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Newsletter n. 23 - 19 giugno 2025
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Corpus Domini a Pavia: appuntamento al Pertusati e processione in Duomo
La celebrazione cittadina del Corpus Domini a Pavia è prevista in calendario per domenica 22 giugno alle ore 16 presso l’RSA Francesco Pertusati di Pavia, in viale Matteotti, 61. Il Vescovo di Pavia, Mons. Corrado Sanguineti, presiederà la Santa Messa presso la nota struttura di accoglienza e cura di anziani e fragili. Al termine della celebrazione, è prevista la processione verso la Cattedrale, Chiesa Giubilare cittadina: il percorso dei fedeli che vi prenderanno parte attraverserà viale Matteotti, piazza Petrarca, via XX Settembre, Corso Cavour, via Parodi, via Menocchio, piazza Duomo e arrivo in Cattedrale.
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I sessant’anni di sacerdozio di don Claudio Chiolini
Domenica 29 giugno, alle ore 10.30 presso la Basilica di San Michele Maggiore a Pavia, don Claudio Chiolini celebrerà la Santa Messa solenne in occasione del suo sessantesimo anniversario di ordinazione sacerdotale. Nell’occasione e con la grata vicinanza di tutti i parrocchiani e i fedeli della comunità di San Michele Maggiore, don Chiolini festeggerà anche i trent’anni di permanenza in parrocchia e di condivisione di attività e celebrazioni. Tanti cari auguri a don Claudio anche dalla famiglia de “il Ticino”.
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L'agenda del Vescovo
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I PRINCIPALI IMPEGNI PUBBLICI DI MONS. SANGUINETI
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Sabato 21 giugno
Al mattino udienze
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Domenica 22 giugno
Ore 11.00 Santa Messa a Vidigulfo per l’OlimpiaGrest
Ore 16.00 Santa Messa alla casa di riposo Pertusati e processione del Corpus Domini fino alla Cattedrale
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Lunedì 23 giugno
Al mattino udienze
Durante la giornata partecipa ai Grest di Landriano, San Genesio, Mirabello e Ss. Crocifisso
Ore 21.00 incontro con i sacerdoti del vicariato IV
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Martedì 24 giugno
Al mattino presiede la Consulta regionale dei beni ecclesiastici a Caravaggio
Ore 18.00 Santa Messa per l’Ordine di san Giovanni di Gerusalemme, a Milano
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Mercoledì 25 – Venerdì 27 giugno
Partecipa al Giubileo dei vescovi, sacerdoti e seminaristi a Roma
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"Quale umanesimo per il XXI secolo?", l'intervento del Vescovo Corrado
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Nella serata dello scorso martedì 10 giugno si è svolta la tavola rotonda dal tema "Quale umanesimo per il XXI secolo?"; il confronto si è tenuto al Collegio Ghislieri, organizzato e guidato dal prof. Marco Manzoni. Riportiamo sotto il testo integrale dell'intervento del Vescovo, Mons. Corrado Sanguineti: rispetto al "parlato", lo scritto è di poco più ampio, nell'esposizione orale, infatti, …
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Sante Spine: "Sono il simbolo della bellezza della nostra fede"
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Una Cattedrale gremita, la processione per le vie del centro storico di Pavia, i temi affrontati nelle parole della riflessione del Vescovo Mons. Sanguineti (l'emergenza casa, la città della cura e dei medici e degli operatori sanitari che si spendono in prima persona, l'esperienza della Visita Pastorale e l'invocata collaborazione tra le parrocchie, l'impegno del mondo della scuola e dell'Università, …
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Sul numero de “il Ticino” nelle parrocchie della Diocesi di Pavia e in edicola da venerdì 20 giugno, il titolo di apertura è “Pavia, nuove regole per la musica all’esterno dei locali. L’assessore Rodolfo Faldini: ‘termine alle 22 per la musica ad alto volume’ “
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L’editoriale, firmato dal direttore Alessandro Repossi, è titolato “La gioia del Grest, un diritto per ogni bambino”. Su questo numero pubblichiamo anche i primi servizi sui Grest, con immagini e racconti dagli Oratori del Centro Città di Pavia, San Mauro, Ss. Crocifisso, Magherno e Marzano.
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8xMille, la trasparenza e la comunicazione della Diocesi di Pavia: intervista a don Gabriele Romanoni, economo diocesano.
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Vescovi toscani rientrati dalla Terra Santa, “un’esperienza spirituale intensa e drammatica”: la testimonianza di Mons. Andrea Migliavacca, Vescovo pavese che guida la Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro.
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Pavia, il campanile del Duomo torna a splendere: ora l’appello per far nuovamente suonare le campane.
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“Povero di tutto ma non povero d’amore”: don Bruno Malcovati ricordato dalla comunità di San Teodoro a Pavia.
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San Michele, la festa e le preghiere per i 35 anni di sacerdozio di don Stefano Penna.
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San Michele rinasce in 3D: Pavia riscopre la sua basilica, capolavoro dell’arte romanica.
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“Missione pulizia”: i giovani di Young Caritas Pavia in azione per l’ambiente.
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Floribert Bwana Chui, martire dell’onestà, è Beato: all’evento a Roma anche la Comunità di Sant’Egidio di Pavia.
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Festival del Carmine 2025 a Pavia: si parte giovedì 26 giugno con la “Cena fra le Stelle”.
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“Prevenire, curare, accompagnare”: l’impegno quotidiano della LILT di Pavia contro i tumori.
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“Le cure palliative domiciliari”: la realtà della Fondazione Lino Sartori di Pavia.
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Nuove rettore dell’Università di Pavia, il nome uscirà dal ballottaggio del 24 giugno.
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La chiesetta del Ponte Coperto di Pavia rivive tra memoria e cura: un libro, scritto da Pier Vittorio Chierico, racconta la sua storia.
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Completano questo numero de “il Ticino” altre notizie dalle comunità parrocchiali della Diocesi di Pavia, l’attualità e gli appuntamenti, le informazioni dal territorio, le rubriche, lo sport e i servizi utili.
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“C’è stato un momento in cui ognuno di noi ha capito che con i cambiamenti climatici non si scherza e che il pianeta non se la passa bene. E a quel punto ci siamo ripromessi di mangiare meno carne, ci siamo impegnati a usare meno plastica e a sprecare meno cibo […] Eppure qualcosa non ha funzionato perché, nel frattempo, la produzione di carne è aumentata, la plastica pure, mentre i record sullo spreco alimentare aumentano di anno in anno. Com’è possibile che la sportina di stoffa, la dieta a base vegetale o la borraccia con cui abbiamo sostituito la bottiglia di plastica non stiano sortendo i risultati sperati?”.
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È la domanda di fondo alla quale cerca di rispondere Fabio Ciconte ne «Il cibo è politica» (Einaudi, pp. 144, euro 13,00), saggio nel quale affronta questioni sociali, economiche e ambientali legate al cibo, facendo chiarezza sul ruolo dei consumatori, quello della grande distribuzione organizzata e della politica. Convinto assertore che “la soluzione per affrontare la crisi ecologica, sociale e climatica è l'azione collettiva”, l’esperto di filiere alimentari invita a “smettere di definirci consumatori” ma “cittadine e cittadini, persone che fanno parte di una comunità” perché “solo allora il nostro atto di consumo ritornerà ad avere un peso, a influenzare le politiche e i mercati”.
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Non è possibile entrare nel merito di tutti gli argomenti affrontati in questo accorato appello “a quella miriade di persone che hanno a cuore il destino del pianeta e che hanno compreso la portata storica e l’urgenza di trasformare i sistemi alimentari” al fine di restituire “un ruolo politico al cibo”; mi limito a riportarne alcuni.
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Ad esempio spiegando le “esternalità negative”, vale a dire “una serie di costi che non viene contabilizzata nel nostro carrello della spesa e, quindi, ricade sulla collettività e sui sistemi naturali, sotto forma di costi sociali e ambientali”, Fabio Ciconte fa una considerazione sulla quale è bene riflettere: “il cibo costa troppo e, allo stesso tempo, troppo poco. Costa troppo per milioni di persone che fanno fatica a far quadrare i conti, che non arrivano a fine mese […] Allo stesso tempo, ha un prezzo troppo basso per remunerare adeguatamente chi il cibo lo produce e per fare in modo di non scaricare tutti i costi sull’ambiente”.
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Soffermandosi su “Cosa posso fare come consumatore?”, l’autore precisa che è una domanda sbagliata perché “concentrarsi sul mangiare meno carne, sprecare meno cibo, comprare prodotti locali e di stagione […] ci ha fatto dimenticare le vere responsabilità della politica e dei mercati”; al riguardo mette in guardia dai modi suadenti della comunicazione sociale, “dominato da una certa narrazione che influenza per interesse di parte questo atteggiamento e dall’ecologismo di facciata”, come le campagne pubblicitarie fatte ad hoc da marchi come Nike e McDonald’s al fine di “fare sentire le aziende vicine ai nostri desideri, al nostro fianco nella sfida per salvare il pianeta, a prescindere dal fatto che lo siano davvero”.
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Emblematico è il racconto con il quale l’autore denuncia in che modo le potenti lobby agroalimentari hanno agito, a livello europeo, per non attuare la transazione ecologica. Scrive Ciconte: “Con l’avvento della guerra tra Russia e Ucraina è subentrata la paura della fame che è stato l’ingrediente perfetto per mettere in discussione ogni ipotesi di transazione […] Da quel momento ha preso corpo un’idea molto chiara: screditare le misure ecologiche in agricoltura, attribuire alla sostenibilità tutte le responsabilità dei costi del cibo, così da creare le condizioni e il consenso per fermare le istanze green”.
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