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II tappa   versione testuale

1 febbraio 2009

Il nostro "viaggio" è giunto alla seconda tappa.
Siamo tutti più rilassati e sempre più uniti. Cominciamo a conoscerci meglio: ci scambiamo le prime telefonate, arrivano le prime email .
Le amicizie crescono, si consolidano. Oramai conosciamo bene tutti i nomi dei partecipanti e abbiamo ben definiti i volti dei componenti del nostro gruppo. Insomma si sta formando una vera grande famiglia. E' bellissimo!
E' proprio vero che il Signore opera meraviglie tra di noi.
Di volta in volta prendiamo sempre più confidenza con la Sacra Bibbia, la conosciamo meglio e così impariamo a confrontare la nostra vita con la Parola di Dio.
Viene in noi trasformata lentamente la mentalità legata a volte ad un cristianesimo individualista e spiritualista e di conseguenza matura in noi l'idea di una Chiesa che non si identifica con "il tempio", ma che è fatta di persone e si sperimenta là dove si vive.
Quindi l'obbiettivo del nostro corso è anche quello di far crescere i credenti nella fede e imparare ad interloquire con i nostri fratelli.

Ma veniamo al nostro "diario di bordo" e anche oggi raccontiamo quali sono stati i momenti salienti della giornata.
Oggi abbiamo preso in considerazione due delle 12 schede proposte dai Padri Oblati di Rho come esempio di Lectio divina: il Prologo di san Giovanni e le nozze di Cana.
Già la volta scorsa Padre Gianfranco Barbieri ci aveva introdotto al vangelo secondo Giovanni, l'apostolo amato da Gesù, il vangelo del discepolo maturo.
Molto probabilmente Giovanni, anche se vissuto a lungo, non ha scritto tutto il vangelo, ma aveva a sua volta dei discepoli che terminarono la sua opera. Egli è certamente l'autore, ma non totalmente lo scrittore.
Quando Giovanni scrive intorno all'anno 100 d.C. molte cose erano già state vissute e conosciute, ma se ne era perso il valore profondo.
I discorsi di Giovanni sembrano lunghe catechesi, articolate per dare un significato più profondo, più netto, preciso, più stabile per il credente.
Egli scrive per approfondire, per spiegare, per avvalorare la Verità.
E' un vangelo sicuramente diverso dagli altri tre sinottici; ci sono meno "segni", non vi è accenno all'Eucaristia, al Padre nostro, alle beatitudini mentre sono aggiunti altri miracoli come quello delle nozze di Cana e la risurrezione di Lazzaro.
Quindi pochi episodi, ma molto ben sviluppati, il suo stile è maturo, ponderato.
Tutto il vangelo di Giovanni è orientato a testimoniare: il discepolo vede, crede, testimonia, annuncia la fede che apre alla vita; il vangelo quindi non è solo qualcosa da leggere, gustare, imparare a memoria, sarebbe troppo poco. Deve portare alla nuova vita, alla comunione con Dio.
Nel vangelo di Giovanni viene dato grande risalto al mistero fondamentale , è messo in risalto il volto di Dio , la sua amicizia , l'abbraccio con Dio, tutta la Sua gloria.
Se non si giunge a questo il Vangelo è un bel libro e nulla di più!
La finalità di Giovanni è dunque quella di approfondire, ci vuole donare un testo che è riassuntivo, semplificativo, contemplativo, adatto a coloro che hanno già percorso i gradi precedenti dell'esperienza cristiana (conversione, inserimento nella comunità e predicazione) con un linguaggio tecnico molto scarno, ma particolarmente attento ai vocaboli usati in modo preciso e appropriato.
Giovanni non parla di vizi, né di virtù, di impegni di giustizia o di perdono, molto importanti ma che riguardano le prime tappe del cammino cristiano; Giovanni va al cuore, al centro, all'essenza di tutto cioè fede e carità. "Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio".
La prima parte della nostra giornata, il mattino, dove la nostra attenzione è più viva e frizzante, è stata dedicata alle schede appena indicate.
In queste due letture Padre Chiodi, nostro "capitano di viaggio", ci ha con naturalezza e semplicità mostrato e insegnato i quattro passaggi fondamentali della LECTIO DIVINA:
1) Osservare
2) Interpretare
3) Applicare
4) Lodare


Nella Lectio cerchiamo di capire il brano nel suo contesto originale; cerchiamo di avvicinarci il più possibile ad esso dal punto di vista storico, geografico, culturale. Qual era lo scopo religioso che il suo autore aveva in mente? Quando scrisse? Dove? In quali circostanze? Come è stato ricevuto questo messaggio dai destinatari originari?
Ogni brano del vangelo va quindi, dopo un breve momento di preghiera, osservato oltre che letto. Per prima cosa è importante domandarsi chi e che cosa sono i personaggi principali. (MOMENTO DELL'OSSERVARE).

Si passa quindi al secondo passaggio cioè INTERPRETARE.
Bisogna capire quello che vuole insegnarci il brano, si devono cercare le "parole- chiave" che riassumono in maniera emblematica tutto l' episodio.
Questo aspetto consiste in una riflessione sullo scopo ultimo del testo - l'elemento religioso originario dell'autore umano e divino - che trascende le limitazioni temporali e spaziali della situazione originale del testo.

Si arriva così al terzo momento, quello dell'APPLICAZIONE cioè capire quello che questa Parola dice a me. Ciascuno cerca di far risuonare dentro di sé la parola e domandarsi perché è importante per se stesso, quale è il vissuto che incontriamo, che valore ha nella nostra vita. Questo nostro modo di sentire lo condividiamo con gli altri in modo semplice, confidente.

Dio ha parlato per noi, noi lo abbiamo ascoltato attenti, ora dobbiamo rispondere a Lui con la nostra sentita preghiera di Ringraziamento, noi siamo come un'arpa, le corde del nostro cuore sono percosse dalle dita (Parola di Dio) e le nostre corde suonano (ringraziano con la preghiera). E' un momento di reverente silenzio, di grazie a Dio (LODARE).

Nel pomeriggio abbiamo affrontato il ruolo e la funzione dell'animatore nei G.d.A.
E' il momento dell'abbiocco pomeridiano e solo la simpatia e l'entusiasmo di padre Barbieri riescono a risvegliare tutta la nostra attenzione.

Che ruolo ha l'animatore nei GdA?

L'animatore dirige, anima il gruppo non come un catechista cioè come uno che ha il compito di insegnare, di spiegare, ma deve stimolare ciascuno per procedere nella lettura della Parola di Dio. L'animatore interroga i presenti per far saltare fuori i veri significati, la giusta interpretazione, per sviscerare il brano. Deve sapersi decentrare, il centro è la Parola di Dio. Con brio e scioltezza deve far uscire tutto il senso ultimo, concreto del testo. Deve far sentire il gruppo come una famiglia allargata anche se consapevole del suo ruolo di supervisore, deve istillare sicurezza nei partecipanti. Non deve mai far pesare troppo la propria opinione, accoglie tutti gli interventi bilanciandoli tra di loro e dando a tutti la possibilità di esprimere la loro opinione riservando un tempo limitato e breve a ciascuno per consentire a tutti di partecipare. E' un compito semplice e complesso allo stesso tempo. Non basta dire cose evangeliche, ma si deve anche parlare in modo evangelico cioè con semplicità, umiltà e dando prova di essere comprensivo. Padre Bersani ci ha fatto un esempio molto illuminante: "Se una persona ha sete attinge dalla sorgente quello che gli necessita . Non necessita prosciugare la sorgente, può bastare anche un solo sorso d'acqua... C 'è chi avrà bisogno di molta acqua e chi di unpiccolo sorsoper dissetarsi".

Terminato questo spazio dedicato all'introduzione al ruolo dell'animatore ci siamo immersi nel momento più interessante, più vivo della giornata. Siamo stati tutti divisi in 4 gruppi (CANA, BETANIA, GERUSALEMME, e NAZARETH ) e guidati da un animatore oramai "collaudato" abbiamo svolto la prima prova pratica dei GdA. Che emozione!!
Siamo diventati protagonisti dell'atteso e forse un po' temuto momento.
A me personalmente frullava nella testa: "Cosa mi verrà richiesto? Sarò all'altezza? Dirò delle stupidaggini?". Beh, devo dire che mi sono limitata molto ad ascoltare, ma ho cominciato ad avere un senso forte di appartenenza e di vicinanza ai mie amici, alle realtà di ognuno, ci siamo davvero trasformati in una bella famiglia allargata. Si impara a conoscere le nostre debolezze e fragilità, ma anche il nostro entusiasmo e la forza di comunicare la luce che abbiamo dentro e che ci viene da Dio.

Un grazie particolare e sentito alla Sig. Luigia, animatrice del nostro gruppo "Nazareth" che con estrema dolcezza e cordialità ha saputo fin da subito entrare nei nostri cuori. Proprio questo oggi ho imparato che è tutta una questione di cuore, di assoluta disponibilità e accoglienza! Tutto parte dal nostro cuore e arriva a lui.

Queste alcune delle emozioni che ci hanno accompagnati oggi.

Il piccolo seme dentro di noi sta attecchendo, ha radici piccole piccole ma molto profonde, cresce e sono certa che se sapremo prestargli tutte le nostre cure e attenzioni, tutto il nostro affetto, ci regalerà presto i primi germogli di frutti molto preziosi.

Luigia e Pinuccia

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