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Le ragioni di una scelta   versione testuale

Ho aderito volentieri alla proposta di formazione prevista dal progetto della missione popolare diocesana per tante valide ragioni. Ad esempio ho fiducia in questa forma di annuncio della Parola di Dio, che incontra la gente nei luoghi familiari, dove è più facile e immediata la comunicazione e lo scambio di esperienze; mi sembra inoltre che il nostro presente, apparentemente segnato dall'indifferenza per le pratiche religiose, sia anche vissuto dalla maggior parte delle persone come un tempo foriero di minacce diffuse , fonte di angoscia per tanti e che dunque sia quanto mai vivo il bisogno di ritrovare una bussola per orientarsi e una solida compagnia spirituale per uscire dall'isolamento.
"Rendere conto della speranza che è in noi" è un bel compito da svolgere con entusiasmo, soprattutto se lo si fa insieme e concordemente... Tuttavia devo dire che, per quanto mi riguarda, la motivazione più profonda e decisiva è stata una ragione del cuore che affonda nella mia storia personale: forse una piccola astuzia della Provvidenza messa in atto in una fase troppo affollata e affannata della mia vita, quando era davvero fondamentale per me trovare un luogo in cui far pausa per rigenerare lo spirito, sempre troppo sotto-pressione. Proprio partecipando a un gruppo di ascolto della Parola di Dio, nel clima cordiale e accogliente di una casa parrocchiale - e incontrando persone come me in cerca dell'occasione propizia per sostare e ascoltare- ho imparato a ritagliare, dal tempo contratto delle urgenze e degli impegni quotidiani, un tempo più disteso, "dedicato", dal quale ho attinto progressivamente energie nuove e motivazioni impensate. Ecco la ragione principale che alimenta il mio attuale desiderio di far passare il testimone.
Volendo poi entrare nel vivo della nostra esperienza di Rho, come gli altri amici non posso che apprezzare il percorso di insegnamento variamente articolato proposto dai Padri Oblati. Mi pare di trarre profitto dalla lettura meditata del Vangelo di Giovanni, un testo straordinario che, ripercorso puntualmente versetto per versetto, rivela sfaccettature e suggestioni sempre nuove. Domenica, in particolare, abbiamo accostato una pagina che amo molto anche per il suo rilievo "plastico": la scena vi è rappresentata con una luce così nitida da parere un quadro metafisico...Si tratta dell'incontro di Gesù con la Samaritana. Soffermandoci a lungo sui dettagli di questo brano evangelico, ho potuto liberare l'immaginazione e il cuore. Ci è stato ricordato che l'evangelista Giovanni, seguendo la propria strategia narrativa, si sofferma su alcune storie che lo interessano particolarmente e sono tutte storie di liberazione da viversi "al presente", perché la lettura del Vangelo possa essere a sua volta pratica liberante nel vissuto attuale di ognuno, cioè realtà e speranza per ogni uomo che ora, come sempre, incontrando Gesù Risorto risorge con Lui, si emancipa da tutti i legami inopportuni e si appresta ad adorare Dio "in spirito e verità". Così nella mia memoria si è incisa la scena di quella donna che alla presenza di Gesù, quasi inavvertitamente, scioglie il suo riserbo e finalmente ritrova il desiderio di conoscere la verità profonda su di sé e sul suo singolarissimo interlocutore.Non solo, dopo aver udito, abbandona la sua preziosissima brocca e va dritta in città, ad annunciare con schiettezza e delicatezza la meraviglia di quell'incontro.
A lettura ultimata mi pareva riecheggiassero a lungo, come note sospese, le parole accorate e poetiche del Salmo 63:
"0 Dio, tu sei il mio Dio, all'aurora ti cerco,/ di te ha sete l'anima mia,/ a te anela la mia carne,/ come terra deserta,/ arida, senz'acqua".

Daniela Messina

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