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 Ramo ONLUS » L'impegno di tutti per sostenere il Duomo 

"L'impegno di tutti per sostenere il Duomo"   versione testuale

La corresponsabilizzazione dei fedeli per la gestione ordinaria della Cattedrale. Il 5 per mille e le offerte liberali per garantire gli interventi straordinari


"La Cattedrale riaperta ha recuperato la sua centralità liturgica, per la città e per la Diocesi. In Duomo abbiamo vissuto il Natale e la Settimana Santa con le cerimonie pasquali. E' un risultato importante, a quasi sei mesi dalla riapertura. Ho notato in questo periodo una notevolissima frequentazione di turisti anche stranieri, soprattutto in occasione delle festività: persone che arrivano anche per vedere la terza cupola d’Italia. Ma il primo bilancio evidenzia anche come sia onerosa la gestione del nostro Duomo. Per queste ragioni è fondamentale la corresponsabilizzazione dei fedeli nella gestione ordinaria, ed il contributo del 5 per mille e delle offerte liberali al ramo onlus della Diocesi per la gestione straordinaria".
E' la sintesi del pensiero espresso da don Ernesto Maggi, parroco della Cattedrale di Pavia ed economo della Diocesi, in questa intervista a "il Ticino".
"Grazie al cielo il vescovo ha voluto riaprire la Cattedrale, nonostante i lavori non fossero del tutto finiti - sottolinea don Ernesto -. Questo ha comportato prima di tutto la ripresa della vita liturgica quotidiana e domenicale: c'è stato il ritorno ad una certa frequentazione delle messe, soprattutto per quelle prefestive e festive. Si è riusciti a riportare l'attenzione della gente sul Duomo non solo per le feste più importanti, come la Pasqua, il Natale o San Siro, ma anche alla domenica e per l'ordinaria amministrazione dei sacramenti. In Cattedrale ogni giorno, oltre alle messe, sono recitati i rosari e sono sempre presenti sacerdoti che confessano: questa è una grazia del Signore.
In questo modo il Duomo ha riacquistato la sua centralità liturgica: tanta gente viene a seguire le celebrazioni, arrivando anche dalle periferie della città e dai paesi.
In Duomo sono già stati celebrati battesimi e matrimoni ed è stata amministrata l'unzione degli infermi in occasione della Giornata del Malato".
"Sotto il profilo funzionale - continua don Ernesto -, il Duomo svela grandi qualità.
La Cattedrale può accogliere assemblee molto vaste: ricordiamo, ad esempio, gli oltre 1.200 tra bambini e ragazzi delle scuole cattoliche cittadine che prima di Pasqua hanno seguito la messa celebrata dal vescovo; ma anche i circa 1.500 studenti delle medie superiori che hanno partecipato alla celebrazione svoltasi all'inizio dell'attuale anno scolastico. In queste occasioni notiamo come le persone partecipino volentieri, perchè avvertono la dignità dell'ambiente e la serietà della proposta liturgica. In Duomo il vescovo e il Capitolo della Cattedrale hanno ritrovato il loro ambito naturale".
Don Ernesto si sofferma poi sulle questioni economiche: "In Duomo si è avviata anche l'amministrazione ordinaria del monumento: mi riferisco all'illuminazione, al riscaldamento, alla gestione delle porte, alle pulizie, al lavoro svolto quotidianamente dai sacrestani. Quali sono i problemi emersi? Prima di tutto il fatto che la Cattedrale resta incompiuta per il completo svolgimento delle sue funzioni. L'illuminazione, ad esempio, è pienamente efficiente solo sull'altare maggiore: di conseguenza, dovremo completare l'impianto elettrico anche nel resto della chiesa per garantire una gestione più oculata che ci consenta di risparmiare.
Parlando poi del riscaldamento, che viene diffuso dal pavimento con tecnologie moderne, abbiamo riscontrato che i costi sono molto elevati: la bolletta del gas nel solo mese di gennaio è costata 14mila euro, quindi la spesa complessiva annua per questa voce supererà i 30-35mila euro. Per l'illuminazione in dicembre abbiamo speso 1.200 euro. A tutto questo vanno aggiunti anche gli stipendi dei sacrestani e le spese fisse: di conseguenza la gestione complessiva della Cattedrale diventa onerosa". Le offerte dei fedeli riescono a coprire queste spese? "Oggi ormai possiamo parlare di un "andamento normale" delle offerte – risponde don Ernesto -. Nelle settimane senza festività straordinarie, il "taschetto" delle ventidue messe feriali è di circa 250 euro, con una media di 6-7 euro a messa, ai quali vanno aggiunti altri 250 euro raccolti tra le due messe prefestive del sabato pomeriggio e le quattro della domenica. Complessivamente, quindi, l'offerta non supera i 500 euro settimanali. Qualcosa arriva anche dalle "bussole" collocate in Duomo, ma la raccolta complessiva non ci consente mai di superare i 3mila euro mensili. In occasione della “Giornata della carità”, tenutasi domenica 17 marzo, abbiamo raccolto 1.340 euro ed un'unica busta di generi alimentari. Per il futuro andrà operato un distinguo tra la gestione ordinaria, che dovrà comportare una maggior corresponsabilizzazione dei fedeli, e quella straordinaria che prevede tra l'altro il completamento degli impianti, come quello elettrico, la sistemazione degli altari laterali e dello studio del parroco, il recupero delle cripte. Teniamo conto che potrebbe essere di notevole aiuto una gestione appropriata, e supportata da mezzi visivi e tecnologici, delle visite turistiche. Oggi non esistono risorse disponibili per le spese straordinarie, in quanto dobbiamo rifondere il debito di oltre 3 milioni contratto per l'apertura del Duomo: va ricordato che solo per la sistemazione dell'altare maggiore sono stati spesi circa un milione e 400mila euro, che si aggiungono agli impegni finanziari precedenti. La Diocesi si è esposta complessivamente per quasi 4 milioni e mezzo di euro: qualche rata è già stata restituita alle banche, ma l'impegno dovrà essere garantito ancora per diversi anni".
Che cosa chiede il parroco del Duomo? "Prima di tutto di avere una comunità ecclesiale viva, presente e operante per la liturgia e per la carità. Poi una maggior corresponsabilizzazione per la gestione ordinaria - sottolinea don Ernesto -. Dovremo pensare, ad esempio, ad una "Giornata mensile" di sostegno alla parrocchia per il riscaldamento, il pagamento delle bollette elettriche e degli stipendi dei sacrestani, la gestione liturgica dell'immobile".
E cosa chiede, invece, l'economo della Diocesi? "Il contributo, che mi auguro possa essere fondamentale, del 5 per mille e le offerte liberali da devolvere al ramo onlus della Diocesi. Grazie a queste risorse – conclude don Ernesto - potremo completare, ad esempio, la sistemazione dell'altare del Suffragio e, via via, il recupero degli altri altari della Cattedrale".
Alessandro Repossi
(twitter @alerepossi) 

 
IL SOSTEGNO ALLA CHIESA CATTOLICA E ALLA CATTEDRALE DI PAVIA
- Per l’8 x 1000 a favore della Chiesa cattolica basta firmare nel riquadro “Chiesa cattolica” della dichiarazione dei redditi o della scheda allegata al CUD.
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- Per chi vuole sostenere i lavori in Duomo è possibile effettuare un bonifico sul conto corrente con le coordinate:
IBAN IT37N0504811302000000048000; il conto è intestato a “Diocesi di Pavia - Ramo ONLUS” (l'indicazione specifica per il bonifico è: “erogazione liberale lavori ristrutturazione Duomo”). Questa offerta offre il vantaggio della deduzione dal reddito o della detrazione fiscale.
- Per chi vuole sostenere le spese per la gestione del Duomo è possibile effettuare un bonifico sul conto corrente con le coordinate: IBAN: IT42Y0569611300000002285X85: il conto è intestato a “Parrocchia S. Maria Assunta e S. Stefano Protomartire”. Questa offerta non è deducibile dal reddito e non è detraibile fiscalmente.

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