Pavia si prepara a vivere un abbraccio atteso, un momento di grazia che segnerà profondamente la storia della Chiesa diocesana. La notizia, ormai ufficiale, della visita di Papa Leone XIV a Pavia, prevista per il prossimo sabato 20 giugno, ha messo in moto non solo la macchina organizzativa, ma soprattutto il cuore della comunità cristiana. Per dare un segno tangibile e corale di questa attesa, il Vescovo di Pavia, Mons. Corrado Sanguineti, attraverso una lettera inviata a tutti i sacerdoti per mano di don Davide Rustioni (Vicario Episcopale per la Pastorale), ha tracciato le linee guida di un cammino di preparazione spirituale.
Il primo appuntamento per tutti i fedeli è fissato per domenica 15 marzo. Alle ore 12, in contemporanea in ogni parrocchia, da quelle del centro storico alle comunità più periferiche della Diocesi, le campane suoneranno a festa. Non si tratta di un semplice segnale orario, ma di un gesto dal forte valore simbolico: il “segno visibile di comunione e di gioia condivisa” che annuncia ufficialmente l’inizio del percorso verso il 20 giugno.
Mons. Sanguineti ha espresso chiaramente il desiderio che questo evento sia “preparato anzitutto spiritualmente”. L’incontro con il Santo Padre deve diventare, per ogni battezzato, un’occasione di rinnovamento della vita cristiana e della testimonianza del Vangelo. A tale scopo, la Diocesi ha predisposto alcuni strumenti che accompagneranno i fedeli nelle prossime settimane: l’immaginetta con la preghiera scritta dal Vescovo Corrado; la preghiera dei fedeli con intenzione specifica sarà inserita nelle celebrazioni liturgiche domenicali; la locandina affissa alle porte di ogni chiesa, che ricorderà a ogni passante che Pavia è in attesa, rendendo partecipe anche chi è più lontano dalla vita parrocchiale.
Mentre il fermento cresce, resta ancora riserbo sui dettagli della giornata del 20 giugno. Come specificato nella comunicazione diocesana, il programma dettagliato sarà reso noto solo dopo il sopralluogo tecnico della Prefettura della Casa Pontificia. Tuttavia, l’essenziale è già tracciato: la presenza del Papa tra noi è motivo di “rinnovata comunione ecclesiale, di incoraggiamento nella fede e di speranza”.
di Simona Rapparelli

