Il Vescovo Corrado: “Sarà un dono di pace e speranza”

Il 20 giugno l’attesa visita di Papa Leone XIV. Mons. Sanguineti: “Prepariamoci ad accoglierlo come si attende un amico”

Sarà un pomeriggio intenso, breve ma carico di significato, quello che il prossimo 20 giugno vedrà la visita di Papa Leone XIV a Pavia. Un evento atteso con gioia dalla Chiesa locale e dall’intera città, come sottolinea il Vescovo Mons. Corrado Sanguineti, che ha espresso “contentezza e gratitudine per il Santo Padre, che ha scelto di mettere Pavia nel suo itinerario del mese di giugno”. La Diocesi pavese sarà la prima in Lombardia ad accogliere il nuovo pontefice, un segno di particolare attenzione che il presule invita a vivere anzitutto come dono spirituale.
La ragione profonda della visita è legata alla presenza delle reliquie di Sant’Agostino, custodite nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro. “Il Papa è molto legato ad Agostino – osserva Sanguineti – non solo perché è agostiniano, ma perché si sente e si vede che è un figlio di Agostino: non c’è quasi discorso in cui non lo citi”. Il pontefice, al secolo Robert Prevost, visiterà dunque un luogo simbolo per il suo cammino spirituale e per l’ordine agostiniano, incontrando anche la comunità dei religiosi che vi risiedono.
La permanenza in città dovrebbe durare circa quattro ore, con arrivo previsto tra le 14.30 e le 15 e partenza intorno alle 18.30. Il programma è ancora in via di definizione e potrebbe articolarsi in due o tre momenti distinti, tra cui un possibile incontro aperto ai fedeli. “Certamente il Papa viene anche a visitare la nostra comunità ecclesiale e cittadina – afferma il Vescovo – perché possa incontrarne il volto concreto e portarci il dono della sua presenza e della sua Parola”. Una Parola che per i credenti è quella di Pietro, ma che, sottolinea Sanguineti, rappresenta per tutti “un segno autorevole nel mondo in questo momento”.
La macchina organizzativa è già in movimento, con contatti tra la Diocesi, la Prefettura Pontificia guidata da Mons. Leonardo Sapienza e le autorità civili, tra cui il sindaco Michele Lissia e il prefetto Francesca De Carlini. Per quanto riguarda il programma, nel momento in cui “il Ticino” va in stampa (mercoledì 25 febbraio), rimane confermata la tappa alla Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro.
Al di là degli aspetti organizzativi, il Vescovo invita a vivere l’attesa come un cammino interiore: “Desidero che questi mesi siano di preparazione del cuore, come si attende un amico”, afferma, indicando nella preghiera e nella liturgia, in particolare nel tempo di Quaresima, la via privilegiata per prepararsi all’incontro. Non a caso richiama le parole pronunciate dal Papa il giorno della sua elezione: “La pace sia con voi”, le stesse del Risorto ai discepoli. “Una pace non generica – conclude Sanguineti – ma che nasce da Cristo risorto e che il Papa ci donerà nuovamente quando giungerà tra noi”.
Pavia si prepara dunque ad accogliere non solo il Pontefice, ma anche un pastore che viene come pellegrino sulle orme di Agostino, come segno di unità e speranza.

di Simona Rapparelli

[il Ticino 27 febbraio 2026]