con grande partecipazione anche dal clero locale. Tra le voci che hanno commentato l’annuncio c’è quella di don Carluccio Rossetti, parroco di San Michele Maggiore a Pavia, che ha espresso un sentimento di gioia semplice e profonda per l’arrivo del Pontefice nella città che custodisce le reliquie di Sant’Agostino. “Come sacerdote, sono contento che il Papa venga a trovarmi e a trovarci. Penso che per Pavia sia un momento di onore”. Don Rossetti sottolinea così il valore simbolico e spirituale della visita. L’arrivo del Santo Padre, infatti, si inserisce in una stagione in cui la città ha già accolto altri Papi, segno di una particolare attenzione della Chiesa universale verso questo territorio. “In poco tempo tre Papi ci hanno fatto visita, questo vuol dire che c’è anche una spiccate sensibilità dei Pontefici e della Chiesa nei nostri confronti. Penso che questo sia un aspetto molto significativo”. Un’attenzione che non riguarda soltanto la figura di Agostino, ma l’intera comunità ecclesiale e civile pavese. “Sappiamo che il Papa viene per Sant’Agostino, ma viene anche per visitare una comunità locale, e quindi vuol dire che apprezza anche la nostra città, la nostra Diocesi, la nostra storia, le nostre tradizioni, la nostra cultura”.
Proprio la figura del Vescovo di Ippona rappresenta uno dei fili conduttori della visita di Papa Leone XIV. Per don Rossetti, la presenza di un Pontefice legato alla spiritualità agostiniana può diventare un’occasione preziosa per riscoprirne il messaggio. “Io sono convinto che Papa Leone ci aiuterà anche a riscoprire la grande figura di Sant’Agostino e, quindi, diventerà per tutti noi un motivo per dire: conosciamo sempre di più questo grande Santo, facciamolo conoscere agli altri, soprattutto ai giovani. Abbiamo bisogno di imparare ad essere Chiesa come Agostino l’ha realizzata nella sua comunità e l’ha proposta al mondo”.
Il sacerdote pavese ricorda anche un incontro avvenuto anni fa con l’attuale Pontefice, quando Prevost era ancora Superiore dell’ordine agostiniano. “Lo ricordo qui a Pavia come Priore degli Agostiniani: in quelle occasioni, però, ci fu soltanto un saluto”. Il ricordo lascia spazio anche a un giudizio personale maturato nel tempo: “L’ho sempre apprezzato come persona molto semplice, ma anche molto seria e molto attenta. In questi mesi di Pontificato posso dire che abbiamo la fortuna di essere guidati da un grande Papa. Anche come prete lo sento molto vicino, per quello che sta dicendo ai sacerdoti, le sue lettere, le sue riflessioni: veramente mi tocca nel cuore”.
Conclude don Rossetti: “Ritrovo serenità, pace e, soprattutto, un grande entusiasmo: di questo abbiamo bisogno tutti. Ci sta aiutando a riscoprire il grande dono che abbiamo ricevuto come sacerdoti: un dono che va sempre portato avanti e consegnato anche agli altri”.

di Laura Rossi

[ il Ticino 13 marzo 2026 ]