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Un "Tu" che ci sostiene   versione testuale

Eccoci di nuovo qui! Ore 7,30 di domenica 1 febbraio. L'esile barchetta si appresta a compiere la seconda tappa del viaggio. Ci accompagna un freddo pungente e minuscoli fiocchi di neve. Durante il tragitto mi viene spontaneo ringraziare il Signore per il grande dono che ci fa, ovvero, quello di camminare con questi splendidi compagni.
Nel frattempo raggiungiamo Rho, Padre Mario Chiodi ci attende! Ed eccolo sorridente alle porte della bellissima sala congressi dove ci fa cenno di entrare. Subito ci sentiamo avvolti dal caldo tepore di questo luogo, accuratamente predisposto per far nascere negli ospiti la sensazione di una pregevole accoglienza. Naturalmente non siamo soli, con noi altri gruppi si apprestano a seguire la lezione che il sacerdote con sapiente maestria si appresta a trasmettere. Tutto inizia con le preghiere mattutine e poi segue il primo incontro della giornata. I brani oggetto di studio sono il prologo del vangelo di Giovanni e la pericope delle nozze di Cana.
Dopo la Scrittura ci mettiamo in ascolto della voce della Chiesa esaminando brani tratti dal catechismo della Chiesa Cattolica.
La fede è trovare un "tu" che mi sostiene e, nonostante l'imperfezione e l'intrinseca incompiutezza di ogni incontro umano, mi accorda la promessa di un indistruttibile amore. La proposta cristiana attinge la sua linfa vitale dal fatto che non solo esiste obiettivamente un senso della realtà, ma che è impersonato da Uno che mi conosce e mi ama...
In Cristo la religione non è più un "cercare Dio a tentoni" (cfr. At 17,27), ma risposta di fede a Dio come Creatore e Padre.
Al termine delle lezioni il salmo 145 ci aiuta a volgere in lode e in riconoscenza alcuni spunti raccolti. Anzitutto il dono di Dio. Nell'episodio delle nozze di Cana è espresso con la realtà del "vino nuovo" dato da Gesù. Si tratta della salvezza donata agli uomini, quella che viene dal Signore e dà sapore nuovo e vero alle cose della vita. Anche l'amore umano è salvato. I credenti sono invitati a benedire il Signore e a "dire la gloria del suo regno".

Francesca Zetti

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