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Il card. Parolin: "Il nostro è un Dio dagli spazi aperti, non dai recinti chiusi"

Il Segretario di Stato del Vaticano ha presieduto a Pavia, nella basilica di S. Pietro in Ciel d'Oro, la celebrazione per la Solennità di S. Agostino


"Il nostro è un Dio dagli spazi aperti, non dai recinti chiusi. Il nostro Signore non è un pastore che ci guarda le spalle, ma ci apre la porta". Lo ha sottolineato oggi pomeriggio, lunedì 28 agosto, il card. Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, presiedendo nella chiesa di S. Pietro in Ciel d'Oro a Pavia la celebrazione eucaristica in occasione della Solennità di S. Agostino.  "Dio - ha aggiunto il card. Parolin - non ci vuole in riposo, ma sempre in cammino. E proprio da S. Agostino dobbiamo cogliere l'esempio per seguire Cristo: e per farlo è necessario avere un rapporto sobrio con la società consumistica che ci circonda, per imparare ad aiutare chi veramente ha bisogno". Il card. Parolin ha invitato a seguire un altro insegnamento di Agostino: "l'umiltà, che ci fa superare ogni sete di potere e ci fa aiutare gli altri. Siamo chiamati a stringerci al Signore, per essere più sereni nella nostra vita: è una testimonianza che dobbiamo portare in ogni luogo che frequentiamo, in famiglia, sul lavoro, a scuola, nella società". Il card. Parolin ha ricordato la storica visita a Pavia, dieci anni fa, di Papa Benedetto XVII, che fu incentrata soprattutto sul pensiero di Agostino, un Santo al quale il Papa Emerito è sempre stato molto devoto. In apertura della S. Messa, il vescovo Corrado Sanguineti ha ringraziato il card. Parolin per la sua presenza. Il Segretario di Stato ha auspicato, a conclusione della sua omelia, che la comunità della Diocesi di Pavia possa sempre procedere unita e fedele, sotto lo sguardo di Maria Vergine e del primo vescovo e patrono San Siro, oltre che del copatrono S. Agostino.

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