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V tappa   versione testuale

22 marzo 2009

Siamo ormai giunti al giro di boa del nostro bellissimo viaggio e tutto mi pare così diverso da quel mattino del 18 Gennaio freddo, buio e per me pieno di ansie e paure.
Ora anche il mio "clima" emotivo sta cambiando di pari passo con la bella stagione; si sta aprendo in me una primavera che porta più luce e serenità nel mio cuore. Ormai abbiamo ben appreso la scansione del metodo di lettura della Parola Divina e ci sentiamo sempre più soddisfatti e appagati da questo nostro percorso formativo, ma (chissà perché c'è sempre un"ma"), riusciremo in modo molto semplice e familiare, a comunicare il nostro incommensurabile arricchimento interiore ai futuri animatori dei prossimi Gruppi di Ascolto?

Questo è il mio grande e ultimo dubbio.

Saprò io con umiltà mettere a servizio degli altri quello che ho ricevuto e che vorrei donare? In parte ha risposto alle mille domande che mi affollano la mente la Dott.sa Elisabetta Orioli con la sua lezione di dinamica della comunicazione di domenica scorsa che, per me, ha rappresentato il cuore dell' intera giornata .
Già osservando attentamente la dottoressa, si può ben capire quanto è importante e stimolante per chi incontriamo come noi ci poniamo col nostro interlocutore.
Non conta solo quello che noi vogliamo dire, ma soprattutto il modo in cui vogliamo comunicarlo. Il dialogo, le parole possono essere espressi in modo più efficace da gesti, sguardi, sorrisi e, a volte, anche dallo stesso nostro modo di vestirci.
Sono state due ore di vera "full immersion" nell'universo sconosciuto e infinito del nostro io.
Credo che ciascuno di noi sia stato trasportato dalle parole e dagli esempi della dottoressa in una dimensione strettamente personale e intima e che si sia sentito chiamare in causa più volte da numerosi dei suoi insegnamenti pratici .

Quanto è difficile comunicare!!!

Non me ne ero mai resa conto ma, man mano la signora parlava, più capivo e mi spaventavo di quanto poco conosca me stessa e di quanto dovrò sempre correggermi e soffermarmi a valutare bene una situazione prima di dare giudizi affrettati e fuori luogo.
Ancora una volta, in questo clima sereno, che ci pone capaci di ascolto e di flessibilità, ho trovato un ulteriore tassello di me stessa, del senso di me stessa. Si comunica sempre, siamo sempre immersi in un'attività di comunicazione, forse anche quando dormiamo... !
Comunichiamo con gli occhi, con i gesti, anche con la nostra assenza;é quindi un'attività molto complessa che prevede un enorme numero di variabili. Fondamentale però e riassuntivo di tutti i punti precedenti è una maggiore consapevolezza di noi per potere sempre migliorarci.
Conoscersi più a fondo, ci permette di capire meglio la nostra capacità di comunicare con un'altra persona.

Il ruolo che viene richiesto all'animatore è quindi facile e complesso allo stesso tempo ed è strettamente collegato alla conoscenza di se stessi e delle persone che ci stanno di fronte, con cui devo collaborare per la buona riuscita dell'ascolto della Parola. Fondamentale sarà quindi riuscire a trasmettere sicurezza e disponibilità, accoglienza e un vero clima di familiarità.
L'animatore sarà un po'un acrobata, un giocoliere; deve essere il tessitore prudente di relazioni tra i partecipanti. Soprattutto essere spontanei, veri, autentici. Alla fine è un po' come essere genitori: i nostri stati d'animo, la nostra esperienza personale vengono fuori e le comunichiamo comunque.

Ricordiamoci sempre e, sia per noi di stimolo e di riflessione, che tutto quello che facciamo, con impegno e grande umiltà, è un servizio al Signore e alla Chiesa. Questo ci aiuta ad andare avanti lavorando nella fiducia in se stessi e con l'aiuto di Dio.
Sono certa, saremo tutti ottimi animatori, forse non perfetti nell'esposizione, forse alcune volte ci troveremo in difficoltà, ci mancherà l'espressione appropriata all'argomento trattato, ma io non ho dubbi che se il nostro cuore è pronto ad accogliere la Parola, non potrà Iddio non colmare la nostra sete e ciascuno di noi troverà nel Gruppo di Ascolto il suo "Pozzo" dove il Signore da sempre paziente ci attende e nel suo amore ci vuole incontrare.

Pinuccia Foglia

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