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La Sacra Scrittura di domenica 15 aprile

Il commento di don Michele Mosa: "Ma Dio ha compiuto ciò che aveva preannunciato per bocca di tutti i profeti"


Mi ha sempre impressionato la frequenza con cui nei racconti pasquali ricorre il verbo “vedere”: Giovanni “vide” e credette, Maria di Magdala vide la pietra spostata, due angeli e infine il Signore, Tommaso “vuole vedere£ i segni della crocifissione… Per credere però non basta vedere – non dimentichiamolo, non diciamo mai: se avessi visto, se potessi vedere! –, bisogna imparare ad ascoltare: lo aveva ricordato Abramo al ricco Epulone, lo aveva spiegato Gesù ai due discepoli di Emmaus: senza un vero ascolto delle Scritture, nemmeno il fatto della Risurrezione, testimoniata dagli apostoli, potrà essere sufficiente. E lo dice anche Pietro alla folla, accorsa alla guarigione dello storpio: «Dio ha così compiuto ciò che aveva preannunciato per bocca di tutti i profeti». Abbiamo veramente un grande bisogno di nutrirci con la parola della Sacra Scrittura, ne va della nostra fede e della nostra salvezza. Per questo occorre valorizzare di più la prima parte della Messa: la liturgia della Parola. (Troppi arrivano in ritardo, si distraggono, chiacchierano, usano il telefonino… E poi i foglietti: un vero disastro: impigriscono il celebrante che ripete tutto quello che c’è scritto e non aiutano i fedeli a concentrarsi sulla Parola letta). Un cenno alla necessità delle Scritture viene, in qualche modo, affermato anche nel Credo quando professiamo: “il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture”. Per incontrare Cristo risorto e ricevere da Lui la vita nuova, nello Spirito, occorre passare attraverso la Sacra Scrittura letta, interpretata, vissuta e testimoniata nella Chiesa.

 

 

Don Michele Mosa


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