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Newsletter n. 25 - 23 luglio 2026
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L'agenda del Vescovo
I PRINCIPALI IMPEGNI PUBBLICI DI MONS. SANGUINETI
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Sino a sabato 25 luglio Predica gli esercizi spirituali per le Suore Benedettine della Provvidenza (Santa Benedetta Cambiagio Frassinello) a Ronco Scrivia (provincia di Genova)
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Domenica 26 luglio Ore 10.30 Santa Messa per la festa patronale di Santa Maria Maddalena nella parrocchia di San Biagio di Chiesanuova nel comune di Né, frazione di Conscenti (provincia di Genova) Ore 18.00 Vespri e processione per la festa patronale di Santa Maria Maddalena nella parrocchia di San Biagio di Chiesanuova nel comune di Né, frazione di Conscenti (provincia di Genova)
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Martedì 28 luglio Udienze al mattino Ore 15.00 Consiglio Episcopale
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Mercoledì 29 luglio Giornata al campo adolescenti di Azione Cattolica al Tonale
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Giovedì 30 – venerdì 31 luglio Convivenza con un gruppo di sacerdoti a Bratto (Castione della Presolana)
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Sabato 1° agosto Udienze al mattino
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Domenica 2 agosto Ore 11.15 Cresime presso la parrocchia di Nostra Signora della Neve, a Pratolungo, frazione di Gavi (provincia di Alessandria)
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La preghiera per la pioggia e contro la siccità
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Il Vicario Generale della Diocesi di Pavia Mons. Daniele Baldi ha scritto a tutti i sacerdoti diocesani per comunicare che il Servizio per la Pastorale Liturgica ha preparato una intenzione e una preghiera "perdurando il fenomeno della siccità"; Mons. Vescovo, infatti, chiede che si preghi affinché il Signore ci faccia dono della pioggia. Di seguito il testo scritto da don …
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La Festa di Santa Maria del Carmine a Pavia tra devozione e vicinanza agli ammalati
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”Ancora oggi ricordiamo il sì di Maria, di una giovane donna che con semplicità e fermezza seppe affidare a Dio la sua intera vita. Ancora oggi Maria ci accompagna e ci sostiene nel cammino della vita e oggi siamo qui a celebrarla”. Così don Lamberto Rossi che ha presieduto la Santa Messa delle ore 10 in Santa Maria del Carmine …
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CEI e Caritas: domenica 26 luglio la Colletta nazionale per le popolazioni del Venezuela
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La Presidenza della CEI, profondamente vicina alle sofferenze della popolazione venezuelana colpita il 24 giugno da terremoti di vaste proporzioni, ha deciso di indire attraverso Caritas Italiana una Colletta nazionale in tutte le chiese italiane domenica 26 luglio. “È un modo concreto per mostrare solidarietà a chi ha perso tutto, piange i propri cari, è sfollato, ferito o vive in …
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Sul numero de “il Ticino” nelle parrocchie della Diocesi di Pavia e in edicola da venerdì 24 luglio, il titolo di apertura è “L’estate al Broletto di Pavia con teatro, musica e classici. La rassegna ‘Fatti di Musica e Parole’ proseguirà sino a fine agosto”.
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L’editoriale, firmato da don Giovanni Angelo Lodigiani, è titolato “Calcio, un mondiale tra caldo e CO2”.
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“Sant’Agostino: un cuore inquieto, dai grandi desideri”: il tema affrontato dal Vescovo Corrado Sanguineti nell’incontro conclusivo di “Meet the Meeting 2026”.
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Santa Maria del Carmine: una festa nel cuore di Pavia che invita alla speranza e alla misericordia.
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Casa Benedetta Cambiagio, due secoli di accoglienza premiati dalla Battellieri Colombo di Pavia.
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Pavia, via i pass ZTL per chi accompagna i bimbi negli asili: l’istituto San Giorgio popone un tavol tecnico al Comune.
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Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, la raccolta a Pavia è in crescita.
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L’intervento di Daniele Bosone: “Data Center, Agrivoltaico e territorio: un equilibrio da cercare”.
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Castello di Belgioioso: proseguono a pieno ritmo i lavori: “I nuovi interventi lo renderanno più attrattivo”.
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“Premio Maria Corti – Parole al Centro”, selezionate le terne di finalisti per narrativa e saggistica.
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Completano questo numero de “il Ticino” altre notizie dalle comunità parrocchiali della Diocesi di Pavia, l’attualità e gli appuntamenti, le informazioni dal territorio, le rubriche, lo sport e i servizi utili.
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Laterza ha pubblicato «Una storia italiana» (pp. 304, euro 24,00) di Giuseppe Fiori. Bene ha fatto l’editore barese a riproporre la biografia di Ernesto Rossi, “uno dei protagonisti più lucidi e coraggiosi dell’antifascismo italiano”, perché, come scrive Mimmo Franzinelli, “può avvicinare una nuova generazione di lettori a un personaggio generoso e spigoloso, un profeta disarmato che – senza incarichi politici né cattedre accademiche – si conquistò nel primo ventennio repubblicano un’autorevolezza di prim’ordine”.
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Nel ripercorrere le tappe della vita privata e pubblica di Ernesto Rossi (1897-1967), Fiori ha attinto dalle memorie famigliari, da documenti inediti, dalle testimonianze di amici e compagni di battaglie politiche e culturali; aderendo sempre ai fatti, ha inoltre utilizzato le sue lettere “estraendone stralci di straordinaria pregnanza per entrare nella vita del personaggio e dentro il suo mondo”. A titolo d’esempio riporto un frammento di una lettera del 1932 in cui Rossi, nel mezzo di una fase storica molto tribolata, prefigurava l’unificazione politica ed economica dell’Europa: “Quello a cui credo che gli uomini di buona volontà debbano tendere sono le federazioni economiche e poi politiche fra i diversi Stati europei […] Il pubblico guarda quasi esclusivamente alle spese militari, ma non ha un’idea di quel che veramente rappresenti la distruzione di ricchezze causata dalle politiche nazionaliste. Anche per questo occorrerebbe che le diverse forme politiche di governo nei diversi Stati europei corrispondessero, in modo da potersi intendere”.
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Intrecciata con le vicende di cinquant’anni di storia italiana, la biografia si snoda a partire dalla ricostruzione dell'ambiente familiare; ripercorre l’iter scolastico, le amicizie e le vicende negli anni della Prima guerra mondiale che coincisero con una fase “culturale evolutiva” della vita di ‘Esto’, la laurea da autodidatta, l'amicizia con Gaetano Salvemini che segnò “una svolta nella sua vita di studente disorientato”, l'iniziale adesione alle idee del fascismo da cui prese le distanze e in che modo, assieme ad altri intellettuali e reduci facenti capo alla rivista «Non mollare», diede vita al gruppo Giustizia e Libertà per opporre resistenza culturale e politica al regime.
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Il giornalista rievoca poi gli anni che Ernesto Rossi trascorse in prigione (dal 1930 al 1939 costellati da tentativi di fuga, incontri con nuovi compagni di lotta politica, il matrimonio con Ada Rossi), al confino (dal 1939 al 1943 a Ventotene “in una comunità disomogenea, tra discussioni, nuove amicizie, fino all'esaltante momento della caduta del fascismo”), in esilio (in Svizzera fino all’aprile del 1945 dove si consolidò la sua idea della Federazione europea). Il biografo si sofferma quindi sul periodo del dopoguerra in cui Rossi svolse un ruolo di primo piano nella ricostruzione del nostro Paese assumendo le cariche di presidente dell’ARAR (ente per la gestione dei residuati bellici) e di manager di Stato per la gestione del Piano Marshall: ambiti nei quali si distinse come “uno dei protagonisti della nostra ripresa economica” e che lo videro al centro di polemiche con le lobby degli industriali che non condividevano la sua idea di gestione dei beni pubblici. La fase più bella e significativa dell'esperienza culturale di Ernesto Rossi è rievocata ne «Il giornalista»; in queste pagine Giuseppe Fiori ricorda la collaborazione con Il Mondo, le critiche attraverso saggi e libri contro malgoverno e “i padroni del vapore”. Il prestigioso riconoscimento ricevuto dall’Accademia dei Lincei, la malattia e “gli ultimi mesi di lavoro febbrile” prima della morte completano la biografia di “un uomo tenace e determinato, uno studioso rigoroso e preparato, un politico lungimirante ed onesto”: una testimonianza e una lezione di vita che fa conoscere bene quel che ha significato e comportato essere antifascisti.
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