• diminuisci dimensione carattere
  • diminuisci dimensione carattere
  • aumenta dimensione carattere
  • dimensione carattere
 In evidenza » Oggi devo fermarmi a casa tua » Diario di viaggio » III tappa 

III tappa   versione testuale

22 febbraio 2009

La Missione Popolare Diocesana sotto lo sguardo di MARIA

Siamo giunti alla terza tappa del nostro viaggio: Domenica 22 Febbraio 2009

Il percorso è ancora lungo, forse un po' faticoso ma noi siamo ben saldi nei nostri intenti e fiduciosi di raggiungere sereni la nostra meta.
La partenza è sempre molto presto ma la mattinata già rischiara. Si percepisce che qualcosa sta cambiando, che la stagione nuova cerca di aprirsi a fatica un piccolo varco nell'aria pungente e ostile di questo lungo inverno che pare proprio non ci voglia lasciare. Arriviamo puntuali al santuario che già da lontano ci indica la strada con la sua imponente cupola.

Oggi desidero proprio fare un breve cenno storico sul Santuario della Madonna delle Lacrime accanto al quale sorge lo splendido collegio dei Padri Oblati di Rho. E' il secondo santuario mariano per grandezza della diocesi di Milano preceduto solo dal Duomo di Milano (anch'esso santuario mariano). Voglio tratteggiare brevemente la nascita di questo luogo privilegiato ove tutte le Domeniche del nostro "viaggio" partecipiamo alla S. Messa presieduta dal nostro immancabile "capitano" e ormai amico, Padre Mario Chiodi.
Con lui a mezzogiorno ci raccogliamo in preghiera per ringraziare Gesù di essere sempre al nostro fianco attraverso la celebrazione Eucaristica, espressione solenne dell'unità di tutta la nostra fede.

Fin da ragazzina sono sempre stata molto devota a Maria Santissima e in ogni momento gioioso o tormentato della mia esistenza ho sempre avvertito la necessità di rivolgermi alla mia "Mamma del Cielo" per fare giungere la mia supplica o il mio grazie al suo Figlio.
Sempre e ovunque i Santuari Mariani furono o vollero essere segni di Dio, del suo irrompere nella storia umana. Ognuno di essi è un memoriale del mistero dell'incarnazione e dedicati a Maria perché quell'umile Vergine di Nazareth, che ha generato il Figlio di Dio, mostri sempre, alle generazioni che si succedono, il Cristo ricco di misericordia.
Maria che, essendo madre di Gesù è madre di tutti noi, illumina e rischiara il nostro cammino.

A Rho sul luogo ove si trova il Santuario ora, nel 1522 venne eretta una piccola cappella dedicata alla Madonna della Neve in segno di ringraziamento per una grazia ricevuta da un aristocratico dell'epoca, un tal Croce scampato ai briganti.
Sul piccolo altare venne posto un affresco il 24 Aprile del 1583 raffigurante una Pietà (di autore sconosciuto) che fu protagonista di un evento prodigioso: pianse lacrime di sangue. Un tale Girolamo de Ferri,durante un'adorazione eucaristica osservò che il volto dell' immagine sacra era molto pallido ma non ci diede troppo peso e se ne andò a casa. Sulla via del ritorno incontrò un amico che gli domandò di accompagnarlo ancora all'Oratorio della Madonna. Mentre i due amici erano inginocchiati a pregare, entrambi videro che spuntavano dall'occhio sinistro dell'Immagine due lacrime di sangue che scesero fino al mento. Saliti sull' altare, toccando col dito si bagnarono di sangue.

L'arcivescovo Carlo Borromeo (futuro S. Carlo) fece svolgere indagini e si raccolsero testimonianze sulle grazie straordinarie che anche in passato la Madonna aveva elargito. Durante una visita a Rho (raggiunta a cavalcioni di una mula bianca) Carlo Borromeo concluse che: una mamma piange solo se i suoifigli stanno male o se peccano e ritenendo che la popolazione fosse in buona salute lesse in questo evento miracoloso il dolore di Maria per i suoi figli peccatori. Così decise che il futuro santuario si sarebbe dovuto costruire in segno di penitenza della comunità rhodense. Il 4 giugno 1583 l'arcivescovo, su pressante richiesta della popolazione,ordina all'architetto Pellegrino Tebaldi la progettazione di un santuario e la prima pietra fu posta un anno dopo, il 6 marzo del 1584.
Così il luogo di culto nuovo avvolge la piccola cappella originaria.

La costruzione della basilica fu terminata dopo varie vicissitudini nel 1888 mentre nel 1876 venne avviata la realizzazione del sobrio ed elegante Collegio dove noi tutti "uomini e donne di buona volontà", immersi nelle sue nobili e antiche sale, seguiamo attenti lo svolgimento delle varie lezioni proposte dai Padri oblati.

Non sembra di essere qui per un corso di formazione visto il contesto così magico, accogliente e familiare ma vi posso assicurare che alla fine delle lezioni alle ore 17.30 suona pure la campanella, proprio come a scuola!

Il nostro Vescovo Monsignor Giudici, ha dato inizio all'anno pastorale il 19 Settembre scorso con una processione cittadina che sfociava proprio in un nostro bellissimo santuario mariano: Santa Maria delle Grazie detta anche Santa Teresa, richiamo dell'amore salvifico di Dio. Anche qui secondo la tradizione, pochi anni dopo rispetto a Rho, si compì una prodigiosa guarigione, un'altro segno tangibile dell'amore infinito di Maria verso tutti i suoi figli.

In questo modo il nostro Vescovo ci ha invitati a entrare nel tragitto impegnativo ma entusiasmante della Missione popolare, mettendoci in cammino come pellegrini verso Santa Maria delle Grazie. Si tratta di un gesto esplicito per segnalare l'inizio di un periodo di tre anni nel quale vivremo le nostre attività pastorali come un lungo pellegrinaggio che ci porterà verso la riapertura della nostra Cattedrale e il concretizzarsi della Missione Diocesana Popolare.

Sotto la protezione di Maria è iniziato l'annuncio della Missione Diocesana e ora, sempre sotto la guida vigile e silenziosa di Maria, prosegue il nostro cammino, pellegrini in questo splendido Santuario di Rho,

A te Maria che, madre della Chiesa, hai accolto con disponibilità la chiamata di Dio fa che anche noi semplici e piccoli uomini sappiamo percepire ancora oggi la voce del tuo Figlio: "Seguimi!" Accompagnaci in questo nostro viaggio, rendi il nostro percorso ancora più ricco di amore. Fa che il nostro sorriso possa esprimere la tua più pura bontà e rendere i nostri contatti col prossimo più cordiali e più caldi di fraternità.
Diffondi in ciascuno di noi sempre più viva la luce di quella fede che farà splendere la nostra missione in tutta la sua bellezza e pienezza .

Pinuccia Foglia

stampa pagina segnala pagina condividi Facebook  Twitter  Technorati  Delicious  Yahoo Bookmark  Google Bookmark  Microsoft Live  Ok Notizie