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 In evidenza » Anno pastorale 2011-2012 

Una eredità da custodire mediante la fede   versione testuale

Anno pastorale 2011-2012


 
Verso la riapertura del Duomo
La comunità diocesana sta per avere finalmente una Cattedrale in cui radunarsi per incontrare il Signore nella Parola proclamata, per riconoscerlo presente nell’eucaristia e nei sacramenti, e per rendere grazie.
Ci sono ragioni storiche e ragioni civili che rendono solenne l’ora della riapertura del Duomo. Soprattutto per tutti i credenti riprendere a celebrare in Cattedrale consente di dichiarare chi siamo: il corpo vivo di Gesù presente proprio in questa terra, con la gente del nostro tempo.
Negli ultimi tre anni abbiamo sviluppato alcuni messaggi per prepararci all’ingresso in Duomo.
Ci siamo anzitutto impegnati ad approfondire il tema della ricchezza dello Spirito presente in ciascun battezzato. Lo Spirito Santo ci consente di vivere come veri discepoli di Gesù, anzi fratelli e amici suoi, tutti figli del Padre.
Abbiamo poi fermato la nostra attenzione sulla capacità, che è caratteristica del cristiano, di offrire la propria vita con Gesù.
In un intenso brano della lettera ai Romani l’apostolo Paolo scrive:
Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale. Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto (Romani 12,1-2).
Seguendo questo testo ci è stato dato di considerare meglio come ciascuno di noi è in grado di vivere la propria esperienza non solo come una serie di avvenimenti che costituiscono la vita, ma proprio come il tempo e il modo per offrire una risposta personale al Signore che ci chiama ad agire con Lui. Questa è la ragione prima dell’importanza dell’ eucaristia nella vita del cristiano.
Abbiamo infine cercato di comprendere come mai la tradizione della Chiesa ha ritenuto che più importante del tempio è il cuore con cui i credenti vi accedono.
A tal proposito ci siamo soffermati a riflettere sull’incontro tra Gesù e la donna samaritana:
Gli replica la donna: “Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare”. Gesù le dice: “Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora - ed è questa - in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano.
Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità” (Giovanni 4, 20-24).
(dalla lettera pastorale di mons. Vescovo, "una eredità da custodire mediante la fede")

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