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Newsletter n. 13 - 2 aprile 2026
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I riti del Triduo Pasquale
Dopo la serata intensa di venerdì 27 marzo con la Via Crucis cittadina presieduta dal Vescovo Mons. Sanguineti e la celebrazione della Domenica delle Palme in Cattedrale, il cammino liturgico della Diocesi di Pavia verso la Santa Pasqua è proseguito con il Giovedì Santo, 2 aprile: la Cattedrale ha ospitato questa mattina la Messa Crismale, durante la quale sono stati benedetti gli oli santi e i sacerdoti hanno rinnovato le promesse dell’ordinazione; alle 17.00 è in programma la celebrazione della Cena del Signore che farà memoria dell’istituzione dell’Eucaristia, mentre in serata l’adorazione comunitaria prolungherà la meditazione nell’intimità del Cenacolo. Il Venerdì Santo, giorno del silenzio e della contemplazione della croce, si aprirà con l’Ufficio delle letture e le Lodi. Alle 10.15 la Via Crucis in Cattedrale offrirà un ulteriore momento di partecipazione, mentre alle 17 si terrà la solenne celebrazione della Passione del Signore. Il Sabato Santo, sospeso tra dolore e attesa, sarà segnato dalla preghiera del mattino in Duomo, in un clima di raccoglimento che culminerà nella Veglia pasquale delle 21: la “madre di tutte le veglie”, in cui la luce del cero pasquale squarcia il buio e annuncia la Risurrezione. La gioia pasquale (Santa Pasqua) emergerà domenica 5 aprile, con le Messe del mattino e il Pontificale pomeridiano, preceduto dai vespri. Le celebrazioni proseguiranno anche nel Lunedì dell’Angelo, mantenendo il senso di festa e il significato di una speranza che si rinnova.
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L'agenda del Vescovo
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I PRINCIPALI IMPEGNI PUBBLICI DI MONS. SANGUINETI
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Mercoledì 1° aprile Udienze al mattino
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Giovedì 2 aprile Ore 10.00 Santa Messa Crismale in Cattedrale Ore 17.00 Santa Messa in Coena Domini in Cattedrale
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Venerdì 3 aprile Ore 8.00 Ufficio delle Letture e Lodi Mattutine in Cattedrale Ore 17.00 Azione liturgica de passione et morte Domini in Cattedrale
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Sabato 4 aprile Ore 8.00 Ufficio delle Letture e Lodi Mattutine in Cattedrale Ore 21.00 Veglia Pasquale in Cattedrale
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Domenica 5 aprile Ore 9.30 due Sante Messe in carcere Ore 16.30 Vespri capitolari in Cattedrale Ore 17.00 solenne Pontificale di Pasqua in Cattedrale
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La settimana Santa in Carmine a Pavia
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Ecco il programma delle celebrazioni della Settimana Santa in Santa Maria del Carmine a Pavia. Giovedì Santo, 2 aprile: ore 21, Santa Messa in Coena Domini Venerdì Santo, 3 aprile: ore 10.30 e 15, Via Crucis; ore 21, Celebrazione della Passione del Signore (Sabato Santo, 4 aprile: IN CATTEDRALE: ore 8, Ufficio delle Letture e Lodi; ore 21, Veglia Pasquale …
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Il Triduo Pasquale: i riti in Cattedrale segnano il tempo della speranza
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Giovedì Santo, 2 aprile, la Cattedrale ospiterà al mattino alle ore 10 la Messa crismale, durante la quale verranno benedetti gli oli santi e i sacerdoti rinnoveranno le promesse dell’ordinazione. Nel pomeriggio, alle 17, la celebrazione della Cena del Signore farà memoria dell’istituzione dell’Eucaristia, mentre in serata l’adorazione comunitaria prolungherà la meditazione nell’intimità del Cenacolo. https://www.youtube.com/watch?v=dDueLIC3Az4 Il Venerdì Santo, giorno …
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Notificazione Messa Crismale 2026
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Tutti i sacerdoti e i diaconi sono invitati a prendere parte alla concelebrazione di giovedì 2 aprile alle ore 10.00 in Cattedrale a Pavia, in occasione della Messa Crismale. Il Vescovo agostiniano mons. Giovanni Scanavino, recando con sé la mitra ornata, vestirà i paramenti nella Sacrestia Capitolare. Il Capitolo della Cattedrale indosserà il camice, la stola e la casula bianca …
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Sul numero de “il Ticino” nelle parrocchie della Diocesi di Pavia e in edicola da venerdì 3 aprile, in apertura della prima pagina il titolo è “I riti della Santa Pasqua con il Vescovo Corrado. Sabato 4 aprile alle 21 la Veglia nel Duomo di Pavia”. Nelle pagine interne del settimanale diocesano servizi e immagini anche sulla Via Crucis cittadina e la Domenica delle Palme.
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L’editoriale, firmato dal Vescovo Corrado Sanguineti, è titolato “Pasqua 2026: dove sono i segni della risurrezione’”.
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La Chiesa di Pavia apre un conto corrente per sostenere l’organizzazione della visita di Papa Leone XIV.
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Don Gianluigi Corti e Papa Leone XIV a Pavia: “Torna un amico che ama Agostino”.
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Disabilità, confronto in Curia a Pavia: primo passo verso la realizzazione di una rete condivisa.
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“Bella Fra”, sabato 11 aprile la presentazione del Grest oratoriano 2026 della Diocesi di Pavia.
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“Agricoltura da sostenere per il bene di Pavia e provincia”: l’intervento della presidente Marta Sempio nell’assemblea provinciale di Confagricoltura.
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Scuola dell’infanzia e pluralismo: il tema al centro dell’incontro promosso da Fism Pavia.
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Invalidità civile, nuova procedura al via: il supporto di Cisl Pavia/Lodi e Inas per non lasciare soli i cittadini.
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Cultura a Pavia: “Tesori di Orfeo”, dal 15 aprile la rassegna del Conservatorio Vittadini nella chiesa di Canepanova e al Museo Diocesano; sabato 11 aprile parte la seconda edizione del progetto “La forma del ritratto”.
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Alla Biblioteca Braidense di Milano presentato il libro “Alberi”, frutto di un progetto con il Centro “In&Out” della Casa del Giovane di Pavia.
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“Vota il tuo Volontario”, la nuova classifica del concorso de “il Ticino”.
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Completano questo numero de “il Ticino” altre notizie dalle comunità parrocchiali della Diocesi di Pavia, l’attualità e gli appuntamenti, le informazioni dal territorio, le rubriche, lo sport e i servizi utili.
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Buona lettura e gli auguri più affettuosi di buona Pasqua a tutti nostri lettori!
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“La nostra vita di fede, con tutte le sue luci e le sue ombre, può essere approfondita da tanti punti di vista. Assumerla come una grammatica significa pensarla anche come un linguaggio, che ogni tanto merita di essere verificato e approfondito”. Così scrive Roberto Pasolini introducendo il suo nuovo libro «La grammatica della fede» (Edizioni San Paolo, pp. 160, euro 16,00).
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Intrecciando riflessione biblica, esperienza pastorale, intuizioni linguistiche e in una forma diversa rispetto agli scritti precedenti ma con identico stile, il frate minore cappuccino della Provincia di Lombardia passa in rassegna le strutture della lingua e le riformula alla luce della Parola di Dio.
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In questo originale prontuario di grammatica spirituale spiegando di volta in volta l’uso e le regole delle parole, della punteggiatura, dei verbi, dei tempi, dei modi, gli aggetti, gli avverbi, delle preposizioni, delle coniugazioni e così via, il Predicatore della Casa Pontifica offre spunti e stimoli per “entrare con rinnovata consapevolezza in ciò che stiamo vivendo” al fine di “riprendere in mano la nostra fede, come un linguaggio con cui abbiamo già una certa familiarità” e “riscoprire come la vita in Cristo possa diventare una grammatica dello Spirito, capace di orientare e illuminare ogni gesto, ogni scelta, ogni silenzio”.
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Approfondendo ad esempio in ‘Le parole come segni’ l’uso e l’importanza dei lemmi come “strumenti necessari per vivere e nutrire le nostre relazioni umane”, il frate minore cappuccino scrive: “La grammatica ci insegna che le parole si chiamano piene quando fanno riferimento a qualcosa di reale, altrimenti sono dette vuote” sottolineando che “non si tratta di camminare con la Bibbia in mano, sciorinando a destra e a sinistra citazioni dotte e sbrigative circa la verità di Dio, per mostrarci agli altri maturi e spirituali. Significa, invece, imparare da Dio a parlare in modo semplice, accettando di dover e poter dire «sì, sì» quando la realtà è buona e invoca la nostra gratitudine, «no, no» quando invece abbiamo bisogno di chiedere scusa o di rifiutare il fascino del male, come Gesù ha insegnato nel Vangelo (Mt 5,37). Purificare il linguaggio dagli eccessi è l’arte necessaria per ripartire sempre da ciò che siamo noi e da ciò che sono anche gli altri. Nella libertà dei figli di Dio”.
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Sulle coniugazioni padre Pasolini ricorda “che la vita di ogni cristiano si esprime come un verbo che segue con regolarità e qualche eccezione la vita di Cristo”; puntualizza “che conoscere il paradigma, cioè la forma base di un verbo, ci consente di coniugarlo correttamente, di inserirlo nel discorso in modo coerente, di non smarrirci nel flusso del linguaggio”; afferma “che ciò vale anche nella nostra vita, soprattutto quando particolari esigenze e situazioni complesse ci interrogano, provocando la nostra libertà a intraprendere azioni inedite” e che “avere dei paradigmi di riferimento è fondamentale: ci offrono schemi di comprensione, tracciati di senso, coordinate per orientarci nel modo più giusto”.
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Soffermandosi sugli aggettivi qualificativi quale “elemento grammaticale indispensabile per impedire al linguaggio di appiattirsi in una descrizione monotona e incolore”, l’autore rileva che “anche la fede si nutre volentieri di aggettivi, con i quali emergono quelle dimensioni nascoste del nostro vivere in Cristo che altrimenti non potrebbero venire a galla” aggiungendo che “sono necessari per parlare della vita spirituale e delle cose di Dio in un modo adeguato, che non scada in schematismi o facili slogan con cui si dicono e si ripetono frasi potenzialmente adatte a tutti e a ogni circostanza”.
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