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L'omelia del Vescovo Corrado per il pontificale di Ognissanti

Mons. Sanguineti ha presieduto la solenne celebrazione giovedì 1 novembre nel Duomo di Pavia


Carissimi fratelli e sorelle,

 

Il vangelo delle beatitudini, che ogni anno ascoltiamo in questa festa di Tutti i Santi, è attraversato da un annuncio di letizia, con la ripetizione della parola “beati”, e si conclude con un invito, rivolto ai discepoli di Gesù, a una gioia allo stesso tempo interiore ed esteriore: «Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli» (Mt 5,12). I discepoli che conosceranno insulti e persecuzione, per la loro fede, sono invitati a rallegrarsi, a gustare una profonda letizia interiore e a esultare, manifestando con il volto e con il corpo la gioia che li abita, perché seguendo Cristo sulla via della croce, saranno partecipi di una grande ricompensa nei cieli, nella vita eterna oltre la morte. Ascoltando queste parole, pensiamo in questo momento alla schiera immensa dei martiri di ogni tempo, ai nostri fratelli nella fede che oggi, in tanti paesi del mondo, soffrono e rischiano la vita a causa di Cristo: voglio solo ricordare la mamma cristiana del Pakistan, Asia Bibi, che ieri, finalmente è stata assolta dalla folle accusa di blasfemia, dopo 3421 giorni di carcere, in attesa del giudizio, in condizioni dure, separata dal marito e dalle figlie. Solo perché nove anni fa, si rifiutò di abiurare la sua fede, in una discussione con alcune donne musulmane del suo villaggio. Ora finalmente Asia è libera, anche se trasferita di nascosto in un posto segreto, per difenderla dalle minacce di morte dei gruppi islamici fondamentalisti, e con la sua famiglia dovrà lasciare il Pakistan perché è per loro impossibile vivere lì, esposti al pericolo di subire una morte violenta. Ecco la gioia che Gesù promette ai suoi discepoli, inizia già a fiorire nel presente, perché essi sanno che Dio è dalla loro parte, perché sperimentano la comunione di vita con il loro Signore, e tuttavia avrà la sua pienezza solo nel Regno futuro. Così le beatitudini proclamano una felicità che prende forma già ora, e nello stesso tempo si compie nell’azione futura e potente di Dio, a favore dei poveri di spirito, di quelli che sono nel pianto per il peccato e le ingiustizie, dei miti, degli affamati e assetati di giustizia, dei misericordiosi, dei puri di cuore, degli operatori di pace, dei perseguitati per la giustizia, dei credenti in Cristo che soffriranno per la loro fedeltà al Vangelo. Ora, i santi di ogni tempo, noti e ignoti, che noi oggi veneriamo, sono gli uomini e le donne delle beatitudini, testimoni di una gioia che sa assumere e attraversare anche la sofferenza, e la loro capacità di destare stupore e attrattiva nel cuore dei semplici, nasce proprio dal fatto che, in modi molteplici, noi possiamo vedere e toccare in loro la santità come pienezza di vita umana. Non a caso, Papa Francesco inizia la sua esortazione apostolica sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo, con le parole finali del vangelo di oggi: «“Rallegratevi ed esultate” (Mt 5,12), dice Gesù a coloro che sono perseguitati o umiliati per causa sua. Il Signore chiede tutto, e quello che offre è la vera vita, la felicità per la quale siamo stati creati. Egli ci vuole santi e non si aspetta che ci accontentiamo di un’esistenza mediocre, annacquata, inconsistente» (Gaudete et exultate, 1). Carissimi, noi viviamo sostenuti e accompagnati da questa moltitudine, contemplata dal veggente dell’Apocalisse, dei beati che ora sono nella gloria, rivestiti della veste bianca, lavati dal sangue di Cristo, agnello puro e innocente. Vi sono poi i santi che camminano tra noi, nelle nostre comunità, spesso senza farsi notare: fratelli e sorelle che per la semplicità e l’intensità della loro fede e del loro amore a Gesù, realizzano, per grazia, un’umanità bella, lieta, pura, pur in mezzo a difetti e imperfezioni. Sono quelli che Francesco ama chiamare «i santi della porta accanto» e tutti noi, se abbiamo occhi aperti, abbiamo incrociato presenze così, e abbiamo tratto conforto e luce dal dono di questi testimoni e amici di Dio. Ecco, in questo tempo, siamo tentati di guardare soprattutto gli scandali e le contro-testimonianze che, purtroppo, feriscono il corpo vivo della Chiesa, sposa di Cristo, ma non dovremmo mai dimenticare che la Chiesa resta una Chiesa santa, perché abitata dallo Spirito Santo, perché continua a essere madre di santi, di ogni condizione ed età: In un certo senso, i santi sono il segno e la prova della verità del Vangelo, sono la vera “apologia” del cristianesimo come avvenimento di vita nuova. Perché se è vero che vi sono figli della Chiesa, talvolta con responsabilità di guida, che tradiscono il Vangelo e deturpano il volto bello della loro madre, è altrettanto vero che non mancano mai i santi, luci accese nel buio della notte: persone reali, come noi, che hanno seguito il Signore, divenendo testimoni di un’esistenza trasfigurata dalla fede in Cristo.Si è appena concluso il Sinodo dei vescovi sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”: può essere una provocazione feconda, per noi, per i giovani che incontriamo e che accompagniamo, scoprire il volto giovane della santità. Sì, fratelli e sorelle, la santità è un’avventura grande e possibile a tutti, anche ai giovani: anzi questa è la chiamata che Dio rivolge a ciascuno di loro, come a ciascuno di noi. La chiamata alla pienezza della vita e dell’amore – un cuore giovane dovrebbe vibrare di questa sete di vita e di amore! – acquista volto e concretezza nell’incontro con Cristo, e diventa chiamata alla santità, a essere di Cristo e a testimoniare la novità e la bellezza del Vangelo nelle circostanze ordinarie della vita, nei vari ambienti che caratterizzano la vita di un giovane (scuola, università, lavoro, famiglia, amici, sport, divertimento). Ed è impressionante constatare quanti testimoni di santità giovani nei nostri tempi, dal secolo scorso fino ai nostri giorni, di ogni età, con percorsi differenti, eppure tutti maturati nell’appartenenza alla Chiesa, a una comunità cristiana ben identificabile. Solo alcuni nomi limitandoci all’Italia: Piergiorgio Frassati, Riccardo Pampuri, Chiara Luce Badano, Chiara Corbella, Carlo Acutis, e poi altri meno noti, che hanno lasciato una traccia viva di sé in chi li ha incontrati e conosciuti.Cambiano i tempi, mutano le circostanze e le modalità di vita, anche sul piano sociale e culturale, e tuttavia, guardando al cammino di questi giovani amici di Cristo, ci si accorge che il cuore della santità è l’amore appassionato per Cristo, vivo e presente nella sua Chiesa. Così possiamo riconoscere le coordinate essenziali e irrinunciabili in ogni autentica esperienza di maturità di santità: un rapporto di viva affezione a Gesù, soprattutto nell’Eucaristia e nell’ascolto della sua parola, una vita nutrita di preghiera, il senso di una fiducia filiale nel Padre che sostiene e accompagna nelle prove e nella sofferenza, il sentirsi parte viva della Chiesa, la carità come condivisione della vita e come servizio ai poveri, il desiderio di testimoniare la fede, con la disponibilità a essere talvolta incompresi o osteggiati. In fondo, sono i tratti che ci consegnano le letture di oggi: nell’Apocalisse, i santi sono coloro che hanno vissuto la comunione con Gesù crocifisso, affrontando la grande tribolazione, per la testimonianza della fede, seguono l’Agnello amato, dovunque vada; nella prima lettera di Giovanni, i santi sono coloro che vivono la gioia e il dono di essere figli di Dio, e si purificano per la speranza che ripongono in Cristo; nel vangelo, i santi sono coloro che vivendo le beatitudini, si fanno sempre più simili a Gesù e ne rivivono il mistero di morte e risurrezione. Carissimi amici, anche oggi la santità è un’avventura possibile e normalmente il cuore di un giovane è mosso e toccato dall’incontro con chi testimonia “un di più”, una radicale differenza rispetto alla mentalità mondana: non è accomodando il cristianesimo ai gusti e alle tendenze del momento che noi potremo destare un interesse nel cuore dei giovani, non è riducendo la fede a qualcosa di generico e di “politicamente corretto” che saremo testimoni di una proposta limpida e affascinante, che sappia sfidare la libertà e il cuore dei giovani che incontriamo! Non ci spaventino i numeri e le statistiche, perché nella storia della Chiesa, la vera novità è sempre venuta da persone, all’inizio in piccole comunità, spesso giovani, che hanno rischiato tutto su Cristo e sul suo Vangelo, colpiti dall’incontro con maestri e testimoni, carichi di una proposta di vita veramente anticonformista rispetto alla mentalità dominante. Invocando l’intercessione di Maria e di tutti i beati del cielo, chiediamo al Signore di suscitare presenze autentiche in mezzo ai giovani del nostro tempo e di donarci nuovi santi tra le giovani generazioni come segno di speranza per tutti. Amen!

+ Mons. Corrado Sanguineti (Vescovo di Pavia)


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