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I tappa   versione testuale

18 gennaio 2009

Sono una partecipante al corso tenuto dai Padri Oblati di Rho per i futuri “formatori” dei Gruppi d'Ascolto (G.d.A.) che si concretizzeranno prossimamente nella nostra Diocesi.
Desidero raccontarvi alcune emozioni e sensazioni che hanno abitato il mio cuore in questi giorni.
Sul nostro “Il Ticino” in queste ultime settimane sono stati pubblicati alcuni articoli sotto il titolo : “Qui Missione”. Così è da tempo che vado domandandomi : “Che cosa è una Missione? A cosa serve? ”.
Subito al primo incontro con i miei futuri compagni di viaggio ho compreso la vera essenza di questa parola, così impegnativa, in questo specifico contesto.
Guardando i volti che mi circondavano e sentendo le parole di affetto e incoraggiamento del nostro Vescovo Mons. Giovanni Giudici , ho cominciato a capire.
Siamo uomini e donne che stanno bene insieme, che vogliono crescere e condividere questa esperienza con entusiasmo e gioia e lo facciamo perché “vogliamo bene alla gente.”
Sentiamo forte e viva la fiducia e la responsabilità affidateci e tuttavia siamo sereni e certi che, con umiltà, semplicità e amicizia, riusciremo ciascuno, in base alle proprie capacità, a portare a buon fine il nostro impegno.
Sarà, ci auguriamo, di aiuto per i prossimi animatori dei G.d.A. e certamente sarà fonte di prezioso arricchimento culturale e spirituale per ognuno di noi.
Subito al primo incontro di Domenica 18 gennaio, i Padri missionari di Rho ci hanno introdotti al vero significato della “Missione popolare”.
Con estrema chiarezza hanno spiegato che la Missione popolare è un annuncio straordinario della parola di Dio. Straordinario in contrapposizione e in completamento con l’ annuncio ordinario che abbiamo sempre nelle nostre parrocchie durante le S. Messe o negli incontri di catechesi.
E’ un dono speciale che ogni tanto la Chiesa offre a tutti noi fedeli, cioè ci dà il nutrimento della Parola di Dio. E ci fa questo prezioso dono per raggiungere finalità precise e cioè:
1) per la conversione del cuore e della nostra vita
2) per permetterci di raggiungere una certa autonomia spirituale crescendo nella fede
3) Per far sì che nasca in noi una coscienza missionaria e cioè diventare anche noi testimoni della Parola di Dio. Ci viene richiesto non solo di raccogliere ma anche di seminare.
La Comunità si dispone così ad accogliere la proclamazione del Vangelo cioè il buon annuncio, la buona notizia, per poi, a sua volta comunicarla.
Credo questo sia importantissimo in una società come la nostra dove molto alto è il rischio di perdersi nelle cose secondarie e dimenticare così l’essenziale cioè la proclamazione che Dio salva l’uomo e lo salva senza chiedere nulla in cambio se non la totale fiducia, l’abbandonarsi a lui.
Vorrei riuscire a comunicarvi tutto il mio stupore di fronte alla forte, direi quasi contagiosa vocazione di questi religiosi. In ogni loro gesto e parola sgorga spontaneo il dono che hanno fatto della loro vita a Dio e che per loro non vi è gioia più grande del parlare di Dio e della sua misericordia.
Hanno esperienze delle varie realtà umane e sono disponibili sempre al dialogo, all’incontro, alla confidenza con grande umiltà .Sicuramente non possiedono la soluzione di ogni problema, ma portano a noi Gesù Cristo, che è il vero medico e la vera medicina di ogni cuore umano.
La figura del Padre Oblato non è quella di un vecchio rigido insegnante che si cura solo di procedere alla corretta catechesi, ma si dimostra fin da subito un fratello che cammina insieme a noi per aiutarci alla comprensione della Parola di Dio e ad accogliere quanto lo Spirito dice a ciascuno di noi.
In questa prima giornata abbiamo affrontato anche altri temi interessantissimi come la Lectio Divina Popolare e l’introduzione al Vangelo secondo Giovanni di cui vi parleremo presto.
Siamo solo alla fine della nostra prima tappa, la giornata è volata via veloce e torniamo a casa portando già dentro di noi un piccolo seme dell’insegnamento oggi appreso che testimonieremo con semplicità nelle nostre famiglie. E’ un incontro speciale quello che oggi Gesù ha voluto regalarci!
Sono certa che i giorni del corso saranno tempi di Grazia: il Signore si serve di ogni occasione , anche la più piccola , come questo semplice ritrovo di amici, per illuminare, correggere, scuotere, cambiare il cuore e la vita degli uomini.
Il mio augurio, che faccio con tutto il mio cuore ai miei stupendi compagni di viaggio e a me stessa, è, per questa Missione, di incontrare Gesù, di scoprirlo ancora oggi nel volto di ciascuno di noi e di seguirlo e accoglierlo per diventare come Lui.
Dio si è fatto uomo in Gesù Cristo perché anche noi possiamo diventare come Dio. Oggi , ancora a distanza di 2000 anni, risuona la domanda che Egli pose ai suoi discepoli in Galilea e che è ancora rivolta a noi oggi: “E voi chi dite che io sia?”

Pinuccia Foglia
 
 
 

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