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 In evidenza » Benedetto XVI a Pavia 

Benedetto XVI a Pavia   versione testuale

21-22 aprile 2007


 
GRAZIE. RIPRENDIAMO IL CAMMINO
 
La Messa è in pieno svolgimento dinanzi alla grande folla; il rito procede lineare, il canto è corale e composto, la prospettiva scenica e l’addobbo sono semplici, armoniosi e attraenti. Dal mio punto di osservazione privilegiato, a fianco del celebrante, vedo la folla variopinta, osservo il suo muoversi quieto e noto l’alacre attività del servizio d’ordine.
I preti con le pissidi, contemporaneamente ai settanta ministri straordinari, si muovono per distribuire la comunione. L’animo si scioglie in un sentimento di gratitudine e di fiducia: ecco, è Gesù che di nuovo è tra noi e sazia la folla che lo ha cercato, atteso, seguito. Ora ciascuno Lo incontra personalmente.
Questi sentimenti ho avvertito domenica 22, giorno di grazia in cui Benedetto XVI ha celebrato con noi l’Eucaristia. Ora desidero condividere con tutti voi quello stesso spirito di serena gioia e insieme ringraziare tutti coloro che hanno preparato, realizzato, seguito l’evento. Vorrei poi raccogliere da subito qualche indicazione che possa indirizzare le scelte del nostro futuro di comunità diocesana.
Già ho scritto, anche a nome vostro, al Santo Padre, per manifestargli quanto gli siamo grati e quanto siamo commossi perché per un giorno ha camminato tra noi e con noi. Ciò che ha detto agli ammalati, il sostegno espresso agli studiosi, docenti e studenti, l’onore manifestato a sant’Agostino, l’incoraggiamento ai reclusi ci è stato di insegnamento, mostrando come la fede sostiene e rende piena la vita quotidiana del cristiano che è al servizio dell’uomo.
Desidero poi sottolineare la positiva esperienza fatta nella preparazione di questa visita pastorale di Benedetto XVI alla nostra diocesi. Le diverse istituzioni hanno lavorato bene insieme; così si è riusciti ad accogliere le folle attese, a predisporre la città in modo che fosse ospitale. Ringrazio dunque per questo tutte le autorità, le istituzioni, i singoli addetti ai servizi cittadini che hanno reso possibile la buona riuscita della giornata.
A tutti i cristiani della nostra diocesi desidero dire la mia gioia e la mia gratitudine perché la loro presenza ha reso questo evento una forte e coinvolgente esperienza di vita cristiana. Ricordo i ministranti e i seminaristi, gli addetti alla celebrazione, i più di mille cantori venuti da tutte le nostre novantanove parrocchie; faccio memoria dei professionisti del canto e della musica che hanno accompagnato il coro. La bellezza e la meraviglia della liturgia di domenica scorsa è frutto di coordinamento, di generosità, di umiltà, di partecipazione comunitaria.
Non posso dimenticare tutti coloro che hanno contribuito, con le loro offerte, a donare al Papa un aiuto per la sua carità e a sostenere la Diocesi nella gestione di tutte le iniziative necessarie. Vi sono coloro che gratuitamente hanno contribuito alla realizzazione delle strutture, all’accoglienza dei fedeli alla Messa, all’ospitalità per rendere gradevole il soggiorno del Papa e dei molti ospiti tra noi. Ricordo la riuscita e ammirata comunicazione con i giornalisti e con il pubblico. Una menzione speciale, in questo ambito, merita l’emittente TelePace, che ha seguito in diretta tutta la visita del Papa, facendo capire a chi era lontano quanto accadeva e aiutando ciascuno a partecipare pregando.
A riguardo delle responsabilità che questo giorno memorabile ci consegna, vorrei dire poche parole; avremo tempo e modo di riflettere e di comprendere assieme che cosa questa visita può significare per la nostra Chiesa.
Due impegni, tuttavia, mi sembra appaiano da subito evidenti. Il primo riguarda la scelta di dare continuità al lavoro comune perché la nostra città sia accogliente, perché si sviluppi una collaborazione negli ambiti della produzione di beni e di servizi che tutti si attendono, soprattutto i giovani.
Il secondo è quello di continuare il collegamento tra le parrocchie e le comunità cristiane della Diocesi, così che si possano unire le forze nell’educazione liturgica, nella collaborazione per la catechesi, nella rinnovata spinta a favore di opere di carità.
Queste linee di orientamento, appena delineate, trovano sostegno e possibilità di attuazione solo ed unicamente nella conversione ‘permanente’ di ciascuno di noi; ce lo ha ricordato il Santo Padre nell’omelia della Messa.
Vissuta con cuore fidente in Dio, l’avventura cristiana ci rende uomini realizzati, capaci di vivere nella gioia la propria esistenza e di essere segno di speranza nella città e nel mondo. La fede coltivata nella preghiera, nella comunione fraterna, nella carità paziente è forza capace di moltiplicare il bene, di opporsi al male, di chiamare a speranza tutte le forze positive delle donne e degli uomini di buona volontà.

+ Giovanni Giudici
Vescovo di Pavia 

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