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Newsletter n. 3 - 22 gennaio 2026
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“Pietre vive”, lunedì 26 gennaio l’incontro con don Giulio Lunati
Lunedì 26 gennaio, alle 18, alla Fondazione Bianchi, in via Menocchio 43 a Pavia, si terrà il prossimo incontro sul tema “Pietre vive", al centro della lettera pastorale di quest’anno. Il relatore sarà don Giulio Lunati.
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Festa dei Giornalisti 2026: martedì 27 gennaio l’incontro in Curia a Pavia con don Sergio Massironi
Sarà don Sergio Massironi, teologo, docente, esperto di comunicazione, l’ospite della tradizionale Festa dei Giornalisti organizzata dalla Diocesi di Pavia. L’appuntamento è in programma martedì 27 gennaio, alle 10.30, nella Sala Pertusati della Curia, in Piazza Duomo 11 a Pavia. L’evento prenderà spunto dal tema scelto da Papa Leone XIV per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali 2026: “Custodire voci e volti umani”, una riflessione sulla necessità di non essere troppo dipendenti dall’intelligenza artificiale per non indebolire pensiero critico e capacità creative. Dopo l’intervento iniziale del Vescovo Corrado Sanguineti e i saluti delle autorità presenti, seguirà la relazione di don Massironi dal titolo “Le cose nuove: tra ipnosi e consapevolezza”. Al termine verrà assegnato a don Sergio Massironi il “Premio Giornalistico Mons. Carlo Bordoni”, giunto alla 18esima edizione. Nel corso della manifestazione (moderata da Alessandro Repossi, direttore de “il Ticino” e corrispondente da Pavia dell’agenzia Ansa) verrà presentata la quarta edizione del concorso “Mino Milani – Com’è bella l’avventura” organizzato, in collaborazione con “il Ticino”, in ricordo del grande scrittore pavese. Inoltre verrà illustrato il nuovo sito de “il Ticino” (www.ilticino.it), online da alcune settimane.
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La Veglia diocesana per la Vita sabato 31 gennaio a Belgioioso
Si svolgerà a Belgioioso, a iniziare dalle 21 di sabato 31 gennaio alla Casa dell’Accoglienza alla Vita (in via XX Settembre 127), la ormai tradizionale Veglia per la Vita della Diocesi pavese. È la premessa alla 38^ Giornata per la Vita di domenica 1° febbraio, voluta dalla Cei per celebrare questo dono troppo spesso svilito o addirittura sfregiato dalla società contemporanea. Non a caso, nell’inverno demografico che stiamo vivendo, il tema proposto dai Vescovi italiani è quest’anno “Prima i bambini!”: saranno ricordate le tante offese all’infanzia, a partire dall’aborto, che ci chiamano in causa nella difesa delle piccole vittime del nostro mondo. Tutti sono invitati a partecipare!
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I PRINCIPALI IMPEGNI PUBBLICI DI MONS. SANGUINETI
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Venerdì 23 gennaio
Ore 21.00 incontro di preghiera per l’unità dei cristiani presso la chiesa di San Michele arcangelo a Bascapè
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Sabato 24 gennaio
Al mattino, incontro di apertura del corso interdiocesano sugli archivi parrocchiali, a Bergamo, presso la curia vescovile
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Domenica 25 gennaio
Ore 11.00 Santa Messa per la festa della Madonna dei Poveri a Magherno
Ore 15.00 Processione per la festa della Madonna dei Poveri a Magherno
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Martedì 27 gennaio
Ore 10.00 festa dei giornalisti (per il patrono san Francesco di Sales), ospite don Sergio Massironi, presso la curia vescovile
Ore 15.00 Consiglio episcopale
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Mercoledì 28 gennaio
Ore 9.30 Commissione ministeri, presso la curia vescovile
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Giovedì 29 gennaio
Ore 9.45 aggiornamento del clero a Mirabello, relatore don Arturo Cristani
Ore 16.00 Santa Messa presso la RSA “San Genesio” a san Genesio e uniti
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Venerdì 30 gennaio
Udienze al mattino
Ore 18.00 lectio divina per la comunità del seminario, a seguire Santa Messa
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Sabato 31 gennaio
Udienze al mattino
Ore 20.30 fiaccolata e veglia per “Giornata per la vita” a Belgioioso
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Domenica 1° febbraio
Ore 12.00 Santa Messa a San Pietro in Ciel d’Oro per un gruppo di ragazzi della scuola secondaria di primo grado
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Lunedì 2 febbraio
Ore 17.00 Santa Messa in Duomo per la festa della Presentazione al Tempio di Gesù
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Tutela minori e adulti vulnerabili Il vocabolario della prevenzione
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Gaslighting: manipolazione oppressiva Significato L’espressione inglese gaslighting deriva dal film intitolato Gas Light (1944) ispirato all’opera teatrale Angel Street del 1938. La protagonista è vittima di gaslighting da parte del marito, che mira ad impossessarsi dei suoi preziosi gioielli di famiglia. Nel momento in cui la moglie nota il calo di intensità della luce a gas dovuto alle ricerche notturne …
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Domenica della Parola di Dio: al Crocifisso l'intervento di Emanuela Buccioni
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Nella giornata di sabato 17 gennaio alla parrocchia del Santissimo Crocifisso di Pavia si è svolto un incontro con Emanuela Buccioni, in preparazione alla Domenica della Parola di Dio. Emanuela Buccioni è teologa, consacrata nell’Ordo Virginum e membro del Coordinamento Teologhe Italiane, insegna nella scuola secondaria statale. Laureata in Ingegneria dei Materiali, ha poi conseguito la licenza e il dottorato …
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Dieci anni di episcopato: il 24 gennaio 2016 l'arrivo a Pavia. Lo speciale de "il Ticino"
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Dopo le celebrazioni svoltesi sabato 10 gennaio, nella Cattedrale di Pavia, con Mons. Corrado Sanguineti ha presieduto la celebrazione eucaristica per il decimo anniversario della sua ordinazione episcopale (vedi video sotto), la memoria dei fedeli e della Diocesi va in questi giorni a domenica 24 gennaio 2016, il giorno in cui il Vescovo Sanguineti raggiunse Pavia. A fare memoria di …
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Il nuovo numero de “il Ticino”, nelle parrocchie della Diocesi di Pavia e in edicola da venerdì 23 gennaio, ospita un inserto speciale di 4 pagine dedicato ai dieci anni di episcopato a Pavia del Vescovo Corrado Sanguineti. Il titolo in copertina è “Dieci anni con il Vescovo Corrado. ‘Un popolo accanto a una Chiesa sempre più capace di ascolto’ ”. All’interno si possono leggere le interviste di Simona Rapparelli al Vescovo Corrado e a Mons. Daniele Baldi, Vicario generale della Diocesi, un servizio con le immagini sul giorno dell’ingresso solenne di Mons. Sanguineti nella Diocesi di Pavia (domenica 24 gennaio 2016), e l’articolo sui candelieri donati al Vescovo. Al tema è dedicato anche l’editoriale firmato dal direttore Alessandro Repossi, dal titolo “Un cammino da percorrere insieme”.
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Pavia, la festa di San Mauro: i dieci anni del Piccolo Chiostro e una comunità di “pietre vive”.
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Il racconto del Giubileo delle persone detenute alla casa circondariale di Pavia.
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“Che importanza dai a chi aiuta i ragazzi a prepararsi al futuro?”: l’intervista a don Gabriele Maini, che racconta la sua “passione educativa”.
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Un tempo per crescere: i primi appuntamenti 2026 della Pastorale Giovanile diocesana di Pavia.
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“La Parola di Cristo abiti tra voi”: la Chiesa di Pavia si prepara alla “Domenica della Parola di Dio”, in calendario il 25 gennaio.
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Nella chiesa di S.Gervasio e Protasio a Pavia la S.Messa in ricordo del carabiniere Valerio Daprà.
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A Pavia la benedizione degli animali sul sagrato del Carmine.
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La Veglia diocesana per la Vita sabato 31 gennaio a Belgioioso.
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“Ritrovare la vita interiore: Dio, senso ultimo dell’educare”: la riflessione di don Matteo Zambuto sull’omelia del Vescovo Corrado Sanguineti per la festa di San Siro.
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“Adulti in bilico”, quando lo sguardo dei giovani interroga il mondo adulto: domenica 25 gennaio, all’Oratorio San Pietro di Pavia, l’incontro con Paola Bignardi.
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Pavia, il Giorno della Memoria 2026: il calendario degli appuntamenti in programma.
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Intervista all’ex vicesindaco di Pavia, Antonio Bobbio Pallavicini: “Per governare la città serve più competenza”.
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“Concorso Presepi 2025” de “il Ticino”: ecco i vincitori! La premiazione sabato 24 gennaio alle 11 nella Sala Pertusati della Curia di Pavia.
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Completano questo numero de “il Ticino” altre notizie dalle comunità parrocchiali della Diocesi di Pavia, l’attualità e gli appuntamenti, le informazioni dal territorio, le rubriche, lo sport e i servizi utili.
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Martedì 27 gennaio si celebrerà il Giorno della Memoria. Negli interventi preparatori alla giornata 2026 è stato sottolineato che “ricordare Auschwitz significa anche non voltarsi dall’altra parte di fronte a Kiev, a Gaza, o a ogni luogo dove la dignità umana viene calpestata” auspicando che “i fatti del passato intrecciandosi con le guerre del presente” siano “un banco di prova per la coscienza collettiva”. Il richiamo a non dimenticare le guerre in corso è insieme un monito e un’esortazione a “guardare le tragedie di oggi con la stessa lucidità con cui ricordiamo quelle di ieri” perché la ricorrenza non sia solo un rito in cui basta deporre corone o leggere nomi, ma diventi un impegno per “illuminare anche le ombre del nostro tempo” e “una lente critica, da consegnare alle nuove generazioni, con cui guardare il presente”.
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Insieme alle celebrazioni i libri sono delle ottime lenti per vedere e conoscere l’Olocausto e illuminare i suoi orrori. Alla vastissima bibliografia esistente (su tutti ricordo il Diario di Anna Frank e Se questo è un uomo di Primo Levi) si è aggiunto «Salmo 44» di Danilo Kiš (Adelphi, pp. 144, euro, 19,00) tradotto per la prima volta in italiano.
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In questa “sorta di reportage romanzesco sull’universo concentrazionario tedesco”, lo scrittore, nato nella ex Jugoslavia da padre ungherese e madre montenegrina, descrive gli orrori dell’Olocausto attraverso i ricordi di una giovane ebrea di origini polacche. A partire dalle ore spasmodiche che precedono la fuga notturna di Maria dal campo di concentramento, insieme al figlio neonato Jan e alla compagna di prigionia Jeanne, Kiš narra le traversie della donna intrecciandole con le tragiche vicende del popolo ebraico: le leggi razziali, le deportazioni, le camere gas, la liberazione da parte degli Alleati.
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Lascio scoprire al lettore il dispiegarsi degli eventi. Qui riporto alcuni flash a partire dall’esperienza vissuta da Maria durante il tentativo di far sapere a Jakub, il medico incontrato e conosciuto nel lager, che aspetta un figlio da lui: “D’un tratto si ritrovò alla stazione e vide una lunga fila di vagoni piombati dove volti spettrali facevano capolino da piccole finestrelle con le grate e riconobbe quel lamento babelico che aveva sentito anche lei quando era stata trasportata in vagoni simili, quel lamento che si trasforma in un singhiozzo rauco e secco: in tutte le lingue d’Europa la parola acqua viene pronunciata come se incarnasse la vita stessa”. Un altro episodio è quello in cui il padre di Maria le spiega il significato delle leggi razziali: “naturalmente niente è più facile che inventare un motivo di odio e quindi anche una giustificazione per un crimine: basta semplicemente attribuire a un gruppo etnico, religioso o nazionale minoritario, e quindi più debole, uno dei vizi o dei difetti umani più comuni […] così si ottengono le premesse indispensabili per attuare un crimine giustificato a priori”.
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Infine un frammento della considerazione di Maria mentre visita il museo di Auschwitz, sei anni dopo la fine della guerra, assieme al marito e al figlio. Spinta dal desiderio di voler “imprimere sulla fronte di Jan il marchio del martirio e dell’amore, quello che lei e Jakub si erano guadagnati con le loro sofferenze […] era orgogliosa della sua missione: trasmettere a Jan la gioia di coloro che erano riusciti a creare la vita dalla morte e dall’amore. Donargli la gioia amara della sofferenza che lui non aveva provato e non avrebbe provato mai sulla propria pelle, una sofferenza che tuttavia doveva essere presente in lui come un monito, come una gioia; come un obelisco”.
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