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Attenzione! Non solo le parole trasmettono messaggi...   versione testuale

È davvero una formazione "a tutto campo" quella che stiamo seguendo a Rho, in vista della preparazione della Missione cittadina. Se qualcuno di noi pensava unicamente ad una immersione totale nella Parola, dopo i primi cinque incontri ha avuto modo di ricredersi. L'intera mattinata di Domenica 22 marzo, ad esempio, è stata dedicata alla comunicazione ed è stata davvero una sessione interessante. Protagonista dell'incontro è stata la dott. Elisabetta Orioli, che già con il suo modo di presentarsi, con il suo modo di essere ha esemplificato ciò che intendeva dirci: il tono, l'entusiasmo, gli aneddoti, il sorriso, lo sguardo, le pause* tutti elementi che un buon comunicatore deve saper usare (e soprattutto possedere) per poter trasmettere con efficacia ciò che intende "far passare".
Per chi di noi è sposato e ha figli, la prima parte della lezione è stato un ripercorrere alcune tappe fondamentali della nostra vita, tra successi ed insuccessi, certezze e delusioni, in cui la comunicazione ha spesso rivestito un ruolo essenziale, ruolo a cui forse non sempre abbiamo dato la giusta importanza. Particolarmente interessante è stata la riflessione sulla comunicazione non verbale: è fondamentale, in ogni processo comunicativo, tenere presente non solo ciò che si dice, ma anche il modo in cui lo si dice, perché davvero un tono di voce, uno sguardo, un gesto possono a volte trasmettere a chi ascolta un significato diverso rispetto a ciò che si aveva intenzione di dire.
A questo punto risulta chiaro come questa dinamica (certo davvero basilare in qualsiasi rapporto interpersonale) sia da tenere ben presente da parte di chi sarà coinvolto in prima persona nella Missione cittadina. La seconda parte della mattinata ha avuto appunto come scopo quello di puntualizzare come il compito dell'animatore sia essenzialmente quello di facilitare la comunicazione all'interno del gruppo d'ascolto, riuscendo a creare un clima di accettazione, stimolando gli interventi, coinvolgendo con cordialità ma anche con fermezza tutti i partecipanti.
Facile? Certo no, ma varrà la pena impegnarsi. Magari il risultato non sarà quello di diventare animatori perfetti, ma almeno riusciremo magari ad essere annunciatori più credibili della Parola, proprio anche attraverso i nostri sguardi attenti, i nostri sorrisi sinceri, il nostro tono di voce convinto.  

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