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Un lavoro di squadra   versione testuale

L'incontro delle parrocchie del Vicariato l zona est
La notizia della missione popolare diocesana sta arrivando a tutte le parrocchie e si sente il desiderio di saperne di più. Anche le comunità parrocchiali della zona est del Vicariato di città hanno fatto il primo passo, incontrandosi lunedì 9 febbraio presso la parrocchia di Santa Maria delle Grazie, luogo particolarmente significativo, visto che proprio in questo santuario mariano la comunità diocesana pavese ha iniziato ufficialmente l'anno pastorale in corso.
Il momento formativo è stato guidato da don Carlo Marin, vicario cittadino, che ci ha proposto un brano tratto dalla Prima Lettera di Pietro, una bellissima esortazione a tutti noi, popolo di Dio, "perché proclamiamo le opere meravigliose di Lui che ci ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce".
Commentando alcuni passi dei documenti conciliari ("Lumen Gentium" e "Apostolicam Actuositatem"), don Carlo ci ha aiutato a scoprire e fare nostra la chiamata a "partecipare alla missione salvifica della Chiesa", perché l'annuncio della salvezza raggiunga tutti gli uomini. Una chiamata radicata nel Battesimo, in forza del quale siamo stati uniti a Gesù e per questo resi partecipi dell'ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo. Una chiamata che ci sprona a lavorare con generosità per il Regno di Dio.
La dimensione comunitaria, ecclesiale, del Battesimo trova la sua espressione in momenti come questi, in cui ci si ritrova insieme come Chiesa, per realizzare un progetto comune. Siamo chiamati a sentire "nostra" la missione diocesana: nostra in quanto battezzati, nostra in quanto appartenenti ad una precisa realtà ecclesiale - la parrocchia -, nostra in quanto uniti alle parrocchie vicine, nostra perché la diocesi è fatta da tutti noi.
Insomma, un vero e proprio lavoro di squadra.
In una squadra ognuno ha il suo compito, ma è bene che ciascuno sia a conoscenza anche delle mansioni degli altri. E così Don Gian Pietro Maggi, che coordina i lavori in preparazione alla missione, ci ha presentato in modo chiaro e coinvolgente il cammino fin qui fatto e il cammino ancora da percorrere. Un cammino sicuramente impegnativo, ma che prosegue con costanza e trova disponibilità e generosità nella gente. Don Gian Pietro ha sottolineato in proposito la disponibilità di una ventina di laici della diocesi a frequentare il corso di formazione presso i Padri Oblati di Rho e la loro gioia nel vivere questa esperienza.
Le domande dei presenti si sono concentrate sugli aspetti organizzativi: quando e come dare la disponibilità per ospitare i centri di ascolto, qual è il compito dell'animatore, che tipo di preparazione è richiesta. Don Carlo ha portato la testimonianza della parrocchia di San Luigi Orione - che da un anno sta facendo l'esperienza delle piccole comunità - dove parecchie famiglie hanno subito dato la disponibilità ad accogliere nella propria casa i gruppi che si incontrano attorno alla Parola di Dio.
A conclusione dell'incontro due belle proposte di preghiera: la "peregrinatio Mariae" nelle parrocchie e l'adesione di gruppi di fedeli all'iniziativa "Pavia, città per la preghiera".
Ringraziamo il Signore per questo primo passo fatto dalle nostre parrocchie e ci auguriamo di continuare a preparare insieme questo evento straordinario che è la missione diocesana. Che le nostre parrocchie diventino davvero il luogo in cui consolidare la fede, testimoniare la speranza, vivere la carità, luoghi in cui tutti noi possiamo attingere la forza, il coraggio e la perseveranza per portare la Buona Notizia negli ambienti di lavoro, di studio, di svago, cioè là dove viviamo, operiamo, soffriamo, gioiamo. Perché, come ci ricorda il Concilio "il luogo proprio dell'azione del laico è - e deve rimanere - il mondo, ovvero quelle realtà del vivere quotidiano che formano la vita delle persone e fanno da ambienti della vita di ciascuno".

Lucia Michelini

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