Pastorale e comunicazioni sociali

La pastorale: diffondere la Parola anche con le opere, la comunicazione e la cura

La Curia e i centri pastorali diocesani

Capita spesso, nella vita di un laico, di fare riferimento ai sacerdoti: per esempio quando ci si domanda a chi poter affidare il proprio figlio nei mesi estivi, oppure quando è il momento di un matrimonio o di un battesimo o del cordoglio o si avverte il bisogno di pregare, oppure ancora quando si pensa (perché no) ad un viaggio in comitiva. Sono numerose le funzioni che vengono svolte, quotidianamente, dai vari settori che governano il lavoro di una diocesi ampia come quella pavese: per questo motivo, la cifra destinata a sostenere gli uffici che trovano sede nel palazzo Vescovile di piazza Duomo raggiunge in totale i 270.500 euro.

“L’ufficio pastorale è uno dei più impegnativi perché gestisce evangelizzazione, annuncio e testimonianza – ha chiarito don Carluccio Rossetti, coordinatore del settore pastorale, vicario cittadino e parroco, dal 2004, di santa Maria di Caravaggio –: ci occupiamo di numerosi settori, per esempio di ragazzi, adulti famiglie, povertà, ammalati, sport, oratorio, turismi e pellegrinaggi, scuola e missioni, pastorale sociale e del lavoro, migranti. Si può dire che lavoriamo per rendere attive le indicazioni del Vescovo Sanguineti, indicazioni che comunque nascono da un sentire comune. Siamo un gruppo formato sia da religiosi che da laici, anche volontari, tutti motivati e con anni di esperienza sulle spalle; siamo comunque sempre in cerca di risorse e persone nuove, che vogliano condividere con noi l’avventura affascinante della pastorale di oggi”.

I mezzi di comunicazione sociale: dal settimanale Il Ticino al mondo del web

Comunicare. Un verbo onnipresente nella società di oggi e, grazie alle nuove tecnologie, costantemente a disposizione di tutti in qualsiasi momento della giornata. La Chiesa Cattolica aveva intuito le potenzialità della comunicazione già dagli anni sessanta (1963, decreto conciliare “Inter Mirifica”, dedicato agli strumenti della comunicazione sociale), quando ancora radio e televisione erano appannaggio di pochi. Comunicare ciò che la Chiesa traduce in opere significa diffondere azioni e pensieri, donare buone notizie, dare voce al bene in un mondo di news spesso false, urlate, onnipresenti e volutamente negative.

Oggi la Diocesi di Pavia stanzia un contributo di 50.000 euro per il mantenimento delle attività del settimanale Il Ticino (anno di fondazione 1891 e del sito web www.ilticino.it (che presto verrà completamente rinnovato); tutti i mezzi dispongono anche di relative pagine sui più popolari social network: “Il contributo che ci viene assegnato dalla Diocesi ci consente di poter svolgere la nostra funzione primaria, che resta quella di aiutare il Vescovo Corrado Sanguineti e l’intera Chiesa di Pavia a diffondere il Vangelo – ha sottolineato il direttore Alessandro Repossi -. Un compito che cerchiamo di svolgere sia raccontando direttamente la vita diocesana e quella delle singole parrocchie, sia parlando dei fatti di attualità e, in particolare, di quelli del nostro territorio. Il contributo dell’8xmille assegnato ai mezzi di comunicazione diocesani garantisce quella forma di ‘carità intellettuale’ di cui oggi si avverte un grande bisogno, in un panorama dell’informazione troppo spesso caratterizzato da ‘fake news’ o da notizie dedicate a temi superficiali”.